
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (Ansa)
Dopo una settimana di caos per l’esclusione della lista del Pdl in Lazio e del listino di Formigoni in Lombardia, il centrodestra è riuscito a uscire dall’impasse: il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto interpretativo presentato dal governo che consente ai tribunali amministrativi di interpretare il regolamento in modo meno rigido, permettendo al Pdl di risolvere il pasticcio a poche settimane dal voto.
Non solo: il Tar della Lombardia ha annullato l’ordinanza della Corte di appello che aveva escluso dalle regionali la lista ”Per la Lombardia”, accogliendo la richiesta di sospensiva presentata dai legali del listino e rimettendo così in corsa il governatore uscente e candidato del centrodestra Roberto Formigoni, quando ancora il decreto interpretativo firmato da Napolitano non era entrato in vigore (il tribunale emetterà una sentenza nei prossimi giorni, mentre il Tar del Lazio ha confermato l’esclusione del Pdl nella provincia di Roma).
Le ragioni di Napolitano
A spiegare l’ok dato al decreto proposto dal governo, è stato lo stesso presidente della Repubblica, rispondendo a due lettere (qui il testo completo sul sito del Quirinale), una a favore del decreto e l’altra contraria, che esprimono le due opinioni predominanti nell’opinione pubblica. Queste le parole di Napolitano:
“Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici. Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano (…) La ’soluzione politica’, ovvero l’intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti. E i tempi si erano a tal punto ristretti - dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano - che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge”.
Ed entrando più nello specifico nel seguente passaggio, sottolineando come dall’opposizione non fosse pervenuta alcuna alternativa:
“Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell’interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità . Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione - comunque inevitabilmente legislativa - potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura”.
Pd in imbarazzo tra i Radicali e Di Pietro
Proprio da questo ultimo passaggio del presidente della Repubblica si evince la vera natura dell’opposizione, ormai in balia dei Radicali e di Antonio Di Pietro, che non gli pare il vero di gridare al golpe, addirittura ipotizzando l’impeachment del capo dello Stato. Nessuna proposta, nessun dialogo, ma solo la volontà di proseguire il tentativo di sabotaggio delle elezioni, con le buone o con le cattive: probabile che i Radicali facciano ricorso al Consiglio di Stato contro un’eventuale decisione favorevole al centrodestra del Tar in Lombardia, mentre il centrosinistra e il popolo viola hanno già  annunciato che scenderanno in piazza sabato contro il decreto interpretativo. Intanto, la Giunta regionale del Lazio ha approvato una delibera che dispone il ricorso alla Corte Costituzionale contro il Dl “salva liste”.
E in mezzo alla polemica, riesce sempre più difficile al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ma anche ad esponenti democratici di rilievo come Luciano Violante, prendere le distanze da alleati dallo scarso peso a livello di voti, ma sempre più ingombranti a livello politico (la Bonino, per esempio, è tornata a minacciare il ritiro dalle regionali). “Gli elettori sono di fronte ad una scelta di campo tra un governo e un Pdl che risolvono le emergenze e una sinistra che sa solo insultare e criticare”, l’affondo del premier Silvio Berlusconi, che promette battaglia in campagna elettorale.
Per quanto riguarda, infine, le accuse di golpe alla maggioranza, occorrerebbe ricordare ai vari Di Pietro e Radicali, come ha scritto il direttore dell’Opinione Arturo Diaconale, che golpisti e prepotenti “non sono quelli che sollecitano il governo a risolvere il nodo politico nato dall’imperizia di alcuni e della malizia di altri”, ma sono proprio gli altri: “quelli che non avendo alcuna possibilità di ribaltare i tradizionali rapporti di forza”, cercano altre vie rispetto alle urne, sperando di “vincere con il trucco e con l’inganno a tavolino”.
- Lunedì 8 Marzo 2010
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Commenti
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Il 8 Marzo 2010 alle 13:13 Panorama News 8 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Decreto salva liste, tutte le ragioni del Quirinale [...]
Il 8 Marzo 2010 alle 13:19 erik36 ha scritto:
Napolitano ha firmato per scongiurare la minaccia del prepotente che, nella burrascosa riunione, alzando la voce, il Primer minacciò di far scendere in piazza le sue truppe, mafiosi e canorrusti che non esitano ad usare maniere forti. Evitò uno spargimento di sangue. Possibile che queste notizie si debbano sapere da giornali stranieri? Dove fono i Feltri, Ferrara, Belpietro ebanditi vari.
