Unità d’Italia, per la Lega una festa senza senso


La pagina di facebook contro il tricolore

La pagina di facebook contro il tricolore

Siamo alle solite. Pensavamo che la Lega fosse cambiata, che fosse diventata come la Dc degli anni Cinquanta. E invece no. Manca ancora qualcosina.

Spiegamo meglio: ricorre l’anniversario della spedizione dei Mille e una signora lombarda, che fa pure l’assessore comunale in un paese del Varesotto, ci riporta indietro nel tempo, iscrivendosi al gruppo su facebook “il tricolore  è carta igienica”.

Roba che sarebbe andata bene quindici anni fa, quando il Senatùr avrebbe voluto appendere la bandiera italiana alla toeletta. Ma oggi non più. La base dovrebbe saperlo che i temi sono più o meno gli stessi, ma i modi sono cambiati.

Prendete Calderoli, noto gaffeur, che oggi da ministro prova a buttar giù un ragionamento: la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia “in sé ha poco senso”. E poi: “L’anniversario deve essere il momento per approntare le soluzioni, non solo per alzare la bandiera”.

Prendete Bossi (senior, non il “trota”) che dice che se Napolitano lo chiama, lui ci andrebbe a Genova alle celebrazioni, perché il presidente gli sta ”simpatico”. E che il federalismo è “il compimento del Risorgimento”, perché Cavour era federalista e senza questa premessa i lombardi “non ci sarebbero mai stati a finire sotto il Piemonte”.

Prendete poi un esegeta del pensiero leghista, come Bondi, che prova a chiarire che ”Calderoli non si è affatto dissociato dalle celebrazioni”, ma “ha detto che il federalismo corona l’unità italiana”.

E prendete un detrattore del pensiero leghista come Fini che prova a spiegare che ”la visione più miope e meno produttiva sarebbe quella di tipo museale, a valenza zero specie tra i giovani. Invece l’anniversario va colto come l’occasione perché tutti ci si interroghi su cose molto più serie, su ciò che vuol dire essere italiani. Oggi, non ieri”.
E poi uno si meraviglia perché al Nord il PdL sia al traino del Carroccio.

Commenti

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Il 4 Maggio 2010 alle 16:01 indigesto ha scritto:

Certo, potevano scegliere un altro modo che celebrarla da Quarto. La storiella dei mille faremmo bene ad esibirla il meno possibile. Facciamo ridere il mondo. Chissà se hanno invitato la Francia, l’Inghilterra, la Mafia e le banche che emisero gli assegni, talvolta nemmeno onorati, per corrompere militari e politici del Regno di Napoli. I Savoia no. Era troppo impegnato il padre della Patria in quel periodo con la bella Rosina. Nata proprio bene l’Italia!

Il 5 Maggio 2010 alle 12:45 lapolide ha scritto:

“Chicche” di giornata….tanto pè pazzià….
( della serie “due piccioni con una “fava”)

Padova, 5 maggio 2010.

EI FU…..

Leggo la notizia come sempre, e la consegno al vento dell’Italia Unita:

Ballarò, D’Alema al vice del Giornale:
“Vada a farsi fottere, dice mascalzonate”
Il giornalista aveva accostato la vicenda di Scajola al caso
“affittopoli” che vide tra i protagonisti lo stesso D’Alema.

Che tempra, che classe, che forza, che grinta, che dialettica, che oratoria (Staliniana ?) da uomo politico d’assalto e pure da nocchiero, ha avuto il Max D’Alema nell’esprimere il suo alato pensiero in Tv ieri a ballarò per difendersi dal nemico ( vice direttore de il Giornale = Alessandro Sallusti ) !
E c’è chi lo chiama ancora Presidente !. De che ? Del bon ton ?
Certamente il Pd di Bersani non ne può fare a meno per far risorgere il “Partitononpartito” Sinistro.
Veramente un gentiluomo d’altri tempi ! EI FU….appunto.
lapolide.

P.S. Ma credete che venga pubblicato ?

Il 5 Maggio 2010 alle 19:30 indigesto ha scritto:

“Vai a farti fottere, sei un bugiardo,sei un mascalzone”.
Solo perchè gli aveva ricordato di “affittopoli”? Mah!
A proposito, di “vendopoli” non si parla più? Del patrimonio degli “enti” svenduto ai politici?

Il 9 Maggio 2010 alle 19:37 pv21 ha scritto:

Un Ministro si dimette perchè, per “ingenuità”, non si accorge di un “regalo” da 900 mila euro ricevuto da un comitato d’affari cresciuto ed ingrassato all’ombra del Palazzo. La stampa libera e pluralista va allora a riesumare inchieste giornalistiche, vecchie di vent’anni, sui “privilegi” del sistema politico all’epoca di Tangentopoli. Morale: tutti colpevoli e nessun colpevole! Difficile celebrare l’unità del paese quando si perde il senso di PAROLA e MERITO …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html

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