
Toghe rosse all'inaugurazione dell'anno giudiziario - foto di repertorio (Ansa)
I provvedimenti presi dalla procura di Roma nell’inchiesta che ha coinvolto Fastweb e Telecom Sparkle, come la richiesta di commissariamento delle aziende e l’arresto dell’ex numero uno di Fastweb, Silvio Scaglia, sono finiti al centro delle critiche della stampa internazionale che ora punta il dito contro le anomalie del nostro sistema giudiziario, dove i crimini vengono puniti prima ancora che sia stato emesso un verdetto e dove i processi, non di rado, si svolgono sulle prime pagine dei giornali piuttosto che nelle aule dei tribunali.
E questa volta le accuse non vengono da quella stampa italiana - spesso vicina al centrodestra - attenta al garantismo e quindi critica verso l’uso che le procure fanno dei media (e viceversa), ma da un grande quotidiano londinese. Così spiega Paul Betts, editorialista di Financial Times (qui l’articolo sul sito del Ft):
“L’ultimo scandalo che ha coinvolto il mondo delle telecomunicazioni italiane rappresenta un test interessante per i giudici romani (…) il caso ancora una volta solleva questioni riguardo all’approccio che il sistema legale italiano assume in queste situazioni. Mettiamo da parte il fatto che la maggior parte della documentazione riservata degli inquirenti circola per le redazioni dei giornali. Dimentichiamoci anche che le persone arrestate sono trattenute senza un processo e che potrebbero rimanere in prigione per settimane e mesi. Sebbene opinabile, è abbastanza ‘normale’ in Italia”.
Una velata allusione ai polveroni mediatico - giudiziari degli ultimi mesi, quella del quotidiano della City che, inoltre, critica la richiesta formale di commissariamento di Fastweb (3.500 dipendenti) e Sparkle, giudicata appunto esagerata e in grado di mettere a repentaglio migliaia di posti di lavoro:
“La vera novità è che gli inquirenti hanno richiesto il commissariamento di Fastweb e Sparkle con effetto immediato(…) Non serve dire che crimini come questi devono essere perseguiti, ma lo zelo degli inquirenti non può sostituire la considerazione da parte della corte di tutti i fatti e non solo di quelli che fanno i migliori titoli giorno per giorno. Se un crimine viene commesso, deve essere punito dopo che è stato provato, non prima che si arrivi addirittura in giudizio. E questo é ancora più importante quando ci sono migliaia di posti in ballo”.
Stranezze sottolineate anche in un editoriale del Il Sole 24 ore che rileva la “geometrica potenza” della legge sulla responsabilità amministrativa, stando alla quale ”un’azienda può essere commissariata (con il fondato rischio di scomparire) ben prima di una sentenza definitiva e quando le pratiche considerate illecite si sono concluse da anni. È come se a un imputato di omicidio fosse accompagnato alla sedia elettrica già nel corso del processo, così come misura interdittiva”.
Un sistema giudiziario (e mediatico) il nostro, che spesso sembra non mettere in pratica quanto è sancito dall’articolo 111 della Costituzione sul “giusto processo”. Basta ricordare la recente bufera giudiziaria sulla Protezione civile o gli ultimi fatti di cronaca legati all’omicidio di via Poma (il suicidio “per vergogna” dell’ex portiere del palazzo dove venne uccisa venti anni fa Simonetta Cesaroni, arrestato e poi prosciolto). E analizzando quest’ultimo caso occorrerebbe forse chiedersi, come Maria Giovanna Maglie nel suo editoriale su Libero, perché in Italia si possa ancora morire “di giustizia e di ingiustizia”, dopo aver vissuto “troppi anni sbattuti sui nostri giornali, l’onore perduto per sempre, personaggi pubblici senza averlo chiesto”.
Insomma, che il nostro sistema giudiziario abbia qualcosa di anomalo è ormai più che evidente anche agli osservatori internazionali e non solo al governo che, infatti, vuole mettere mano una volta per tutte alla riforma della giustizia, dal periodo certo per lo svolgimento dei processi (il cosiddetto processo breve) alla regolamentazione della pubblicazione degli atti di indagine. Eppure le resistenze in Italia sono sempre più forti, soprattutto da parte dell’Anm e dell’opposizione, che sembra non aspettare altro per gridare al golpe.
- Venerdì 12 Marzo 2010
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Commenti
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Il 12 Marzo 2010 alle 14:55 Panorama News 12 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Giustizia: anche il Financial Times contro le procure e i processi sui media [...]
Il 12 Marzo 2010 alle 18:40 nhico ha scritto:
Il Finalcial Times all’improvviso esce dal letargo. Se questi signori avessero aperto gli occhi parecchi lustri fa, quando questi metodi da Far West, che non hanno niente a che vedere con l’ ortodossia giudiziaria, invece di dare man forte alle toghe tutte le volte che il bersaglio era Berlusconi, forse ora non saremmo a questo punto.
