

Una foto di repertorio dell'inaugurazione dell'anno accademico alla Sapienza di Roma (Maurizio Brambatti/Ansa)
Qualche volta l’opposizione può far bene il suo mestiere lanciando un’idea interessante, oltre a vigilare sull’operato del governo, magari senza gridare al regime.
Come l’ultima proposta votata all’assemblea del Pd: mandare in pensione i baroni universitari a 65 anni e non a 72, il limite in vigore fino ad oggi e che secondo alcuni impedirebbe la carriera di molti quarantenni promettenti, che spesso preferiscono la strada verso l’estero.
Se ne è accorta La Stampa, che ci ha ricamato sopra un bel reportage. E se più scontate appaiono le opinioni di quelli che ”se gli ordinari non se ne vanno addio concorsi”, a lanciare il sasso nello stagno questa volta ci ha pensato un professore emerito.
Si chiama Girolamo Cotroneo, ha insegnato Storia della Filosofia all’Università di Messina per quarant’anni ed è andato in pensione pochi mesi fa a 75, grazie a una proroga biennale allora ancora valida.
L’idea del Pd? “Sbagliata, insensata e miope”. Una sentenza che troverebbe d’accordo pure Hegel, ha assicurato il professore scomodando la nottola di Minerva, assai cara al padre dell’idealismo: “L’uccello della sapienza esce sul far della sera”. Un modo dotto per dire che ”un intellettuale, un ricercatore, dà il meglio di sé invecchiando” e non da giovane.
E se il discorso, in Italia, valesse pure per la politica?
- Martedì 18 Maggio 2010
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