Formigoni e Polverini: il boicottaggio dei Radicali al voto del popolo di centrodestra

Roberto Formigoni e Renata Polverini (Ansa)

Roberto Formigoni e Renata Polverini (Ansa)

Dopo il tritacarne mediatico - giudiziario alimentato da qualche procura generosa nel riferire atti delle indagini ai giornalisti, ora anche gli Uffici giudiziari di Roma e Milano, sollecitati dalle continue segnalazioni sulle liste avversarie da parte degli esponenti Radicali, mettono i bastoni tra le ruote al Popolo della libertà nella corsa elettorale verso le regionali di fine marzo, escludendo per vizi formali la lista del Pdl nel collegio di Roma, il listino della candidata presidente Renata Polverini in Lazio (la Corte di Appello ancora non si è espressa, mentre la lista civica è stata riammessa) e il listino del presidente Roberto Formigoni in Lombardia.

È vero, come hanno sottolineato la maggior parte degli osservatori, che le responsabilità sono anzitutto dei dirigenti locali del Pdl, soprattutto nel caso del pasticcio della mancata consegna delle liste per il collegio di Roma (di qui il titolo irridente di Libero, “Pdl = Polli della libertà”).
Ma la strategia dei Radicali in tutta la Penisola, alla ricerca del minimo cavillo burocratico per escludere le liste avversarie, come hanno fatto notare il Tempo e Libero, sta mettendo a rischio la possibilità per milioni di elettori di centrodestra di poter votare quei candidati verso cui probabilmente andrebbero le loro preferenze.

Soprattutto nelle due principali regioni italiane, Lazio e Lombardia, dove il Pdl è guarda caso il partito di maggioranza. I sospetti, insomma, sono molti, tanto che il premier Silvio Berlusconi teme l’esistenza di un “teorema ben preciso” teso a colpire il partito di via dell’Umiltà, anche se ancora le sue principali preoccupazioni riguarderebbero le leggerezze della dirigenza del Pdl.

Ormai il problema, come ha fatto notare il direttore de l’Opinione, Arturo Diaconale, si è spostato sul piano politico:

“Una lista che salta è una vicenda burocratica. Due liste che saltano sono sempre vicende burocratiche. Ma se le liste sono tre e la loro eliminazione impedisce a qualche milione di cittadini di partecipare ad una tornata elettorale che riguarda le principali regioni italiane e che costituisce un test di grande importanza nazionale, il caso non è più burocratico, ma diventa politico. E come tale va affrontato”.

E c’è pure, infatti, chi sottolinea la coincidenza di questi ultimi episodi, a poche settimane dal voto previsto per il 28 e 29 marzo, con la tempesta mediatica nata dalla fuga di notizie dalle procure nelle scorse settimane, fino alle vicende che hanno coinvolto Fastweb e Telecom Sparkle, come l’economista Francesco Forte su l’Occidentale:

“I casi sono due, riguardano le due maggiori regioni di Italia e si riferiscono alle decisioni di due Uffici giudiziari che, anche questo forse è un caso, si sono distinti in questi giorni per iniziative la cui data cade in periodo pre elettorale. Ciò alimenta sospetti che avvelenano inutilmente l’atmosfera elettorale (…) Negare il diritto a una parte della popolazione di votare per i propri candidati nelle elezioni regionali con espedienti formali, in casi dubbi, come quelli di Roma e Milano è un fatto politicamente molto grave. Se ripetuto, è ancora più grave politicamente”.

Se lo scenario è questo, quale sarà l’epilogo di queste vicende? Il Pdl farà ricorso al Tar, mentre il premier avrebbe chiesto ai dirigenti del partito di studiare tutte le soluzioni possibili. Magari partento, come rileva il Tempo, proprio da una decisione che aiutò i Radicali nel 1994, quella presa dall’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, che prorogò i termini per presentare tredici referendum di otto giorni.

Chissà mai che proprio un cavillo burocratico possa salvare alla fine il Pdl e dare la possibilità agli elettori di mettere alla berlina (con il voto legittimo e democratico) una formazione, quella radicale, i cui numeri stanno diventando sempre più irrilevanti nel panorama nazionale.

Commenti

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Il 3 Marzo 2010 alle 12:41 erik36 ha scritto:

Comunque vada, imbranati sono, fessi chi li vota.

Il 3 Marzo 2010 alle 14:10 fredu ha scritto:

Ma quale complotto.

Se uno non ha un apparato nemmeno in grado di superare qualche cavillo burocratico che cambi mestiere.
Mi fa paura l’idea che uno così possa diventare presidente.

La verità è il misto di arroganza e incompetenza dei dirigenti locali PDL.

Affrontatelo e ponetevi rimedio invece di gridare al complotto perché questa volta non vi segue veramente nessuno.
In Italia è sempre sulle regole che si fa sodomizzare la destra.

Chi è incompetente o superficiale è giusto che perda.

