La sessuologa: Femministe rassegnatevi, con Mourinho torna il maschio vecchio stampo

L'allenatore portoghese dell'Inter Jose' Mourinho festeggia il 28/mo scudetto al termine della partita contro il Siena allo stadio Artemio Franchi-Montepaschi Arena della citta toscana. MAURIZIO DEGL'INNOCENTI / PAL

L'allenatore portoghese dell'Inter Jose' Mourinho festeggia il 28/mo scudetto al termine della partita contro il Siena allo stadio Artemio Franchi-Montepaschi Arena della citta toscana. MAURIZIO DEGL'INNOCENTI / PAL

Oddio che figo”. Sì, lo ammetto: questo pensai la sera del 24 agosto del 2008 quando, seduta sugli spalti del Meazza di Milano, mi fissai sul bel tenebroso brizzolato che dalla panchina nerazzurra smanava verso i suoi giocatori. Il tutto mentre la mia Roma, inaugurando il ciclo Finali perse contro l’Inter, veniva battuta ai calci di rigore nella Supercoppa italiana. Bisognava capirlo fin da allora che quell’uomo, per niente “pirla” come dicono a Milano, avrebbe rappresentato la croce e la delizia delle due successive stagioni, mie e della mia squadra del cuore. Fino a domenica scorsa. Fino al giorno del sogno sfumato. E di un amore finito: quello tra me e Mourinho (va bene che mi togli la Coppa Italia, ma lo scudetto no!), e, ormai quasi sicuramente, quello tra Mourinho e l’Inter.

Sedotte, ferite e abbandonate. La solita storia. Ma perché proprio il portoghese? Cosa ci piace di lui? E parlo al plurale perché avrò pure meno chance di  altre, ma ai piedi dell’allenatore più sexy del pianeta c’è cascato anche il fior fiore dello star system: da Alba Parietti, ad Elisabetta Canalis, a Claudia Galanti.

Ascolta l’audiointervista a Rosamaria Spina - Leggi l’intervista su Panorama

La questione è talmente “seria” che ho deciso di rivolgermi a un’esperta. “Fin dal suo arrivo in Italia Mourinho si è presentato come un uomo molto sicuro di sé, che non ha paura degli avversari, un uomo di potere insomma, e questo alle donne piace”, spiega Rosamaria Spina, sessuologa ed esperta di psicologia dello sport.

Scusi dott.ssa, ci sta davvero dicendo che, dopo anni di battaglie femministe, l’ideale di uomo è ancora quello del “vincente di potere, antipatico ma fascinoso?
Ma è proprio perché la donna ha assunto un ruolo sempre più importante nella società che va alla ricerca di uomini che siano alla sua altezza. Non si potrebbe più accontentare di uomini inferiori a lei. Per questo l’uomo, intimorito da un comportamento del genere, spesso decide di tirarsi indietro. Il caso di Mourinho rappresenta, invece, l’esatto opposto: quello del maschio che di fronte alle difficoltà non molla mai.

Adesso, però, pare che abbia deciso di mollare. Il suo divorzio dalla squadra sembra cosa fatta: Inter sedotta e abbandonata…

Tipico degli uomini come lui

Insomma, i gentiluomini riservati, cortesi e affidabili come l’allenatore della Roma Claudio Ranieri non ci piacciono proprio?
Gentilezza non vuole affatto dire mancanza di forza. La questione sta nel mostrare o meno questa forza. E Ranieri appare meno forte, senza che ciò significhi che sia anche meno forte. Spesso noi donne, ma non solo, ci facciamo più convincere da quello che è un atteggiamento di facciata piuttosto che dalla sostanza. La spavalderia ha sempre avuto una presa maggiore sull’universo femminile rispetto a un atteggiamento più pacato.

E donne dello sport che esercitino altrettanto fascino di Mourinho ci sono?

Sicuramente un personaggio molto attraente è Federica Pellegrini.

Vero, ma prima che i giornali iniziassero a parlare dell’intreccio amoroso tra lei, Marin e Mandou, sui suoi trionfi in vasca si sapeva ben poco…

Infatti nel determinare il successo di un personaggio dello sport un ruolo fondamentale ce l’hanno media e pubblicità, è il mondo mediatico che decide chi sono i protagonisti.

Ma lei ce lo vedrebbe Mourinho al cinema? La faccia ce l’ha…
Solo quella però, per il resto mi è capitato di seguire alcune sue interviste e l’ho trovato impacciatissimo. E’ rimasto rigido anche davanti alle battute di Piero Chiambretti che lo intervistava nel suo programma. No, attore proprio no.

Pazienza, ne faremo a meno. E pazienza anche se, raggiunti i suoi obiettivi qui, il “Mou” decida di dire basta, versare appena una lacrima, girare i tacchi e andare via.

Setubal: il fotoreportage di Francesco Cito nei luoghi natii di José Mourinho

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