
Il premier Silvio Berlusconi (Ansa)
Il premier Silvio Berlusconi punta sulle regionali e lancia una campagna elettorale porta a porta con i “promotori della libertà”. Intanto, fissa l’agenda per il post - voto: tra i punti principali le riforme care al Carroccio, dal Senato federale all’attuazione del federalismo fiscale.
I promotori della libertà
Faranno riferimento e risponderanno direttamente al premier e saranno coordinati da Michela Vittoria Brambilla che opererà in raccordo con il coordinamento nazionale. La nuova struttura (sulla scia dei Circoli della libertà del 2008 e dei promotori azzurri del 1996) sarà composta da tesserati, che avranno una loro organizzazione, con responsabili territoriali tematici e referenti nel partito. “Solo così il Pdl diventerà un grande, grande, grande partito capace di interpretare i sogni della nostra gente”, ha spiegato Berlusconi. Una mossa - hanno sottolineato alcuni osservatori - anche per bilanciare il peso degli ex An, più strutturati nelle realtà locali rispetto agli ex Fi (qui un’articolo da il Giornale sulle correnti interne al partito).
L’asse con la Lega
Sull’alleanza con il Carroccio pesano, e molto, gli ultimi sondaggi, alcuni dei quali danno la Lega in Veneto al 39%, in vantaggio di diciotto punti sul Pdl al 21%. A questo si aggiunge, come riportano i retroscena, l’affidabilità di un alleato come Bossi rispetto ai continui distinguo di Gianfranco Fini e lo spartiacque rappresentato dalle regionali all’interno della legislatura (nei prossimi tre anni non ci saranno ulteriori elezioni). Sarebbero questi tre elementi a spingere il Cavaliere a rivoluzionare l’agenda delle riforme, dopo aver risolto il nodo della giustizia. Due i punti principali: il federalismo istituzionale, con Senato federale, premierato forte e riduzione del numero dei parlamentari; e attuazione del federalismo fiscale (approvato lo scorso anno), con il via libera ai decreti delegati.
Gianfranco Fini
“I problemi ci sono, ma non per colpa di Fini. La responsabilità è di alcuni intellettuali che sono andati oltre la volontà politica del presidente della Camera”, ha ammesso il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, e fedelissimo del premier, in un’intervista a il Giornale, alludendo alla fondazione Farefuturo. Il dibattito interno al partito, infatti, si è fatto sempre più aspro, tanto che ormai Fini (assieme ai finiani) e Berlusconi si trovano divisi su molti punti, dall’agenda delle riforme alla concezione del partito, che secondo il presidente della Camera dovrebbe basarsi più sul confronto che sulla fedeltà al capo.
- Venerdì 26 Febbraio 2010
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 26 Febbraio 2010 alle 18:11 papadany ha scritto:
Così come previsto il federalismo fiscale lascia ancora molti dubbi.Se ad esempio, come spiega Ricolfi (”Il sacco del Nord”), vi saranno panieri di tributi e norme fiscali molto differenziate nei diversi territori, i cittadini non ci capiranno poi molto, quindi non riusciranno a premiare e punire gli amministratori dei vari livelli di governo. Se viceversa i cambiamenti di imposizione fiscale dipenderanno da un’unica sovrattassa regionale, provinciale e comunale, allora le cose funzioneranno bene, perché saranno gli stessi politici a doversi misurare con l’entità delle tasse che i loro errori li costringeranno a imporre; ma nelle bozze di Calderoli questa eventualità non è contemplata e probabilmente questo è dovuto al fatto che i politici non hanno alcuna intenzione di lasciarsi “prendere le misure” dai cittadini. E questo non lascia certo ben sperare.
Il 27 Febbraio 2010 alle 18:17 pv21 ha scritto:
Il federalismo fiscale per chi vive al nord significa (così pensano) una riduzione delle tasse. Lasciamoli sognare. Prima viene un altro problema. I PM plotoni d’esecuzione e banda di talebani accompagnati dal sistema barbaro di intercettazioni da stato di polizia. Questo è un terreno sconosciuto per la Lega. E’ un terreno da casta di “Primi Super Cives” attenta a privilegi e immunità.
http://forum.wineuropa.it
Il 9 Marzo 2010 alle 19:00 indigesto ha scritto:
Alle riforme istituzionali non basta l’attuale maggioranza, ammesso che tenga. Molti discorsi sono dunque da verificare nei fatti, non bastano le intenzioni, anche quando lodevoli, e se tali, semmai, sono da considerare. Dall’aria che tira c’è da aspettarsi un triennio molto duro, non privo di sorprese!
Il 15 Marzo 2010 alle 12:08 Pdl verso il futuro: ecco Generazione Italia, la “svolta” interna di Gianfranco Fini - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] in particolare, mal digeriscono le iniziative in stile “predellino”, come i promotori della libertà che ”hanno qualcosa di [...]
Il 17 Marzo 2010 alle 11:05 Fango su Berlusconi: ora per il Pdl c’è il pericolo astensionismo - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] della Camera, Gianfranco Fini, che ha lanciato Generazione Italia in contrapposizione ai promotori della libertà (ex Fi) di Michela Vittoria Brambilla. E il premier è sempre più solo in questo clima ormai [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.