
Da Betlemme - 24 aprile 2010, ore 9.00: la seconda giornata della maratona-pellegrinaggio in Terra Santa (“Pilgrims of peace”) che Panorama sta seguendo, si apre con la visita degli atleti alla Basilica della Natività a Betlemme.
I campioni della pallavolo, alti due metri, si inchinano a baciare la lastra con la stella sulla quale si dice che sia nato Gesù. Si mette in ginocchio l’ex campione del mondo Andrea Zorzi e insieme con le ragazze del volley under 18. Ma si inchinano anche le nuotatrici e i campioni del ciclismo. La maratona-pellegrinaggio si apre così all’insegna della spiritualità.
Al gruppo si unisce anche Gianni Petrucci, presidente del Coni, con un pensiero ai mondiali di pallavolo in autunno a Roma. Petrucci approfitta dell’occasione per rilanciare il suo appello contro le bestemmie in campo: “Stiamo cercando di cambiare una brutta abitudine diffusa nel mondo del calcio ma non solo”, dichiara a Panorama, “e i primi risultati li stiamo ottenendo, dopo le squalifiche di alcuni giocatori in Serie B”.
Quanto alle Olimpiadi di Roma non vuole fare pronostici: “La decisione sarà alla fine di maggio, vedremo”.
Nonostante gli sforzi, di iniziative come questa maratona per la pace, organizzata da Centro sportivo Italiano e dall’Opera Romana Pellegrinaggi, Israele e la Palestina restano luoghi di scontro persino all’interno delle rispettive comunità
Ore 18, porta di Jaffa a Gerusalemme: si radunano centinaia di ebrei ortodossi, con il classico cappello a falda larga, i riccioli, il cappotto nero. E’ appena iniziato il tramonto di venerdì, che da inizio allo shabbat, il giorno di festa degli ebrei. E’ un giorno nel quale, per gli ebrei ortodossi, è vietata qualsiasi attività, persino telefonare o guidare. Gli ebrei ortodossi di Gerusalemme tentano perciò di fare un cordone all’ingresso di uno dei maggiori parcheggi sotterranei della città per impedire alle auto di entrare e uscire. I poliziotti cercano di convincerli ad allontanarsi, ma gli ortodossi resistono, cominciano a scandire slogan e a cantare. La polizia prova a caricarli, urla, spintoni, qualcunofinisce a terra. Poi sembra tornare la calma ma appena arriva la prima auto perentrare nel garage sotterraneo la scena si ripete e vanno avanti così per almeno due ore.
“E’ il segno di una società divisa: da una parte gli ebrei osservanti, dall’altra un Israele molto laico che è infastidito dai vincoli della religione”, ci spiega un frate della Custodia francescana di Terra Santa.
Ore 21, Betlemme, Cristal Palace: sta per aprirsi la cerimonia inaugurale della maratona e delle altre manifestazioni sportive (partite di pallavolo, gare di nu oto, corse di ciclismo) previste per l’indomani, sono già arrivate le autorità palestinesi, il Governatore di Betlemme, la Ministra del Turismo dell’Autorità Nazionale Palestinese, i sindaci delle città della regione, gli ecclesiastici del
luogo. Stanno per iniziare i discorsi ufficiali quando un gruppo di dimostrantifa irruzione nella sala portando cartelli scritti in Italiano contro il muro didivisione costruito da Israele lungo il confine con i territori palestinesi. Sono una trentina, guidati da un professore dell’Università di Betlemme, Mazin Qumsiyeh.
Con loro ci sono anche diversi stranieri, americani, spagnoli, e un italiana, Caterina, che prende il microfono e tenta di fare un discorso per chiedereil boicottaggio di Israele. Le forze di sicurezza palestinese li bloccano e liallontanano. Interviene anche la Ministra del Turismo Palestinese, Kholud Daibas rimproverandoli duramente per questa irruzione. Nasce una discussione violenta.
Deve intervenire padre Ibrahim Faltas, frate francescano della custodia di Terra santa per cercare di sedare gli animi. Ma le preoccupazioni per la maratona dell’indomani, da Betlemme a Gerusalemme, crescono. Si teme che le autorità israeliane revochino i permessi. Ancora una volta gli ostacoli alla pace arrivano dall’interno delle stesse comunità.
- Domenica 25 Aprile 2010

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