- Tags: Caserta, emergenza-rifiuti, Napoli, rifiuti
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(ANSA) - Torna lo spettro dell’emergenza rifiuti in numerosi centri del Casertano come a Napoli. Per ora sono diversi i cumuli presenti lungo le strade, ma non è ancora vero caos: la situazione rischia di diventare preoccupante nei prossimi giorni.
L’ostacolo è il reperimento di almeno 4 milioni di euro per la corresponsione degli stipendi dello scorso mese di febbraio ai 1268 dipendenti del Consorzio Unico di Bacino, Napoli-Caserta.
- Un cumulo di rifiuti nel quartiere Chiaia a Napoli
- Cumuli di rifiuti fotograti sul litorale domizio in provincia di Caserta
- Un cumulo di rifiuti nel quartiere Chiaia a Napoli (ANSA/CIRO FUSCO)
- Un cumulo di rifiuti nel quartiere Chiaia a Napoli
- Cumuli di rifiuti fotograti sul litorale domizio in provincia di Caserta
- Un cumulo di rifiuti nel quartiere Chiaia a Napoli
- Rifiuti dati alle fiamme a Napoli
- Un cumulo di rifiuti nel quartiere Chiaia a Napoli
Oggi si è tenuta una riunione in prefettura, e la protezione civile rassicura sulla messa a punto, d’accordo con tutte le amministrazioni interessate, “di un percorso finalizzato ad assicurare nel più breve tempo possibile il pagamento delle retribuzioni maturate dagli operatori del settore dei rifiuti oggi in sciopero”.
A chi paventa una nuova crisi, la protezione civile risponde sottolineando che i problemi attuali sono dovuti solo alla protesta dei dipendenti del consorzio, ma per il resto il sistema tiene.
I lavoratori che assicurano il servizio di prelievo dei rifiuti solidi urbani in 62 comuni del Casertano ed in tre del Napoletano stanno dando vita, dal 10 marzo scorso, a manifestazioni di protesta, attuando blocchi stradali in punti strategici del traffico e paralizzando l’attività di discariche e impianti di smaltimento. L’agitazione è stata promossa dai sindacati di categoria.
La mancanza di fondi per il pagamento delle spettanze ai dipendenti è determinato anche dal mancato pagamento da parte dei Comuni consorziati di circa 140 milioni di euro. Il consorzio unico di bacino, istituito nel 2008, unificò i consorzi di Napoli e Caserta e deve ora sciogliersi per il passaggio di competenze alla gestione del ciclo dei rifiuti da parte delle Province.
Al momento, secondo l’assessore comunale all’Igiene, Paolo Giacomelli, ”c’è una giacenza nelle strade cittadine di circa 400 tonnellate di rifiuti che non sono stati rimossi, mentre altre 200 sono negli auto compattatori ai quali è stato impedito di scaricare”.
Intanto nuove forme di protesta sono allo studio da parte dei rappresentanti sindacali: anche un presidio in occasione della presenza, giovedì prossimo a Napoli, del premier Berlusconi.
- Mercoledì 17 Marzo 2010

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Commenti
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Il 19 Marzo 2010 alle 11:59 Panorama News 18 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Tra Napoli e il Casertano torna lo spettro dell’emergenza rifiuti - Foto Torna lo spettro dell’emergenza rifiuti in numerosi centri del Casertano come a Napoli. Per ora sono diversi i cumuli presenti lungo le strade, ma non è ancora vero caos: la situazione rischia di diventare preoccupante nei prossimi giorni. [...]
Il 19 Marzo 2010 alle 15:16 indigesto ha scritto:
ovviamente non hanno pagato gli stipendi per propiziare, se non suggerire, gli scioperi che sembrano così vanificare tutta l’azione del Governo sulla questione dei rifiuti. Anzi! pare che Bassolino abbia chiesto un intervento finanziario al Governo. E’pur giusto che, prima di andarsene, continui a raschiare il fondo del barile!
Il 19 Marzo 2010 alle 16:12 fu36 ha scritto:
Sono gli stessi interventi per le provicie pugliesi e siciliane in bancarotta, molto più gravi della napoletana oppure la camorra si sente fuori dai giochi. Bassolino conta come il due di picche, chi comanda è altra organizzazione, da quelle parti. In Puglia non è diverso, pure il PD ha le sue rogne per questioni di tangenti, lo stesso di Berlusconi, solo che per un dirigente PD sono vere, per gli altri opera della magistratura. Vanno fatte le riforme, fuori dalle palle tutti, destra e sinistra, mettiamoci gente seria sotto giuramento, se garrano in miniera.
Il 20 Marzo 2010 alle 18:21 pv21 ha scritto:
Mancano nelle casse 140 milioni? Basta richiamare Bertolaso e l’esercito con le ruspe. Non costano come i netturbini. O no? Ormai siamo in una “risalita non veloce, ma risalita” e c’è sempre il governo del fare che risolve i problemi. Anche quelli di una crisi che pesa come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://forum.wineuropa.it
Il 20 Marzo 2010 alle 18:33 fu36 ha scritto:
pv21, ce l’hai proprio con gli stagnini, in Toscana li chiamano trombai, non stagnano, trombano, in mancanza d’altro, lavoro ce n’è poco.
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