Signor Anemone, ma a casa mia nemmeno una tapparella?


Diego Anemone (C), il costruttore considerato una delle figure centrali dell'inchiesta condotta dalla procura di Perugia sugli appalti per i grandi eventi, lascia questa mattina il nuovo complesso della Casa Circondariale di Rieti

Diego Anemone (C), il costruttore considerato una delle figure centrali dell'inchiesta condotta dalla procura di Perugia sugli appalti per i grandi eventi, lascia questa mattina il nuovo complesso della Casa Circondariale di Rieti

Guido Bertolaso, Claudio Scajola, Claudio Rinaldi, monsignor Francesco Camaldo, Nicola Mancino (che smentisce), tali Vietti, Lisi, Lupi; e poi Antonio Manganelli, Gianni De Gennaro, Pupi Avati, Andrea Occhipinti, Silvio Berlusconi, Pietro Lunardi Fabiana Santini, Cesara Bonamici, Andrea Monorchio; ancora: Mauro Masi, Gaetano Blandini, Luigi Mazzella, Gaetano Silvestri, e chi più vip ha più ne metta.

Ecco: oggi sono intrattabile. Ma non perché tutti questi qui si sono fatti fare i lavori da Diego Anemone: se li hanno pagati a prezzo di mercato (solo in questo caso, però), non si capisce dove sia lo scandalo. No, la mia frustrazione nasce dal fatto che gli ultimi lavori a casa mia li abbiamo fatti io e zio Peppe, mentre mia moglie verniciava. E dunque non conto davvero niente. A saperlo, da Anemone almeno una tapparella me la sarei fatta sistemare. Pur di finire nella sua lista.

Commenti

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Il 13 Maggio 2010 alle 18:00 almartini ha scritto:

Nicola Mancino, Grande Vecchio, Affari Sporchi, Min. Interno.

Ormai siamo ampiamente abituati da almeno 10 anni, a ritrovarci una serie di personaggi che girovagano da un ministero ad un altro, da una carica istituzionale alta, all’altra, inseguiti da voci, maledicenze, dossieraggi e anche da dichiarazioni di pentiti, testimoni e intercettazioni. Non fa eccezione a questa ormai consuetudine, il Sen. Nicola Mancino, componente importante del Csm, in p’assato ministro degli Interni e presidente del Csm. Tirato in ballo da Caterina Merante durante l’inchiesta Why Not, poi revocata a De Magistris, anche e soprattutto con il coro dei senatori Pds, ora Ds, Nicola Mancino sarebbe stato un referente istituzionale importante nell’Opus Dei Calabrese, tramite la Compagnia delle Opere di Lamezia Terme, per mezzo di Antonio Saladino, di cui la Merante ha già dichiarato averne fatto il nome a lei e ad altri in diverse circostanze. La Merante, figura particolare dell’inchiesta, in quanto già direttrice assieme al marito della CdO di Calabria, direttrice del Consorzio Brutum Service e della Why Not Outsoucing, è stata testimone nell’inchiesta, che ha visto in primo grado assegnare al Saladino solo 2 anni per la solita interferenza in atti e affari pubblici, robetta da nulla, dovrà a breve com parire in aula come indagata, dove ha promesso che potrà difendersi a suo modo, attaccando le vere a suo dire responsabilità politiche del Saladino e di altri. Quello che ci aspettiamo, è che si voglia far chiarezza sulla reale o presunta portata del Sen. Nicola Mancino all’interno della CdO calabrese, ma abbiamo molti dubbi che si riuscirà a coinvolgere il Mancino, a meno che la Merante, non abbia pezze d’appoggio di un certo peso.
Intanto, sul Sen. Nicola Mancino giungono quelle ulteriori secchiate di fango, cui lui come altri alti referenti istituzionali, sembrano però del tutto impenetrabili, restando tutti al loro posto e anzi, attaccando tramite i loro scudieri, volta volta i loro detrattori e o accusatori. Questa volta la secchiata di fango, proviene direttamente dalla Guardia di Finanza, che non ha fatto altro che mettere a disposizione l’elenco dei personaggi di spicco rinvenuti nel pc di Diego Anemone, assieme al tipo di appalti e affarucci che li riguardano. Come tutti i nomi pubblicati, il Nicola Mancino non si è preoccupato di chiarire perché il suo stava nel pc di ANEMONE, quanto di fornire una delle solite roccambolesche e semi-dettagliate precisazioni sulla vicenda di un immobile intestato alla figlia, delle quali a parere dello scrivente, non importa una m . z . a. Piuttosto ci spieghi perchè il mio nome non c’era in quel pc: come, non lo sa e non le importa? Allora ci spieghi almeno perché c’era anche il suo. E magari al Pd, o Ds, inizino a pensare di buttar fuori personaggi che si trovano in simili posizioni. Ah già! Giusto, al Pds o Ds, l’unica cosa che importa è dire che loro sono persone serie, sono gente di un’altra pasta, non come quelli della PdL o Di Pietro.

