Napoli e la bufala dell’infermiera morta per protesta


Mariarca TerraccianoOgni anno qualcuno si prende la briga di contare il numero di lanci di agenzia che ogni città italiana «produce». E ogni anno cambia poco o nulla rispetto al precedente. Al primo posto della classifica, ovviamente, c’è Roma, a causa - soprattutto - della logorrea dei politici. Al secondo, da sempre, c’è invece Napoli. Non la più grande, non la più ricca, ma la più citata tra le città italiane (politica, appunto, esclusa).

Colpa della camorra, sicuramente. Ma anche, e qui vengo al punto, dei troppi giornali e giornalisti. L’altro giorno il Fatto quotidiano pubblicava una bella inchiesta sui sottopagati cronisti partenopei. I quali, per «campare», sono costretti a orari da terzo mondo e a scrivere a cottimo. E per questo, aggiungo io, tendono a proporre articoli «esagerando» notizie autentiche. O, addirittura, inventandole. Con la stampa nazionale, altrimenti detta «seria», a inseguire le suddette invenzioni.

E così, per una settimana abbiamo letto di una bufala clamorosa sulla povera Mariarca, l’infermiera morta dopo essersi fatta prelevare il sangue per tre giorni. Ma Mariarca non è morta per quei prelievi, bensì per un’altra patologia. Ciononostante, autorevolissimi commentatori si sono esibiti in editoriali di ogni tipo. E il sangue di qua, e il sangue di là, e la dignità del lavoro, e perché nessuno l’ha fermata. Tutto costruito sul nulla.

Insomma: siccome la faccenda è capitata a Napoli, deve per forza essere vera. Come la leggenda che vuole da un decennio i napoletani indossare la maglietta con sopra stampata una cintura di sicurezza, onde evitare le multe. Un’altra balla colossale inventata da un guitto egocentrico, finito - complici i soliti giornalisti - per un giorno in tivvù, senza però riuscire a venderne una, di maglietta.

Nel fine settimana si è insediata la nuova giunta regionale del governatore Stefano Caldoro. Da napoletano, a lui e ai suoi assessori chiedo anzitutto di far tornare «seria» la città. Perché è vero che Napoli non è la Svizzera. Ma non è nemmeno Tortuga.

Commenti

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Il 17 Maggio 2010 alle 22:48 indigesto ha scritto:

Sapesse poi, Dr. Puca, come starnazzava un relitto di giornalista (di sinistra ovviamente) su una TV locale sull’argomento!

Il 19 Maggio 2010 alle 8:34 Mariarca e le bufale dei giornalisti precari ha scritto:

[...] ne hanno parlato molto. Non solo quelli: dal Tg1 a Sky, dal Corriere della Sera al Manifesto. Sul blog di Panorama, leggo un pezzo a firma Carlo Puca. Puca è un collega davvero molto bravo,  me lo ricordo quattro [...]

Il 19 Maggio 2010 alle 22:47 kikab ha scritto:

caro dott Puca mi scusi ma lei ha già i risultati dell’autopsia… vuole renderli noti anche a noi in nome del dovere di cronaca perchè sa noi Napoletani siamo soliti esagerare come dice lei ma molti o quasi nessuno di noi crede che la mia collega sia morta per la protesta del sangue come dite voi se non altro per ovvi motivi scientifici… cmq la bufala siete come al soliti voi giornalisti per lo più di destra coi vostri bei vestitini a far molta cronaca e poco dovere… spesso davanti all’esigenza di fare notizia si perde anche la dignità cmq sia la signora è morta e si specula su un gesto che questa persona ha fatto a torto o ragione per difendere un diritto sancito dalla nostra costituzione… se le interessa ma non credo faccia più notizia noi lavoriamo in condizioni di estremo disagio e nonostante ogni mese ci fanno agognare il nostro stipendio andiamo avanti con stoico dovere e professionalità… solo per un grazie di una persona bisognosa… una INFERMIERA

Il 18 Giugno 2010 alle 17:10 pv21 ha scritto:

Tanto per avere un’informazione corretta sarebbe gradito citare la fonte “autorevole” che smentisce la bufala. Oppure sono una bufala anche i cumuli di immondizie ricomparsi a Napoli? Il vero o il falso non sono tali in funzione del CONSENSO SURROGATO di chi ha fede e ottimismo …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html

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