Criticare Saviano si può, ma il problema è la mafia


Un'immagine di repertorio di Roberto Saviano (Ansa)

Un'immagine di repertorio di Roberto Saviano (Ansa)

A stuzzicare l’opinione pubblica sul caso Saviano questa volta ci ha pensato il direttore del Tg4 Emilio Fede: “Non se ne può più di sentire che lui è l’eroe“, ha spiegato in tv, dopo un servizio sulla polemica tra il ministro Sandro Bondi e Sabina Guzzanti per il documentario Draquila.

E ancora, per chi non avesse capito: “Saviano ha scritto dei libri contro la camorra, ma lo ha fatto tanta altra gente, senza fare clamore, senza andare sulle prime pagine, senza raccogliere firme, senza rompere…”.

Un’opinione legittima: in uno stato liberale non ci sono intoccabili e si ha il diritto di criticare, e perché no, di attaccare chiunque. Anche gli eroi. Questo mi piace, questo non mi piace; questo è giusto, questo è sbagliato. Opinioni, appunto.

Fede non ha diffamato nessuno, ha solo espresso il suo punto di vista. Così si fa in una democrazia. Come ha fatto il premier un mese fa, dicendo che l’immagine del nostro paese è spesso rovinata dai libri che parlano di mafia. Una banalità che non avrebbe dovuto scandalizzarci: non siamo forse bollati come spaghetti, mafia e mandolino all’estero?

Per questo le reazioni, soprattutto quelle di alcuni esponenti dell’IdV, che parlano di irresponsabilità, sono apparse fuori luogo, quasi non aspettassero altro per abbaiare contro chi non la pensa come loro.

Detto questo, il problema non è Saviano, autore coraggioso, stimato e che ha avuto il merito di portare al centro dell’attenzione internazionale con il libro Gomorra una situazione drammatica. E tutta italiana.

Certo, ce ne sono altri (basta leggere i quotidiani locali del Meridione) che fanno lo stesso lavoro di Saviano, ma senza fama e (a volte) senza scorta. Per questo, più che criticare il giovane autore campano, occorrerebbe far emergere tutti i Saviano minori che già esistono in Italia. Perché il problema non è chi scrive di mafia. Il problema è la mafia.

IL VIDEO DI EMILIO FEDE

Commenti

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Il 12 Maggio 2010 alle 9:54 nhico ha scritto:

Giustissimo, il problema è la mafia. Allora il Premio Strega lo merita il governo in carica, perché nessun altro governo aveva contrastato le mafie come sta facendo il governo Berlusconi.

Il 12 Maggio 2010 alle 15:42 stone66 ha scritto:

Sono d’accordo con Fede, ma cosa ha fatto di cosi’ grande sto saviano se non scrivere un libro, avere un 740 da paura e puo’ mantenere cosi’ molto bene la sua famiglia
in piu’ cavoli ma l’italia e’ fatta solo di terroni ????

Il 13 Maggio 2010 alle 11:34 lapolide ha scritto:

Padova, 13 maggio 2010.

Un “hero”, Roberto Saviano ? Jamme guagliò…

Sono un pò di giorni che giro attorno a quell’articolo di Panorama.it sul fatto o meno se “si possa criticare Saviano…ma il problema è la mafia”; che mi eccita e nel contempo mi infastidisce,mi sconforta da figlio di “Uomo” del Sud, il doverlo nuovamente incrociare nelle mie letture, dopo quasi un anno che avevo scritto un mio pensiero su di lui ( 20 novembre 2009) ; non mi interessa di leggere quanto scrivono gli altri su Saviano nel bene e nel male; ditemi presuntuoso, se volete, ma è ciò che sento nelle mie viscere che conta per me; io vado cercando rispetto e umanità Non mi interessa, pur avendo comprato e letto il suo libro Gomorra che reputo interessante ed anche necessario ad un clima italiano confuso e materialista, sexomane, sicuro di avere trovato li, un vero “hero” che svelava all’Italia cos’era la mafia ; evidentemente mi sono sbagliato; non era così; Saviano, secondo me, si è dimostrato negli anni, con i suoi comportamenti più che stravaganti (diciamo) nella società in cui anch’io vivo, cogito e lavoro, un pusillanime e un pavido, tanto da pretendere una “scorta” dalle Istituzioni. Ma non si può continuare a far finta di niente: bisogna si, aver rispetto di se stessi e degli altri, ma non “pretese”; rispetto, dicevo, che non trovo in lui (Saviano); condito magari di quell’umanesimo e saggezza nazional-popolare di un tempo, oggi scambiati e confusi con le parole arroganza, superbia, altezzosità; vorrei che fosse chiaro che non vogliono essere parole spocchiose le mie, tali da insegnare saggezza ad alcuno; non ne sarei capace; vorrei continuare a capire, così come è stata ed è la mia vita, cosa significhi possedere il veritiero senso della vita. Mi sono detto, pertantoche sarebbe il caso di un …”repetita iuvant”; ma, dato il particolare contenuto del testo, mi sono fermato prima di riproporlo, bello o brutto che oggi possa apparire a chi lo leggesse; se lo volete, però, richiedetemelo pure, sarò lieto di inviarvelo all’indirizzo che mi indicherete attraverso la “Home” di Panorama.it, appunto; tranquilli, non parlerò di Emilio Fede, della libertà e paraocchi al Tg4; di Saviano, Guzzanti e Draquila, storpiati o meno, pubblicati da altre testate giornalistiche; e neppure commenterò le esternazioni di Gianfranco Fini e della Sua in-sensibilità di Presidente Superpartes della Camera nei confronti del solito Silvio Berlusconi, perchè….le braccia mi cadrebbero letteralmente dal corpo, staccandosi dalla posizione che dalla nascita, hanno occupato, compresa la mia modesta penna.
Dimenticavo di dire che quel mio articolo - pensiero su Saviano “scrittore”, l’avevo postato su Forum di Panorama.it il 20 novembre del 2009. Ad maiora.
lapolide.

Il 4 Giugno 2010 alle 14:30 Notizie dai blog su Criticare Saviano è la fine della politica ha scritto:

[...] Criticare Saviano si può, ma il problema è la mafia Un’immagine di repertorio di Roberto Saviano (Ansa) A stuzzicare l’opinione pubblica sul caso  Saviano questa volta ci ha pensato il direttore del Tg4 Emilio Fede : “Non se ne può più di sentire che lui è l’ eroe “, ha spiegato in tv, dopo un servizio sulla polemica tra il ministro Sandro Bondi e Sabina Guzzanti per il documentario Draquila blog: Massimo Morici | leggi l’articolo [...]

Il 1 Ottobre 2010 alle 12:17 Attentato a Belpietro: fare il giornalista in Italia è diventato sempre più rischioso - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] capitare anche in Italia. Perché a rischiare grosso ora non sono solo i giornalisti e gli scrittori come Saviano che raccontano di mafia, ‘ndragheta e camorra - e i giornalisti tolti di mezzo dalle [...]

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