a. marini  perdentipuntocom.blogspot.com

Il 14 Maggio 2010 alle 12:29 Anemone’s list: almeno non pubblicate gli indirizzi - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Per la seconda volta: se la Anemone’s list fornirà prove di qualche reato, è giusto - anzi giustissimo - che i colpevoli paghino, senza guardare in faccia a nessuno e anche di più. Detto questo, mi interrogo sull’asticella di superficialità davanti alla quale i giornali pensano di fermarsi. Oggi su Repubblica viene pubblicato l’indirizzo preciso della casa («Ma in realtà vi risiede il figlio», scrive il quotidiano) di Gianni De Gennaro, ex capo della Polizia e attuale numero uno del Dis, il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza che coordina le attività dei servizi segreti. [...]

Il 14 Maggio 2010 alle 22:25 almartini ha scritto:

Anemone, pc, elenco lavori, personaggi istituzionali, Guardia Finanza.

Allora, ricominciamo il giro: il pc e il relatico elenco di cui tanto si parla oggi è stato sequestrato dalla GdF nell’ottobre 2008, e come spesso accade, in quel di Roma, la vicinanza di certi palazzi si fa sentire, al punto che gli uomini della GdF se lo sono custodito in uno dei tanti loro armadi e cassetti, fino a quando dalle procure di Firenze e Perugia non hanno ricevuto richiesta di tutti gli atti e documenti su Anemone. Cosa c’è nell pc e chi figura e per quali lavori edili e servizi vari, nella lista di Anemone? Intanto i nomi che appaiono a singhiozzo segue una precisa e ormai scontatissima a regia di un film già visto ai tempi della P2, per tutti gli annii ‘70, quando si parlava di servizi deviati (te credo, tutti i generali dei corpi militari erano nella P2, compreso il guru Dalla Chiesa). Questa volta però è da pensare che il gioco della procura di Firenze si è spinto oltre certi limiti, al punto che ormai elenchi, verbali e atti d’indagine, sono ormai impossibili da fermare dietro a qualche muretto o paravennto,(leggi il solito armadio, che poi si ritrova dopo dieci anni in qualche oscuro scantinato ministeriale, intatto, con tutti i documenti irranciditi e mangiucchiati da topi, ratti, scarafaggi e tarponi di fogna). Sarebbe quindi una tattica delle procure, quella di far passare qualche nome e tenerne altri nascosti, in base a una logica di copertura delle indagini, anche questa ben conosciuta e riprodotta nei paesi a regime militare, tipo Grecia dei colonnelli, Spagna franchista, Portogallo Salazarista e paesi sudamenricani, cui l’Italia evidentemente confina. Non si spiega diversamente perché non si faccia come nei paesi scandinavi e sassoni, cioè chiamare i giornalisti e consegnare una copia dell’elenco di tutti (ripeto, tutti) i nomi dell’elenco e relativi lavori e servizi indicati da Anemone. Invece siamo nella palude, con il solito drop out di nomi, sapendo che ce ne sono altri 300. Ora, il Bertolaso, spero ci risparmi una nuova conferenza con tanto di slide e filmatini al computer, per dimostrarci la sua assoluta estraneità, perché tanto noi continuiamo a essere convinti che una persona per bene, per giunta in una simile posizione, non si reca in un posto come il Salaria, con tutta la storia di sequestri e concessioni edilizie, abusi edilizi e quanto altro, né tantomeno deve figurare nell’elenco di