Inchiesta Trani: intercettazioni alla stampa, ma negate agli ispettori ministeriali

Alcuni fascicoli dell'inchiesta della Procura di Trani (Ansa)

Alcuni fascicoli dell'inchiesta della Procura di Trani (Ansa)

L’inchiesta della procura di Trani, balzata agli onori della cronaca a sole due settimane dalle elezioni regionali di fine marzo e che vede indagato il premier Silvio Berlusconi, che avrebbe fatto pressioni per chiudere Annozero,  ripropone il problema della pubblicazione delle intercettazioni sui giornali durante lo svolgimento delle indagini preliminari. E riapre lo scontro tra i poteri, offuscando una campagna elettorale ormai contrassegnata da colpi bassi contro il centrodestra.

Ormai la vicenda sta assumendo tratti sempre più surreali: la magistatratura intercetta il premier (qui alcuni stralci pubblicati da il Giornale), mentre sta indagando su fatti completamente estranei alla politica; le intercettazioni, prima ancora che siano stati inviati gli avvisi di garanzia, vengono pubblicate su il Fatto e amplificate da tutti gli altri quotidiani; il Guardasigilli invia alcuni ispettori per fare chiarezza, ma i magistrati di Trani si rifiutano di fare vedere le carte: “Sono coperte dal segreto istruttorio”; il Csm chiede una verifica sull’ispezione disposta dal ministro Alfano, che contrattacca: “Il Csm viola la costituzione”. Per concludere con l’intervento del presidente della Repubblica: “Rispettare indagini e ispettori”.

Il premier Silvio Berlusconi punta il dito contro l’alleanza tra magistrati di parte e opposizione, che puntualmente si rinsalda in occasione delle elezioni (e questa volta a pochi giorni dall’apertura delle urne). Un affondo durissimo, come quello contenuto in una lettera inviata ai Club della libertà:

“Da quando sono sceso in campo, alla vigilia di ogni sfida elettorale, l’alleanza ormai scoperta tra la sinistra e una parte della magistratura interviene indebitamente nella campagna elettorale per influenzare il voto dei cittadini. Ci hanno provato in Lombardia e a Roma dove non hanno consentito la presentazione delle nostre liste ed hanno cercato di far credere a tutti che la colpa fosse dei nostri delegati. Ci provano anche con le ormai consuete accuse ad orologeria enfatizzate dai giornali compiacenti”.

E non sono pochi gli osservatori a sottolineare come il problema sia proprio a monte della vicenda: perché le intercettazioni finiscono direttamente sulla prima pagina di un quotidiano, prima ancora che i diretti interessati siano venuti a conoscenza di essere indagati? E il fatto che le intercettazioni siano finite a un giornalista, che le ha pubblicate, prima ancora che gli indagati siano stati avvisati non è forse una violazione del segreto istruttorio?

Lo ha spiegato, per esempio, in un suo editoriale il direttore de l’Opinione, Arturo Diaconale, il quale sottolineava come in vicende analoghe non si riesca mai ad arrivare al vero responsabile che passa sottobanco le intercettazioni ai cronisti:

“La bizzarria non è nella spiegazione giuridica dell’annuncio del magistrato pugliese. Cioè nel fatto che gli atti sono coperti da segreto istruttorio. E, quindi, non possono essere resi noti neppure agli ispettori ministeriali. E’, piuttosto, nella costatazione che il presunto segreto istruttorio è stata già abbondantemente violato. Sono giorni che la stampa nazionale, dopo le prime rivelazioni de ‘Il Fatto’ di Antonio Padellaro e Marco Travaglio, si è buttata a pesce nella vicenda raccontando in lungo ed in largo i dettagli delle telefonate intercettate (…) Nessuno esclude che in qualche caso ad aggirare il segreto istruttorio sia stato un cancelliere, un avvocato, un funzionario di polizia o un qualsiasi funzionario del Tribunale. Ma nessuno può negare che fino ad ora non si sia mai verificato un caso in cui sia stato identificato un responsabile di un simile reato”.