Il 12 Marzo 2010 alle 20:56 Fango su Berlusconi e Minzolini. Tutti i dubbi sulla ricostruzione del Fatto - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] i giornalisti di Travaglio e poi i diretti interessati? Forse è normale, come tra l’altro fa notare il Financial Times (mica il Giornale o Libero), che in un paese civile sia così? Il giudizio, come [...]
Il 13 Marzo 2010 alle 14:30 cini ha scritto:
Ho girato il mondo per una vita, ancor oggi sono da qualche parte.
Non ho mai visto uno scempio della giustizia come quello regolarmente attuato in Italia attraverso i processi mediatici.
Qualora, quasi dappertutto questi dovessero per caso verificarsi, vengono regolarmente annientati dalla magistratura per aver creato dei pregiudizi e di conseguenza viziato il caso per cui si sarebbe dovuto svolgere il regolamentare percorso della giustizia in un tribunale.
Il 14 Marzo 2010 alle 0:58 Zione ha scritto:
Riguardo al barbaro assassinio di via Poma, noi sappiamo, almeno per ora, che questo drammatico evento della morte di Vanacore, rappresenta l’ennesimo e umano caso di fuga, da una lunghissima sofferenza, ingiusta e pertanto oltremodo insopportabile.
Di una cosa però si può essere certi ed è il fatto che chi, Innocente e per disgrazia, ha fatto conoscenza col Giudiciume e quantunque poi prosciolto, vive per tutta la vita nel Terrore di averci a che fare di nuovo, al punto che a questo solo e sconvolgente pensiero, preferisce senz’altro morire, che ripercorrere un nuovo Calvario.
Speriamo che si riesca finalmente a fare chiarezza e seppure molto tardivamente, anche Giustizia per la sventurata Famiglia di Simonetta e per tutti quelli, che senza colpa, sono finiti nel tritacarne di questa farraginosa, fallace e fallimentare macchina che da lungo tempo si chiama Malagiustizia Italiana.
Il 14 Marzo 2010 alle 11:13 pv21 ha scritto:
I Ministri di Sua Maestà danno le dimissioni non solo per aver gonfiato le note spese, ma anche se la moglie compra una rivista porno. Proprio come da noi! Chi ricorda, finita tangentopoli, una sola autorizzazione a procedere concessa dal Parlamento? Meglio non correre rischi e sancire per legge il legittimo impedimento. Avremo una Giustizia “malata”, ma in compenso non ci facciamo mancare una casta di PRIMI SUPER CIVES attenta a privilegi e immunità .
http://forum.wineuropa.it
Il 14 Marzo 2010 alle 18:39 gratis ha scritto:
L’esondazione della nostra magistratura era inevitabile che venisse notata anche all’estero.
C’è solo da stupirsi che in Italia la si continui a sopportare e addirittura in alcuni csa a sostenere.
Prima viene stravolta da capo a piedi radicalmente e meglio sarà .
Di sicuro la miglior cosa da fare sarebbe l’elezione dei giudici secondo luogo d’appartenenza e la loro esclusione, vita natural durante, da qualsiasi altro incarico istituzionale, soprattutto parlamentare che si dimettano o meno dal loro incarico di magistrati.
Il 15 Marzo 2010 alle 19:41 indigesto ha scritto:
Rileggetevi il commento di cini delle 14,30 del 13/3 e meditate, gente!
Il 16 Marzo 2010 alle 2:54 erik36 ha scritto:
Sarà un pilota di linea, dice solo che i processi li fanno i giornalisti, sia di destra che di sinistra, non è vero che succede solo in Italia è che all’estero i giornalisti sono più seri, vedi watergate, in Inghilterra costringono ministri alla dimissioni per aver accettato un caffè. Cini avrebbe fatto meglio a far notare la differenza sui politici e non sulla magistratura. Meditate su questo che è più grave.
Il 24 Marzo 2010 alle 19:14 lenovo ha scritto:
Sappia, Pv21, che il legittimo impedimento serve perche’ i magistrati con la “Missione/Visione” di contrastare Berlusconi, “debbano” attendere la fine del mandato (anche la prescrizione e’ sospesa!).
Questo e’ oggi necessario perche’ dei magistrati della arepubblica, NON dei Pv21, usano mezzi ILLECITI per interdire la politica di questo governo eletto a forte maggioranza dall’elettorato che NON la pensa come loro.
Questo potere di interdizione del tutto illecito viene esercitato anche a livello della Corte Costituzionale, data la sproporzione dei sui componenti a favore della sx, (undici componenti contro i quattro a favore del cx).
Io sono uno degli elettori che si sente “scippato” delle sue aspettative dell’azione del governo a opera di questi “quattro gatti quattro” che sarebbe ora qualcuno richiamasse seriamente all’ordine. Ma chi, se il CSM e’ una barzelletta all’italiana!?
Lenovo
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