Il 3 Marzo 2010 alle 15:34 foxgrin ha scritto:

Forse la burocrazia è più importante della volontà degli Italiani?Forse è la prima volta che i candidati sono rimasti vittime di qualche cavillo?

Il 3 Marzo 2010 alle 18:42 nhico ha scritto:

Forse, anzi senza forse, specialmente a Roma, le funzioni che hanno causato questo pasticcio sono dei dilettanti alla sbaraglio. Ma è da escludere che i ragli radicali, per delle formalità marginali sulle quali c’è da scommettere, sicuri di vincere, mille altre volte un po’ tutti i partiti sono incappati senza mai essere stati fermati al nastro di partenza, possano trovare consenso nei tribunali. A qualcuno, troppo speso, con acido sarcasmo e molto disprezzo, piace dipingere l’Italia come una repubblica delle banane, ma anche in una tale repubblica il voto è e rimane comunque un momento di alto valore democratico, e impedirne il normale svolgimento diventerebbe, al di là e al di qua di ogni altra valutazione politica/giudiziaria, un attentato alla democrazia. Con buona pace di Ernesto Galli della Loggia, un partito che sia di plastica o di platino va sconfitto sul campo: è il voto depositato liberamente nelle urne che promuove e boccia. E nessun altro. Perché è lì, solo lì, che nasce e si perpetua l’alito della democrazia.

Il 3 Marzo 2010 alle 20:08 indigesto ha scritto:

Giusto nhico, ma se si trova l’opportunità di impedire il voto, il gioco è fatto! E, conoscendo la matrice di certi provvedimenti, parlare di scrupoli è poesia!

Il 3 Marzo 2010 alle 23:37 erik36 ha scritto:

Se non han rispettato le regole che colpa ne hanno i giudici LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA, qualcuno lo ricorda? Mi sa che ce ne sia molta in certi commenti.

Il 4 Marzo 2010 alle 12:06 cini ha scritto:

Se dovessero insistere col volere impedire a 15 milioni di votare per una mancanza, di stampo esclusivamente burocratico, si altererebbe di fatto la costituzione del Paese che potrebbe leggersi come segue:

NUOVA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Art.1 L´Italia è una Repubblica “burocratica” fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene alla magistratura che esercita fuori delle forme dei limiti della costituzione.

Art. 2La Repubblica non riconosce o garantisce i diritti visibili dell´uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiederebbe l´adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale.

Il 4 Marzo 2010 alle 13:08 Liste escluse in Lombardia e Lazio, il Pdl studia le mosse per uscire dal pasticcio - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] giudici della Corte di Appello di Roma e Milano hanno bocciato il ricorso contro l’esclusione dalla corsa alle regionali per informalità, segnalate dai [...]

Il 5 Marzo 2010 alle 11:41 Caos liste in Lazio e Lombardia: quanto è costato al Pdl in termini di consenso? - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] pasticcio che ha portato all’esclusione della lista del Pdl in Lazio e del listino di Roberto [...]

Il 8 Marzo 2010 alle 12:03 Decreto salva liste, tutte le ragioni del Quirinale - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] una settimana di caos per l’esclusione della lista del Pdl in Lazio e del listino di Formigoni in Lombardia, [...]

Il 9 Marzo 2010 alle 11:59 La campagna elettorale nel Lazio? Ormai si è spostata nei tribunali - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] a una “commedia all’italiana”, anzi a un “vero manicomio”. E nel pasticcio, che ormai è diventato un vero e proprio intreccio politico - giudiziario, “chi ci capisce [...]

Il 10 Marzo 2010 alle 11:29 Berlusconi scuote il Pdl contro la campagna elettorale nei tribunali - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] una quota del 20,5 per cento e potrebbero ribaltare gli esiti del voto. Per ora, tuttavia, il caos delle liste non avrebbe danneggiato più di tanto la candidata del centrodestra Renata Polverini, [...]

Il 11 Marzo 2010 alle 12:42 Il Pdl in piazza per proporre, non per protesta. Gelo tra Berlusconi e Fini - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] del Consiglio ci mette la faccia e scende in campo per risollevare un partito tramortito dal caos sulle liste. E spiega: non per contestare, ma “per proporre, per chiamare i candidati presidenti del Pdl [...]

Il 14 Aprile 2010 alle 12:16 Notizie dai blog su Sottoscrivo tutto (quasi, non voto per Formigoni) ha scritto:

[...] Formigoni e Polverini: il boicottaggio dei Radicali al voto del popolo di centrodestra Roberto Formigoni e Renata Polverini (Ansa) Dopo il tritacarne mediatico - giudiziario  alimentato da qualche procura generosa nel riferire atti delle indagini ai giornalisti, ora anche gli Uffici giudiziari di Roma e Milano, sollecitati dalle continue segnalazioni sulle liste avversarie da parte degli esponenti Radicali , mettono i bastoni tra blog: Massimo Morici | leggi l’articolo [...]

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