Senza contare che l’inchiesta, come sottolineato da Carlo Federico Grosso (professore di Diritto penale all’Università di Torino) su la Stampa, pone più di un interrogativo procedurale, in quanto la ”Procura della Repubblica di Trani, competente per i reati di truffa ed usura per i quali stava procedendo, è, palesemente, incompetente rispetto alle presunte condotte delittuose emerse dalle 18 conversazioni casualmente intercettate fra Berlusconi, Innocenzi e Minzolini, poiché è pacifico che esse non sono state commesse a Trani, ma nei luoghi dove gli interlocutori si trovavano al momento delle telefonate” (i magistrati hanno spiegato che solo una telefonata di Minzolini è partita dalla piazza principale di Trani e che quindi tutto è di loro competenza).

Ma il vero scandalo infine, per dirla con il senatore Gaetano Quagliariello (Pdl), è che non vi sia ormai più “alcun aspetto della vita privata” dei cittadini considerato “degno di tutela in un Paese - per questo sì - ridotto ormai alla stregua dello Zimbabwe”.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 17 Marzo 2010 alle 12:48 nhico ha scritto:

E’ risaputo, l’Italia è il regno dei furbetti. Abbiamo quelli che non pagano le tasse. Quelli che evadono le tasse. Quelli che viaggiano in Ferrari, vestono panni pregiati sopra a pregiatissima biancheria intima, abitano in lussuose regge e figurano nullatenenti e nullafacenti. Quelli del quartierino. Quelli di Repubblica inteso come giornale. E quelli togati come certi pm , giudici e componenti del Csm e dell’Anm. Ma, tranne i magistrati, quelli sopraelencati, e tutti quegli altri che per motivo di spazio e di tempo non sono stati inclusi, corrono il rischio, se indagati e condannati, di perdere il bene della libertà. Non avendo niente da perdere, neppure la stima di quella parte degli italiani, e sono la maggioranza, che per il loro comportamento volpino da tempo gliel’hanno tolta, gli intoccabili in toga piegano la Costituzione, la legge e le procedure di legge secondo le necessità da soddisfare al momento. Da ciò, l’inspiegabile comportamento del procuratore capo di Trani, che prima dichiara pubblicamente di dare la massima collaborazione ai colleghi ispettori inviati dal guardasigilli per scovare quella talpa, un animale che non rischierà mai l’estinzione avendo trovato il suo habitat naturale negli anfratti delle italiche procure, e poi, facendo un’inversione ad U, con la furberia almeno pari a quella delle talpe precitate, e si sta parlando del massimo dell’arte dell’astuzia dato che nessuno riesce mai a stanare, li lascia con un palmo di naso, segretando quel dossier. Per legge, quel procuratore ha potuto indagare e mettere sotto controllo il cellulare di Silvio prima ancora di avere un’ipotesi di reato, stabilito che il crimine addebitatogli salta fuori dalle intercettazioni e non era, come prescrive la legge, antecedente ad esse. Eppure, nessuno ne parla. Tutti i riflettori sono accesi sul premier. Che non ha commesso nessun atto penalmente perseguibile. E anche quando le fotocopie delle trascrizioni di quelle conversazioni illegalmente, e bene ripeterlo, intercettate finiscono sul solito giornale, a seguito di un altro reato consumato, la cosiddetta stampa libera non ne parla. Né s’intigna. Anzi plaude al fatto. E sempre per legge nega a quelle funzioni ispettive di avere accesso alle carte. Ma il bello deve ancora venire. Perché la furbizia massima, la madre di tutte le furberie, deve essere ancora pensata. Ed è il Csm a partorirla. Infatti, il Consiglio Superiore della Magistratura , anche se nessuno penserà mai che stia elaborando la stessa strategia della procura di Trani, invece di aprire un fascicolo sull’operato per niente nitido di quella procura, al fine di capire se tutto quello che ha fatto lo poteva fare, candidandosi all’ Oscar del volpismo, con la certezza matematica di vincerlo, apre una cartella sul Ministro di Giustizia. Angelino Alfano e il suo ministero, magistrati lì distaccati compresi, vengono perciò indagati per capire se volessero mettere a tacere una qualche cosa. Quale non si sa, visto che non possono spulciare neppure una riga delle migliaia e migliaia scritte. Morale della favola, la colpa di tutto ciò è di Berlusconi che, pur avendo ricevuto dagli elettori il mandato a farlo, non ha riformato la Giustizia, permettendo ad ogni toga, a suo piacimento, di mettere a soqquadro la Costituzione e le leggi dello Stato. A colpi di furbizia, come ogni buon sciamano fa con le sue leggi non scritte, per tenere in pugno la sua tribù.