Il 8 Marzo 2010 alle 16:18 carlo.tosi ha scritto:
Chissà se qualcuno raccoglie tutte le critiche che stanno girando sui blog e le portano al nostro “caro” presidente. Chissà cosa ne pensa, vedendo questa enorme onda di sdegno e disapprovazione. Se fosse un uomo tutto d’un pezzo, con la dignità di un vero presidente, si sarebbe dimesso molto tempo fa, prima di firmare molte delle leggi- porcate scritte da questo governo. Invece è ancora al suo posto, ancora a tentare di giustificare quello che ha fatto, ad auspicare che la politica sia giusta ed imparziale. Invece è un misero strumento, piccolo burattino, nelle mani di questo governo di filibustieri, che se ne fregano altamente delle regole costituzionali. Il loro ed unico interesse è il loro potere ed il servilismo stomachevole verso berlusconi. E non si venga a dire che i poteri del presidente sono limitati, che non può fare cio che vuole. Tutte balle, se non è daccordo con una proposta di legge, la dignità di un uomo suggerisce le dimissioni piuttosto dello squallido compromesso.
Il 8 Marzo 2010 alle 17:28 nhico ha scritto:
L’ipocrisia incontinente di Di Pietro è così tanta che per non formare un laghetto ai suoi piedi è costretto a portare il pannolone. Così l’uomo dalle tante facce, archiviata quella che munifica gli faceva dire che né lui né l’Idv avrebbero fatto ricorso qualora le liste contestate fossero state messe nelle condizioni di partecipare alla competizione elettore, perché lui le vittorie è abituato a conquistarsele sul campo, con la faccia da mastino napoletano insieme a Grillo gridano al complotto di palazzo e chiedono l’incriminazione del Capo dello stato. Del resto, per Di Pietro e il suo compagno di viaggio non è la loro prima volta l’evocazione dell’impeachment. Il gatto e la volpe dell’italica politica amano la teatralità e da attori consumati, anche se uno lo fa per mestiere sarebbe difficile capire chi è più bravo tra i due sulle tavole del palcoscenico, con la stessa sicumera di un Ernesto Galli della Loggia nella sua duologia sui fantasmi, danno il meglio di loro. Mentre, sullo sfondo di queste polemiche surrettizie, Bersani, con un colpo al cerchio della polemica ed uno alla botte del Quirinale, ora li precede ora da dietro li segue, ma sempre all’unisono con loro nel volere dimostrare che sarebbe stato e sarebbe giusto, per il bene della democrazia, che in Lombardia e nel Lazio corressero alla conquista di quelle maggioranze e di quella poltrone di governatore senza doversi confrontare con l’altra parte dell’elettorato. Una asimmetria attinta, forse non del tutto inconsapevole, da quella parte della sua precedente militanza sotto le bandiere del comunismo.
Il 8 Marzo 2010 alle 19:57 locurtogiovanni ha scritto:
Spunto di riflessione per taluni potenti e per i comuni mortali
Spunto di riflessione per taluni potenti e per i comuni mortali
Il potere è una risorsa che in generale indica la capacità o possibilità di operare, di produrre effetti sul creato. In nessun dizionario questo viene indicato come un dono, ma in effetti è un dono del Signore elargito senza contropartita e soggetto al libero arbitrio.
In tale contesto, taluni potenti intendono nel potere la funzione di potare, cioè di togliere o di cogliere non sempre e solo il di più a chi ne ha. Anzi, pretendono anche il viatico, quando calpestano i principi etici e di amore, con le mire non di donare il superfluo al prossimo bisognoso, in osservanza al dettato evangelico, ma per interessi propri, sempre più fagocitanti. In questo tremendamente voler fare, diventano sempre più insensibili alle sofferenze che, con la gestione impropria del potere, possono determinare nella condizione degli altri esseri umani che convivono nelle società aggregate o no.
Potenti!:
Ricordate di essere giusti
Ricordate che come tali, dovete essere i primi a sottoporvi alle regole, non eluderle o contrastarle o addirittura crearne ad usum delfini, col vostro potere affabulante!.
Ricordate infine che la scelta di dedicarvi al potere va presa con il vero senso del dovere, sottoponendovi, pertanto, come ha ben significato il Cardinale Martini, alla vigilanza biblica.
La storia è accondiscendente, perché spesso riporta solo quel che vogliono gli uomini al potere.
Non mostratevi indifferenti ed insofferenti al grido di dolore che viene manifestato dagli uomini che vigilando vi esortano a seguire i principi di terzietà e di solidarietà per raggiungere il bene comune.
Le vostre capacità indirizzate secondo gli anzidetti principi vi attribuiranno onori e meriti.
E voi uomini che non volete o non potete avvicinarvi al potere, ricordate che essendo parte della società , avete il sacro dovere di vigilare.
Il tempo è sì sposo della storia, ma non è capace come lei di dimenticare.
