Dalla Protezione civile a Fastweb e Sparkle, l’improvvisa accelerazione delle Procure

Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo (Ansa)

Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo (Ansa)

Nel mezzo della bufera giudiziaria che ha travolto due dei principali operatori delle telecomunicazioni in Italia, Fastweb e Telecom Sparkle, e che vede coinvolto nelle indagini il senatore Nicola Di Girolamo (Pdl), i politici di centrodestra e gli amministratori di Swisscom, la società svizzera che controlla Fastweb, si interrogano sui provvedimenti presi (e sulla tempistica) dalla procura di Roma.

Lancia il sasso, il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Osvaldo Napoli che si chiede:

“Nessuno ha mai pensato che la magistratura debba venir meno ai propri doveri. Più d’uno, e personalmente sono fra questi, sospetta però che una scadenza elettorale metta, come dire un po’ di carburante in più nel motore degli inquirenti. Si prenda l’ultima inchiesta sul riciclaggio. Sappiamo che durava da più di due anni. Che Silvio Scaglia era stato sentito due anni fa. Beh, ma perché i magistrati hanno atteso due anni prima di richiederne gli arresti se è vero, come sostengono, di essersi trovati di fronte a reati gravissimi? Hanno agito con qualche leggerezza?”

E ancora nel passaggio successivo:

“Stesso discorso potrebbe valere per Nicola Cosentino, indagato da 16 anni e del quale è stato richiesto l’arresto quando era più che probabile la candidatura in Campania. Lo stesso per l’indagine sulla protezione civile. Ho come l’impressione che si voglia trasmettere appositamente un messaggio di caos al Paese e che si facciano esplodere bombe ad orologeria comandata in momenti prestabiliti. È strano questo sincronismo fra i tempi della giustizia e le scadenze elettorali. Temo che la magistratura resterà inoperosa per almeno un paio d’anni prima di ridestarsi a ridosso del 2013″.

Analoghe perplessità sono state espresse dagli amministratori di Swisscom, che temono il commissariamento per la controllata Fastweb (qui il comunicato ufficiale Swisscom) e che “garantiscono alle autorità penali italiane il pieno sostegno ai fini del chiarimento delle accuse”. In particolare, la società svizzera fa sapere che al momento dell’acquisizione di Fastweb nel 2007, Swisscom era stata informata del procedimento in corso: “Erano state richieste due differenti perizie a società di consulenza tributaria, secondo le quali le operazioni contestate erano lecite e Fastweb ha quindi diritto al rimborso dell’Iva. L’impossibilità di esigere il rimborso dallo Stato, in base alle conoscenze di allora, veniva considerata come parte del rischio insito nell’offerta di acquisto”, si legge nel comunicato. E allora, perché i magistrati sono entrati in azione solo ora, proprio a ridosso delle elezioni?

Inoltre, Swisscom si dichiara sorpresa degli ultimi sviluppi: 

“L’indagine è stata estesa ad altre persone; sono stati emessi degli ordini di custodia cautelare nei confronti di 56 persone e si è proceduto ai primi arresti; questa misura riguarda 5 persone del precedente management e collaboratori di Fastweb; all’accusa di frode all’Iva si aggiungono quelle di riciclaggio di denaro rivolte al personale delle aziende terze che hanno agito illecitamente e alle imprese stesse; l’importo complessivo dell’Iva lucrata ammonterebbe a 2 miliardi di euro, in quanto le aziende coinvolte sono numerose, fra cui Fastweb con circa 40 milioni di euro; le autorità d’inchiesta chiedono al Tribunale il commissariamento nei confronti di Fastweb. Si tratta di un controllo da parte delle autorità che tuttavia, in base alle valutazioni attuali, non pregiudicherebbe il proseguimento delle attività operative”.

Ai dubbi, legittimi, espressi dalla società svizzera (che teme ripercussioni economiche) e dal vicecapogruppo del Pdl, che considera le coincidenze delle inchieste giudiziarie finite sui giornali in queste ultime settimane e la prossimità della scadenza elettorale delle regionali, non si può non considerare però nella vicenda che coinvolge il senatore Nicola Di Girolamo (che si è proclamato estraneo da tutte le accuse), come sottolinea Mario Sechi su il Tempo, il ruolo di controllo che dovrebbero svolgere i partiti sui propri membri, i quali non dovrebbero avere alcuna “difficoltà ad espellere” dal proprio giro “personaggi poco raccomandabili”.
 
 :..DUBBI SUL VOTO ALL’ESTERO: NELL’INCHIESTA SUL RICICLAGGIO  UN SENATORE ELETTO IN GERMANIA

Commenti

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Il 25 Febbraio 2010 alle 11:41 Dubbi sul voto all’estero: nell’inchiesta sul riciclaggio un senatore eletto in Germania - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] :..DALLA PROTEZIONE CIVILE A FASTWEB E SPARKLE, L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE DELLE PROCURE [...]

Il 25 Febbraio 2010 alle 13:49 attenzione ha scritto:

Non capire che se, giorno per giorno, tutti i giorni dell’anno, in Italia, escono delle porcherie, ed se aver coraggio di dire che, l’Italia NON è la nazione piu putrefatta dell’Europa, anche del MONDO, è avere gli occhi ciechi.

Il 25 Febbraio 2010 alle 13:55 attenzione ha scritto:

L’idiosincrasia italiana, è basata sulla putrefazione, onde si giri si giri, ma NON da adesso, ma da sempre.

Il “leid motiv” è sempre quello:

Mafia, corruzione, putrefazione, ecc….

Una nazione, tra l’altro INESISTENTE, che si basa oltre che alla “putrefazione”, nei ricordi cinquecenteschi, onde gioi di grande fama, ma che, oggi come oggi, NON ha niente a che fare di tutto ciò.