Il 17 Marzo 2010 alle 17:27 Zione ha scritto:

Il lupo perde il pelo ma non il vizio !!!

Il Banditesco tentativo di sottrarsi all’obbligo di mettersi a disposizione e collaborare con gli Ispettori Governativi per acclarare vergognosi fatti di Illegale comportamento tribunalizio, rientra purtroppo nel consueto e sovversivo comportamento contro il Legittimo Governo; da parte del Giudiciume Politico, già messo in pratica da un eccellentissimo Criminale, ai tempi di un’altra ispezione disposta dal Ministro in carica allora.

Il 17 Marzo 2010 alle 18:03 Panorama News 17 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:

[...] Inchiesta Trani: intercettazioni alla stampa, ma negate agli ispettori ministeriali L’inchiesta della procura di Trani, balzata agli onori della cronaca a sole due settimane dalle elezioni regionali di fine marzo e che vede indagato il premier Silvio Berlusconi, che avrebbe fatto pressioni per chiudere Annozero, ripropone il problema della pubblicazione delle intercettazioni sui giornali durante lo svolgimento delle indagini preliminari. [...]

Il 17 Marzo 2010 alle 18:25 Circolo Luce Del Sud » L’inchiesta di Trani?Aumenterà i consensi al Pdl. Berlusconi contro l’astensionismo ha scritto:

[...] non quello del premier, ora scatenato contro un’inchiesta messa a puntino per screditare il governo, “una strategia bella e buona”, dopo il caos liste, anzi “una porcheria”. Il Cavaliere in [...]

Il 17 Marzo 2010 alle 18:25 celestino ferraro ha scritto:

AI POSTERIORI L’ARDUA SENTENZA
C’è poco da titubare, la tenacia con la quale tutte le Procure della Repubblica d’Italia perseguono il Cavaliere, Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri del Governo italiano, è degna della massima ammirazione. Non una Procura s’è ben guardata dal tutelare il segreto istruttorio con quella doverosa segretezza che pone l’inquisito al riparo dalle basse insinuazioni (supposte) che spesso accompagnano la divulgazione di notizie non ancora complete che possono determinare, ex abrupto, la colpevolezza dell’indagato.
C’è sempre una manina furtiva che fotocopia l’istruttoria in corso, “segretata” per impedirne la divulgazione, che per vie misteriose giunge al solito giornale che immediatamente diffonde la notizia gettando sulla graticola il poveretto affettuosamente servito di barba e contropelo per renderlo più appetibile all’opinione pubblica che se lo spolpa.
Un reato gravissimo questo della divulgazione di istruttorie in corso, ma che nessuna Procura tutela con la dovuta severità. Reato gravissimo che muove dal Palazzo di Giustizia, cioè da quel luogo sacro dove la giustizia deve essere servita sacerdotalmente.
Ed è paradossale sentire di reati gravissimi commessi dal presidente del Consiglio – concussione – da quel luogo dove l’istruttoria segreta viene diffusa con squilli di tromba e spari di mortaretti. Come definire il reato che le Procure commettono quando consentono la divulgazione di istruttorie in itinere? Qual è la mano furtiva che viola il segreto?
Può essere ritenuta giustizia giusta questo simulacro di giustizia che gioca sul segreto istruttorio per accaparrarsi vantaggi illegittimi? “Ai POSTERIORI l’ardua sentenza”?
Celestino Ferraro

Il 17 Marzo 2010 alle 21:19 indigesto ha scritto:

celestino ferraro, non esiste più il segreto istruttorio, ora viene chiamato il “travaglio istruttorio”. Insommma le “carte” non vengono più secretate ma “travagliate”! Penso che sarai d’accordo.

Il 18 Marzo 2010 alle 13:28 Zione ha scritto:

Pusillanimi, Infingardi e Felloni !!!

Giudiciume e Peste Bubbonica: chi stato e chi è più Assassino? Ma allora, aveva proprio ragione quel bravo ragazzo di Masaniello, quando diceva che il pesce puzza dalla testa ?