Sarebbe veramente stolto voler pensare che il Signore, come fa spesso la storia, possa dimenticare.
locurtogiovanni
Il 8 Marzo 2010 alle 20:55 ermes1 ha scritto:
Il Presidente Napolitano si è fatto minacciare da Berlusconi?
Che schifo!!!!!!
E’ vero o non è vero che giovedì sera c’è stata una minaccia esplicita del presidente del consiglio al Capo dello Stato?
Perché le opposizioni non presentano una denuncia alla Magistratura e non invitano il Capo dello Stato a confermare o a smentire le ricostruzioni apparsa su alcuni quotidiani?
Il 9 Marzo 2010 alle 9:53 erik36 ha scritto:
ermes1, perché nel Programma 2 meglio conosciuto come P2, è previsto l’uso della forza per qualsiasi tipo di ribellione del popolo. Napolitano ha evitato un bagno di sangue, Berlusconi ha a disposizione truppe criminali, magari fossero camicie nere, sono mafiosi e camorristi.
Il 9 Marzo 2010 alle 10:05 erik36 ha scritto:
locurtogiovanni, seppur condivisibile, il tuo commento è un’omelia sentita milioni di volte. Un prelato ha levato una voce contraria e subito la CEI ha smantito, loro non interferiscono in politica, solo quando si tratta di aborto, gay o divorzio. A parte la sodomia che loro arte, nonchè pedofila, tutte cose che direttamente non li toccano, ossia cose d’altri. Si facessero una famigglia e andassero a lavorare per mantenerla sarebbero di altro parere.
Il 9 Marzo 2010 alle 11:45 La campagna elettorale nel Lazio? Ormai si è spostata nei tribunali - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] tribunale sull’ammissione della lista del Pdl depositata e accolta lunedì sulla base del decreto interpretativo, che è appunto in vigore da [...]
Il 9 Marzo 2010 alle 19:51 indigesto ha scritto:
Ma quale enorme sdegno,corlo.tosi? quello dei professionisti dei Blogs? Li conosciamo,stanno anche qui!
La verita è che i comunisti, quando sono COSTRETTI a votare, sono per la lista unica! E i regolamenti, le Leggi, sono stati a loro sempre sconosciuti. Libere elezioni, si chiamano in democrazia, e non c’è cavillo che tenga per eliminare l’avversario! Ficcatevelo bene in mente!
Il 10 Marzo 2010 alle 8:10 Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:
Flash mobility: ciclisti romani in campagna elettorale…
Flash mob(ility) oggi (7 marzo 2010 ndr) sulla scalinata di trinità dei monti. decine di ciclisti hanno dato il via alla campagna elettorale di uno di loro, paolo bellino dello “rotafixa”, indipendente nelle liste dei verdi per le regional…
Il 10 Marzo 2010 alle 11:29 Berlusconi scuote il Pdl contro la campagna elettorale nei tribunali - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] Una promozione e due bocciature per il Pdl a due settimane dalle regionali del 28 e 29 marzo: il Tar della Lombardia ha confermato la riammissione del listino collegato al candidato del centrodestra Roberto Formigoni, mentre nel Lazio, dopo la bocciatura del Tar, anche l’ufficio elettorale ha respinto la lista del Pdl a sostegno della candidata Renata Polverini per la provincia di Roma, presentata lunedì, a due giorni dall’entrata in vigore del decreto interpretativo. [...]
Il 11 Marzo 2010 alle 13:00 Il Pdl in piazza per proporre, non per protesta. Gelo tra Berlusconi e Fini - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] e i riflettori saranno, quasi sicuramente, puntati su Antonio Di Pietro, che nei giorni scorsi ha attaccato duramente il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per aver firmato il decreto “salva [...]
Il 11 Marzo 2010 alle 17:33 Circolo Luce Del Sud » Il Pdl in piazza per proporre, non per protesta. Gelo fra Berlusconi e Fini ha scritto:
[...] e i riflettori saranno, quasi sicuramente, puntati su Antonio Di Pietro, che nei giorni scorsi ha attaccato duramente il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per aver firmato il decreto “salva [...]
Il 12 Marzo 2010 alle 10:49 nicksergio ha scritto:
a posteriori questa nota:il decreto salvalista,scritto con i piedi,non salva nessuno;Napolitano è stato costretto a firmare un documento imbarazzante ed inutile,reso quasi necessario dall’impossibilità dell’accordo tra governo ed opposizione;per tale accordo sarebbe stata necessaria un’ammissione di colpa(impossibile nel dna berlusconiano,un unto dal signore non sbaglia mai…)ed una capacità di mediazione,che solo letta possiede nel PdL;si è scelta la strada dei duri e puri,del complotto…peccato per il paese,sempre più barzelletta d’Europa….
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