
Se è vero che i processi mediatici possono anche lontanamente influire su quelli in tribunale, a un imputato conviene andare in tv prima della sentenza. Alberto Stasi ha concesso una lunga intervista a Matrix solo ora che è stato assolto in primo grado. Segno che, contrariamente a quanto ha ribadito dal banco televisivo, per lui i conti non sono ancora chiusi. Quello che cerca è l’assoluzione della gente, la riabilitazione della propria immagine di bravo ragazzo. E persino l’abbraccio della famiglia Poggi. È come se all’ex fidanzato di Chiara non bastasse l’assoluzione del giudice, come se avesse bisogno, per sentirsi in pace, della benedizione di tutti.
La Procura di Vigevano, che ha sostenuto l’accusa, e i carabinieri, che hanno condotto le indagini, non hanno convinto il giudice della colpevolezza di Stasi.
A dire il vero non hanno convinto neppure il lettore medio di quotidiani. Ma non si può nemmeno dire che il giovane di Garlasco abbia, con l’autodifesa televisiva, convinto della propria innocenza chi guardava. Di certo non ha convinto Rita e Giuseppe Poggi, che hanno sentito il bisogno di rispondergli in una delle rare interviste. Per dichiarare che a loro i conti ancora non tornano, che non ci sarà alcun riavvicinamento con Stasi, che sono sicuri che sia lui l’assassino di Chiara. “Come possiamo ricorrere in appello e poi stringergli la mano?”, chiedono coerentemente. Ricordando a tutti che i processi si fanno in tribunale.
- Mercoledì 14 Aprile 2010
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