La barbarica Peste Bubbonica che da molti anni e reconditamente germinava nella sacra istituzione giudiziaria, e viscidamente colpiva a tradimento, già da tempo è esplosa con folle Albagia e con tutta la sua micidiale virulenza, falciando con estrosa fantasia molte Vittime innocenti, il cui sangue (stando alle Sacre Scritture ed anche alla turpe mentalità Mafiosa di vendetta di questi associati) ricadrà sulla testa degli stessi Fedigrafi e Felloni che l’hanno versato ed anche, giustamente, sulle loro famiglie; per quanto ci si possa sforzare, sembra impossibile credere che fossero tutte e del tutto all’oscuro dei comportamenti delinquenziali dei propri congiunti, fortemente dotati di feroce istinto criminale.

Per quanto doloroso, è auspicabile e prevedibile (per Giustizia Celeste) che anche per loro vi sia lo stesso sconvolgimento distruttivo che l’infame banda di briganti, ha provocato alle Oneste Famiglie dei tanti poveri Cristi (sempre sia lodato !), capitati per puro caso nei loro artigli, molto prensili e rapaci, anche riguardo alla zuppa; come capitato in Piemonte (ultimo caso ?); dove un potente Mariuolo, un capo di tali Compari di alto livello, in combutta con compiacenti gaglioffi, ha rubato molti miliardi al Popolo Italiano.

A proposito del suino in questione, malgrado fosse noto qualche vecchio e vergognoso precedente di accattonaggio presso suoi indagati, veniva (come altri, ancora spavaldamente a cavallo della loro Boria) molto considerato e portato ad esempio di specchiate virtù nell’ambiente, dai suoi colleghi magistrati, ovviamente non da quelli seri e morigerati che pensano solo a
lavorare, ma dai lestofanti e trafficoni politici come e più di lui, che fanno grosse carriere, che prevaricano e decidono per gli altri e che in qualche caso, per intimidire e coartare testimoni non di loro gradimento, hanno usato (o usano ancora?) il compiacente gendarme al posto del cane di presa.

Purtroppo ed è triste dirlo, questi pusillanimi e infingardi Criminali, non solo sono aumentati di numero, ma sono diventati sempre più Scellerati, per cui ci si può aspettare di tutto ed è per questo che il Governo ha il Dovere di intervenire immantinente per estirpare le radici e cauterizzare col ferro rovente il terreno di coltura, dove si annida questa Mala Pianta che ha avvelenato la Società Civile e deve agire con rigorosa fermezza, prima ancora che questi Farabutti osino
ulteriormente infangare, oltraggiare e distruggere altre persone per bene; o peggio ancora (che Dio ce ne liberi !!!), ci sarà l’inevitabile Controrivoluzione, da parte di questo Vilipeso e Martoriato Popolo ed allora saranno loro per primi, i Miserabili Vermi, a pagarne il sacrosanto fio.

Il 18 Marzo 2010 alle 14:15 Notizie dai blog su Berlusconi su inchiesta di trani ha scritto:

[...] Inchiesta Trani: intercettazioni alla stampa, ma negate agli ispettori ministeriali Alcuni fascicoli dell’inchiesta della Procura di Trani (Ansa) L’ inchiesta della procura di Trani , balzata agli onori della cronaca a sole due settimane dalle elezioni regionali di fine marzo e che vede indagato il premier Silvio Berlusconi, che avrebbe fatto pressioni per chiudere Annozero ,  ripropone il problema della pubblicazione delle blog: Massimo Morici | leggi l’articolo [...]

Il 19 Marzo 2010 alle 1:08 smoke36 ha scritto:

Se non ci fossero le talpe non se ne saprebbe nulla, tanto poi ci pensa Roma ad affossarle, e chi se ne frega, se non altro divertono e tengono vivo l’interesse, di che altro si parlerebbe, delle misure per superare la crisi? Ma quando mai.

Il 20 Marzo 2010 alle 18:27 pv21 ha scritto:

Ora sappiamo che il Cavaliere dell’amore fa scuola. Frisullo ci dice di aver frequentato le escort presentate da Tarantini. Anche Frisullo dice di non aver mai saputo che fossero pagate. Quanta ingenuità! Chissà perchè sembrano le stesse pagine tratte dal DOSSIER ARROGANZA di sedicenti neo-monarchi …
http://forum.wineuropa.it

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!