Il Pdl verso le riforme: ecco il piano di Berlusconi. E quello di Fini (e Montezemolo)

Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Luca Cordero di Montezemolo (Ansa)

Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Luca Cordero di Montezemolo (Ansa)

In sordina, in mezzo ai polveroni giudiziari di queste settimane, si riaccende il dibattito nella maggioranza sul tema delle riforme. Due i percorsi per il Pdl: secondo il premier Silvio Berlusconi occorre affrontare prima il nodo della giustizia e poi il resto delle riforme, mentre per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, vanno prima fatte le riforme condivise con l’opposizione per poi affrontare la questione della giustizia. Quale strada scegliere? Le soluzioni sono rimandate a dopo le elezioni regionali anche perché, come ha detto il premier, questo è il “momento dell’unità”.

La strada di Fini (e Montezemolo)
La strategia del presidente della Camera punta al coinvolgimento dell’opposizione su alcune riforme.
Una strada che piace a Massimo D’Alema (che ha risposto al presidente della Camera: “speriamo”) e anche al segretario del Pd Pierluigi Bersani (soprattutto su temi economici), ma non al “nuovo” alleato Antonio Di Pietro che non ci pensa due volte ad affibbiare al governo l’aggettivo “piduista”. Se queste sono le condizioni, quando iniziare? “Spero che dopo le regionali di marzo si parta subito con un disegno di riforme condivise”, ha spiegato Fini indicando come priorità la riforma del Parlamento, che comporta anche la riduzione dei parlamentari.
Le altre riguardano la revisione dei poteri del presidente del Consiglio, il superamento del bicameralismo perfetto, il cambiamento della legge elettorale con il ritorno al sistema uninominale e, solo per ultima, la riforma della giustizia.

Un iter che non dispiacerebbe al presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, tornato anche lui alla carica sull’urgenza delle riforme e del contrasto al malaffare.

Altro nodo dolente, quello della questione morale: il presidente della Camera ha proposto una “leggina” per le liste pulite, che vieti di candidarsi per 5 anni ai condannati in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione. E non mancano le polemiche interne al centrodestra, che Fini vorrebbe più europeo:

“Le famiglie politiche del centrodestra in Europa sono molto più attente a certe novità. Ho guardato i punti toccati dalla Merkel davanti al Cdu… se dicessi al Pdl di discutere delle stesse cose, mi direbbero: sei diventato comunista!”.

La strada di Berlusconi
Diverso il percorso che dovrebbe seguire la maggioranza, secondo il premier. Il nodo da affrontare con urgenza è quello della giustizia, visto il fuoco dalle procure (alimentato da certa stampa) che, oltre a screditare il governo e la maggioranza, alla fine rischia di rallentare l’agenda dell’esecutivo.
La strada da seguire, poi, sarebbe in discesa. Le principali riforme, infatti, sono già state avviate in Parlamento, ragion per cui c’è da credere che la maggioranza procederà in modo spedito: il testo sulle intercettazioni (già approvato alla Camera) è ora in esame alla commissione Giustizia di Palazzo Madama; la norma sul legittimo impedimento, dopo il sì della Camera, secondo il Guardasigilli è probabile che venga approvata dal Senato entro la prima settimana di marzo; in ultimo il cosiddetto “processo breve” - o “periodo certo per lo svolgimento dei processi”, per dirla con il ministro Alfano – che è in esame alla Camera, dopo il sì al Senato.
Solo dopo aver risolto queste tre questioni, secondo il premier sarà possibile avviare una stagione di riforme condivise e di ampio respiro.

Due “agende inconciliabili”, insomma, quella del premier e quella del presidente della Camera, come ha sottolineato il ministro per l’Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi? Probabilmente sì, ma a guardare cosa accade dalle parti dell’opposizione, ha ragione il Cavaliere a insistere sul nodo della giustizia.

Il Pd, infatti, non pare ad oggi un interlocutore affidabile, come vorrebbe appunto Fini, costretto a divincolarsi tra le spinte di un alleato come l’Idv, partito non certo predisposto al dialogo, e un certo antiberlusconismo patologico, come scrive l’Opinione, presente ancora in alcune componenti del partito.

La strada verso una nuova stagione costituente, così come è stata auspicata dal presidente della Camera, è tutt’altro che in discesa.