Italia, ultima “democrazia” in europa, storicamente parlando.

Il cammino è lungo…….., difficile:

Sin quando il suo DNA NON sarà rinnovato, il virus che pullula nella tradizione piu che millenaria rigurado alla “putrefazione”, sarà MOLTO difficile che, diventi una nazione normale:

Nel XXI secolo, ancora si parla di Nord o di Sud…….

Ma dove siamo? Nella guerra civile degli USA del XVIII secolo?

Pare di si.

Il 25 Febbraio 2010 alle 15:47 nicksergio ha scritto:

questi dubbi sarebbero legittimi nella casalinga di Voghera,ignara dei tempi processuali,molto meno in politici esperti;le ventimila pagine dell’inchiesta protezione civile non si improvvisano da un giorno all’altro e ,anche se fossero cacciate con malizia in periodi preelettorali(più frequenti in italia che in tutt’europa)il punto non è la tempistica ma la verità delle inchieste.Cosentino poi:se si conoscono da 16 anni i suoi contatti camorristici che aspetta il pdl a chiederne le dimissioni?

Il 26 Febbraio 2010 alle 9:32 Zione ha scritto:

I nostri Valorosi Giudicioni volevano prendere la vacca per le balle; ma col caso Mills non ci sono riusciti.

Mills, Cassazione: reato prescritto; ma quando arriva questa benedetta Riforma della Giustizia ?

Non si capisce perché poi l’avvocato inglese debba pagare 250.000,00 Euro per “danni” nel consueto pateracchio giudiziario, male iniziato e peggio concluso !

La Cassazione avrebbe dovuto tener presente che Mills disse al fisco inglese di aver avuto i soldi da un persona di Berlusconi, solo per una sua comoda praticità, in quanto sapeva che tale incaricato era morto e non poteva smentirlo; non immaginando che tale fatto sarebbe stato comunicato al nostro Erario e il casino che avrebbero combinato poi i nostri Valorosi Giudicioni.

In seguito ha detto il vero e ha fatto il nome di un armatore napoletano che stà in Svizzera (?), che gli ha pagato quanto convenuto per la sua collaborazione (all’estero) nell’acquisto di due navi; ragion per cui in questi anni, coll’intento di colpire il Presidente, si è fatto solo un’ennesima dilapidazione delle maltrattate risorse del Popolo Italiano e speriamo che sia finito; almeno per un pò …

Il 1 Marzo 2010 alle 20:53 Ma a che gioco sta giocando Gianfranco Fini? Ecco il suo pensiero in sei punti - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] lista del Pdl nel collegio di Roma nel Lazio e della lista per Formigoni in Lombardia, e dopo le bufere mediatico e giudiziarie delle scorse settimane, sono in molti ora a chiedersi quale strategia stia seguendo il numero due [...]

Il 3 Marzo 2010 alle 12:27 Formigoni e Polverini: il boicottaggio dei Radicali al voto del popolo di centrodestra - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] la tempesta mediatica nata dalla fuga di notizie dalle procure nelle scorse settimane, fino alle vicende che hanno coinvolto Fastweb e Telecom Sparkle, come l’economista Francesco Forte su [...]

Il 4 Marzo 2010 alle 1:14 MA A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIANFRANCO FINI? IL SUO PENSIERO IN SEI PUNTI – di Massimo Morici « Freedom ha scritto:

[...] lista del Pdl nel collegio di Roma nel Lazio e della lista per Formigoni in Lombardia, e dopo le bufere mediatico - giudiziarie delle scorse settimane, sono in molti ora a chiedersi quale strategia stia seguendo il numero due [...]

Il 4 Marzo 2010 alle 13:01 Liste escluse in Lombardia e Lazio, il Pdl studia le mosse per uscire dal pasticcio - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] bastavano gli attacchi mediatico - giudiziari delle scorse settimane e le discordanze interne con Gianfranco Fini sul futuro del Pdl a [...]

Il 5 Marzo 2010 alle 11:42 Caos liste in Lazio e Lombardia: quanto è costato al Pdl in termini di consenso? - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] di essere stato eletto all’estero con i voti della ‘ndrangheta, nell’inchiesta che ha colpito Fastweb e Telecom [...]

Il 12 Marzo 2010 alle 11:23 Giustizia: anche il Financial Times contro le procure e i processi sui media - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] provvedimenti presi dalla procura di Roma nell’inchiesta che ha coinvolto Fastweb e Telecom Sparkle, come la richiesta di commissariamento delle aziende e [...]

Il 16 Marzo 2010 alle 15:48 Fango su Berlusconi: ora per il Pdl c’è il pericolo astensionismo - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Silvio Berlusconi, a pochi giorni dal caos sulle liste del Pdl in Lazio e Lombardia e dopo le inchieste sulla Protezione civile e sulle telecomunicazioni, che hanno coinvolto esponenti del [...]

Il 19 Marzo 2010 alle 12:07 In piazza con Berlusconi ci sarà tutto il Pdl (tranne Gianfranco Fini) - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] per dare un messaggio di unità al popolo del centrodestra, confuso dopo il caos sulle liste e le tempeste giudiziarie delle scorse settimane. Però ci sarà un assente di lusso: il presidente della Camera Gianfranco [...]

Il 18 Settembre 2010 alle 11:26 La giornata in pillole: proteste in un asilo contro una marocchina, via il burqa spaventa i bimbi - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] - L’ex senatore del PdL, Nicola Di Girolamo, coinvolto nell’inchiesta Fastweb e Telecom Italia Sparkle, ha chiesto il pateggiamento: cinque anni di carcere, la restituzione di 4 milioni e 700 mila euro [...]

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