

Don Fortunato Di Noto, fondatore dell'onlus Meter, da 20 anni attiva nella lotta alla pedofilia e la pedopornografia online
L’ultimo successo delle indagini contro la pedopornografia online è l’operazione della Polizia postale e della procura di Catania che ha portato stamane a perquisizioni in 17 città italiane e a indagare 18 persone per divulgazione di materiale perdopornografico su Internet.
Gli accertamenti sono nati da una denuncia dell’associazione Meter di don Fortunato Di Noto, che monitora costantemente la Rete e segnala alle forze dell’ordine i contenuti illegali. I siti pedopornografici, italiani e stranieri, scovati dall’associazione tra il 2003 e il 2009 sono oltre 55 mila, quelli trovati nel 2010 già 6 mila.
I filmati sequestrati dalla polizia in questo caso riguardano abusi di adulti su bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, con anche violenze ripetute sulla stessa piccola vittima. Don Di Noto ha dichiarato che «non ci sono parole per descrivere quello che abbiamo visto e segnalato. Non è possibile dare ulteriori particolari perché questa volta foto e video superano la ‘ordinaria’ infamia dei filmetti e delle foto che i pedofili producono ogni giorno».
Non va dimenticato però che dietro quei video e quelle foto e dietro la rete di pedofili che se li scambiano, ci sono violenze avvenute realmente. Soprattutto, ci sono vittime, bambini a volte piccolissimi. Spesso i bimbi abusati sono ben visibili in faccia e quindi identificabili. E i filmati dell’orrore non vengono certo girati solo all’estero: in molti casi vittime e carnefici sono italiani. Per questo gli inquirenti cercano di risalire ai luoghi esatti dove sono avvenute le violenze, per individuare i bambini e i colpevoli.
È proprio don Di Noto a richiamare l’attenzione su questo aspetto. «Bisogna fare di tutto per trovare quei bambini – sottolinea il sacerdote a Panorama.it –, troppo pochi sono quelli individuati finora».
Dal 2003 al 2008 l’Interpol child abuse image database (Icad) ha raccolto 520.828 foto di piccoli abusati scambiate su Internet. «Serve uno sforzo in più da parte di tutti – continua don Fortunato –. Perché non istituire ad esempio una sorta di ‘Chi l’ha visto?’ con i volti tratti dal web? Ogni bambino ritrovato e salvato serve a spezzare la catena dei carnefici e può spingere altre vittime a denunciare. La nostra associazione è riuscita a rintracciare bambini abusati anche dopo decenni dai fatti, ne abbiamo identificati già 700 in tutta Europa».
Il sacerdote impegnato nella tutela dei minori lancia un altro appello: «Dare un nuovo impulso all’iter per la ratifica definitiva della Convenzione di Lanzarote, che prevede tra l’altro un fondo per le vittime di pedofilia».
- Giovedì 6 Maggio 2010
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 6 Maggio 2010 alle 19:11 indigesto ha scritto:
Eh, cara Dottoressa, purtroppo, non sono queste le notizie che fanno..notizia!
Il 6 Maggio 2010 alle 19:19 fsl ha scritto:
…oltre 55 mila..,
Non so proprio come facciate a guardare tante di quelle immagini, chi vi dà la forza!
Il 7 Maggio 2010 alle 16:56 Panorama News 07 maggio 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Pedofilia online, Don Di Noto: «Cerchiamo le vittime, non solo i carnefici» L’ultimo successo delle indagini contro la pedopornografia online è l’operazione della Polizia postale e della procura di Catania che ha portato stamane a perquisizioni in 17 città italiane e a indagare 18 persone per divulgazione di materiale perdopornografico su Internet. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.