Commenti

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Il 24 Febbraio 2010 alle 20:50 gek ha scritto:

Purtroppo come elettore del PDL, non posso non constatare che il partito nato un anno fa non sta assolutamente “bene”.
Forse aveva ragione Fini, se non addirittura Casini, quando dicevano che i partiti non s’improvvisano, e non vivono se alla base non vi sono strategie, temi, obiettivi, condivisi.
Purtroppo il PDL voluto fortemente da Berlusconi, è nato più sull’onda dell’entusiasmo popolare che il buon Silvio sa sempre suscitare quando parla con il popolo, a differenza di altri, tipo Fini, e/o Casini, per esempio, che pur più giovani del “Berlusca”, portano addosso tutta la “pesantezza” di anni e anni di pesante, grigia e permettetemi il termine,”obsoleta” politica, loro tali entusiasmi non gli sapranno mai suscitare.
Ma qui, penso, stia tutta la contraddizione del partito PDL, piuttosto che essere travolti dall’entusiasmo popolare seguito alla presentazione del nuovo soggetto politico, tanti “mestieranti” della partitocrazia più vecchia e consociativa, e non mi riferisco solo ad AN, hanno fatto buon viso a cattiva sorte, e si sono piegati al “Verbo” Berlusconiano, che prometteva vittoria politica schiacciante, come poi è realmente stato, ma soprattutto altri cinque anni di sicura e certa permanenza in parlamento e/o in altri centri di potere non meno importanti.
Poi, prima o dopo, i conti con l’odiato/amato Berlusconi si sarebbero regolati, come effettivamente sta succedendo, ricatti, ripicche, lotte intestine, correnti che forse neanche ai tempi della DC si erano viste, continui contrasti e punzecchiature, tipici della più becera politica della prima repubblica, quando chi occupava il posto di Presidente del Consiglio, doveva quasi ogni giorno, dispensare, con il bilancino del farmacista, “oneri” pochi, e “onori” tanti, a ben cinque partiti che allora rappresentano la maggioranza.
Questo purtroppo è l’errore di Silvio, se continuerà ad accettare questo stato di cose, sicuramente, già dalle prossime elezioni regionali, avrà delle amare sorprese.
A questo punto la domanda è, ma che senso ha rimanere a Palazzo Chigi cinque anni, come già successo nel suo precedente governo, per non ottenere gli obiettivi annunciati?, e per di più poi, come è già successo, doversi difendere anche dalle accuse degli alleati.
No Silvio, così non va, ho hai il coraggio di “buttare in aria” un altra volta il famoso tavolo e chiedere nuovamente al tuo popolo la fiducia che fin’ora non ti ha mai negato, avendo, questa volta, molta cura di sceglierti i compagni di viaggio e gli alleati, oppure sappi che quasi certamente anche questa legislatura sarà “nulla” e la storia non lo dimenticherò di certo, perchè in ogni modo, nel bene o nel male, il popolo ti ha dato la possibilità di governare questo Paese, complessivamente per per ben 12 anni, un tempo sufficiente per fare qualche cosa di veramente importante e meritevole d’essere ricordato.

Il 25 Febbraio 2010 alle 0:45 Il Pdl verso le riforme: ecco il piano di Berlusconi. E quello di Fini (e Montezemolo) | Politica Italiana ha scritto:

[...] via http://blog.panorama.it/italia/2010/02/24/il-pdl-verso-le-riforme-ecco-il-piano-di-berlusconi-e-quel… Posted by admin on febbraio 24th, 2010 Tags: News, Politica Share | [...]

Il 25 Febbraio 2010 alle 18:06 Zione ha scritto:

Attila, il Rè degli Unni e il suo cavallo, fecero meno danni dell’Italico e Barbarico GIUDICIUME.

Era ora che il Cavaliere denunziasse chiaramente e diffusamente la Tragedia che ci appesta; e fà bene a dirlo anche nelle Assise Internazionali e a mettere il dito nella Cancrena e ribadire pubblicamente, la Vergogna dell’infame situazione, che per colpa di un manica di Emeriti Ignoranti e Criminali, il martoriato Popolo Italiano stà subendo da troppo tempo, con distruzione morale e a volte anche fisica di persone; anche se non per diretta mano, ma per particolare e alto merito farabuttesco, con tributo di sangue da parte di Vittime Innocenti.