Gente come Anemone, che l’ipocrisia generale dei Media Uniti Asserviti, continua a definire “imprenditore”, senza virgolette. Segnalo solo questa nota sempre su: -Bertolaso, tre ristrutturazioni per altrettante dimore private, due all’ufficio di capo della Protezione civile, e le collaborazioni avute da sua moglie con Anemone, continuate nonostante il dipartimento della Presidenza del Consiglio, guidato dal marito, avesse già appaltato all’imprenditore alcune opere-. Naturalmente al Salaria c’era una moglie che riceveva cospicui compensi professionali, ma anche qui, nessuna legge impedisce di farlo, ma non la legge che seguiamo noi, quella della logica, almeno quella lasciatecela, neh? Berlusconi è scosso, distrutto, fiuta e teme altri nomi vicini al suo gabinetto governativo e al suo entourage politico (su Gianni Letta può star tranquillo, perché a parte moglie e figli, lui non ha partecipazioni nelle imprese di famiglia e certamente non avrà ricevuto alcun lavoro edile da gente di Anemone). A noi risultano molti movimenti per sapere tutti i nomi e per predisporre d’anticipo le contro misure del caso. Al momento, sembrerebbe che la nuova strategia del Berlusconi sia: la magistratura faccia il suo mestiere e chi ha sbagliato paghi e se dei nostri lo espelliamo, (nel più classico avvocatese-politichese da bar). Probabilmente Bertolaso non ha sbagliato neanche questa volta, e le mogli e figli non contano. Chiaro che se Berlusconi dovesse scoprire che tra i beneficiati dell’elenco ci sono anche lavori presso sue proprietà, disponendone di molte e lussuose, non si potrebbe non credergli, se affermasse la sua totale assenza di ogni conoscenza in merito. Gli sfigati che non dispongono di centinaia di immobili, presi dal farsi il mezzanino in vista Colosseo, non hanno nemmeno questa obiezione, anche se l’ex ministro Scajola (già arrestato ai tempi di Novi per vicende legate al Casinò, poi riconosciuto innocente), ha affermato che i suoi avvocati stanno lavorando per istruirlo sullo stato dell’arte in merito, ergo, al momento non so, ma tra poco avrò un quadro chiaro della situazione. Attendiamo la sua ricostruzione e intanto ce la spassiamo con le capriole del Senatore e Vice Presidente del CsM, Nicola Mancino e tutti gli altri che a breve si inerpicheranno sulla collina della spiegazione.
a. marini for  perdentipuntocom.blogspot.com
track http://perdentipuntocom.blogsp.....naggi.html

Il 14 Maggio 2010 alle 22:42 almartini ha scritto:

Ecco cosa postava il nostro amico da NY al blog di Grillo il 29.10.2009.

Hy Friends,

Latest news say we are now about 18 months
from B3coni shut down by HobiOne men.
He will be prosecuted in a very severe way
this time but italian aren’t in the hand
of making somthing good.
We are loughlin’ watching workers menace
fall down the tower to resist in serving other
people dreams.
So, who will take cure of italy?
your a.p. lorenzi
alfredo paul lorenzi 29.10.09 04:48|
track http://www.beppegrillo.it/2009.....di_be.html
Una precisazione: shut down vuole dire arresto del suo corso (di governo). Facciamo i conti: 18 meno 7 mesi trascorsi uguale 11 mesi di governo Berlusconi. Poi seguirà quello che non è bene, né opportuno dire.

a. marini

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