Fin quando prezzolati pennivendoli, in combutta con Lestofanti e Cialtroni, interessati per affari di vile Comparaggio Politico, si sollazzano nella colpevole complicità coi Vermi, nell’ignorare deilberatamente la terribile situazione oligarchica in atto nella Magistratura, perchè forse si compiaccionono della propria incoscienza o stupidità, di sostenere senza conoscere, il Gaglioffume Giudiziario, sarà sempre più difficile che questi Miserabili Felloni riescano ad abbandonare la ribalderia che tanto li distingue ed a rientrare nella normalità e nell’Onestà che contraddistingue le persone per bene.

Il 26 Febbraio 2010 alle 12:12 Regionali: Berlusconi dà la sveglia al Pdl e punta sulle riforme (con la Lega) - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] elementi a spingere il Cavaliere a rivoluzionare l’agenda delle riforme, dopo aver risolto il nodo della giustizia. Due i punti principali: il federalismo istituzionale, con Senato federale, premierato forte e [...]

Il 1 Marzo 2010 alle 12:08 Regionali: il pasticcio del Pdl nel Lazio e le divisoni tra ex An ed ex Fi - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] per il Popolo della libertà. E ora, accanto al nodo della giustizia, all’avvio delle riforme e al problema di arginare la corruzione, il premier dovrà anche mettere mano al partito e [...]

Il 15 Marzo 2010 alle 11:29 Pdl verso il futuro: ecco Generazione Italia, la “svolta” interna di Gianfranco Fini - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] che la scorsa settimana ha ribadito con forza le posizioni di Fini sul destino del Pdl e i contrasti di veduta con il premier Silvio [...]

Il 15 Marzo 2010 alle 18:03 Circolo Luce Del Sud » Pdl verso il futuro:ecco Generazione Italia, la “svolta” interna di Gianfranco Fini ha scritto:

[...] che la scorsa settimana ha ribadito con forza le posizioni di Fini sul destino del Pdl e i contrasti di veduta con il premier Silvio [...]

Il 23 Marzo 2010 alle 17:56 Fini cambia rotta alla fine della campagna elettorale. A quando la “pace” con Berlusconi? - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] sarebbero in molti nel Pdl a chiedere un chiarimento tra Fini e Berlusconi, magari proprio sul cammino da intraprendere subito dopo il voto per l’avvio delle riforme, a partire da quella sulla giustizia, [...]

Il 23 Marzo 2010 alle 22:50 FINI CAMBIA ROTTA ALLA FINE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. A QUANDO LA “PACE” CON BERLUSCONI? – di Massimo Morici « Freedom ha scritto:

[...] sarebbero in molti nel Pdl a chiedere un chiarimento tra Fini e Berlusconi, magari proprio sul cammino da intraprendere subito dopo il voto per l’avvio delle riforme, a partire da quella sulla giustizia, [...]

Il 24 Marzo 2010 alle 15:58 Circolo Luce Del Sud » Fini cambia rotta alla fine della campagna elettorale. A quando “la pace” con Berlusconi? ha scritto:

[...] sarebbero in molti nel Pdl a chiedere un chiarimento tra Fini e Berlusconi, magari proprio sul cammino da intraprendere subito dopo il voto per l’avvio delle riforme, a partire da quella sulla giustizia, [...]

Il 2 Aprile 2010 alle 7:38 Riforme: Berlusconi sbarca su Facebook, mentre Fini inaugura Generazione Italia - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] decidono di abbandonare le posizioni intransigenti degli scorsi mesi, soprattutto sul tema delle riforme condivise in Parlamento: è sempre auspicabile un coinvolgimento dell’opposizione, ma se prevarranno [...]

Il 18 Aprile 2010 alle 12:30 Notizie dai blog su A Valmontone il Pd alla frutta si interroga su Fini ha scritto:

[...] si riaccende il dibattito nella maggioranza sul tema delle riforme . blog: Massimo Morici | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]

Il 5 Agosto 2010 alle 15:24 Terzo polo, c’è o non c’è? - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] lo scorso anno a uscire dal partito che aveva contribuito a formare due anni prima; quello che piace anche a Montezemolo e che ancora non si è capito se includa i finiani, che rischiano così di [...]

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