Bocche cucite nel fortino di Michele Santoro

Da sinistra, Riccardo Iacona, Corrado Formigli, Michele Santoro e Sandro Ruotolo ai tempi di Moby Dick, trasmissione Mediaset. DEL CASTILLO-ANSA-KLD

Da sinistra, Riccardo Iacona, Corrado Formigli, Michele Santoro e Sandro Ruotolo ai tempi di Moby Dick, trasmissione Mediaset. DEL CASTILLO-ANSA-KLD

Nessun “editto bulgaro”.

Questa volta è Michele Santoro a voler chiudere con la Rai. Un divorzio consensuale approvato ieri dal Consiglio di amministrazione di viale Mazzini. Sul tavolo una sorta di prepensionamento che, secondo alcune voci, dovrebbe fruttare all’ideatore e conduttore di Annozero una cifra tra i 2,5 e i 2,7 milioni di euro. Santoro, 59 anni, ha la qualifica aziendale di direttore e lascerebbe con 6 anni d’anticipo rispetto ai 65 anni necessari per andare in pensione. Con quale obiettivo? Sarà lui stesso a spiegarlo in una conferenza stampa che fisserà dopo la firma dell’accordo con la Rai. Ma intanto già si parla di una sua società di produzione, nome provvisorio Mister M, che produrrà docu-fiction da 5 puntate ciascuna che verrebbero acquistate proprio dalla tv pubblica. A questo proposito i suoi collaboratori non si sbilanciano.

Corrado Formigli, storico giornalista della squadra di Santoro, ci dice di essere concentrato sulla puntata di domani, ha la testa sul montaggio. Del contenuto di queste docu-fiction sa ben poco, o non vuole dircelo. E che Santoro avesse deciso di chiudere Annozero, invece, voi ne sapevate niente? Marco Travaglio ha parlato di “fulmine a ciel sereno”… “La discussione era nell’aria, sì. Alcune informazioni ce l’avevamo. D’altra parte non ci trovo niente di male che un professionista, alle soglie dei 60 anni, decida di fare altre scelte, di provare altre strade. C’è un mercato e sarà il mercato a giudicare se ha fatto bene o male. Non ci vedo nulla di sconvolgente”.

C’è un legame tra questa decisione e l’esperienza del 25 marzo scorso quando, durante il periodo di sospensione dei talk show prima delle elezioni, Raiperunanotte, trasmesso dal Paladozza di Bologna, ha realizzato il 13% di share su circuiti televisivi alternativi? “Sicuramente sì” risponde Formigli. E che sia anche un po’ stanco delle continue polemiche? “Ovvio. Si lavora in condizioni molto difficili. Basta leggere le intercettazioni di Trani. Il clima era complicato. E’ chiaro che queste cose influiscono anche su certe scelte. Comunque siamo tranquilli, vediamo cosa succede”.

Nei blog, intanto, già si scommette sui piani futuri del giornalista più amato e più odiato di tutta la televisione italiana. C’è chi parla di un canale gestito dallo stesso Santoro con Luttazzi, Travaglio e forse Gad Lerner. Incuriositi, abbiamo tentato di saperne di più dallo stesso Lerner ricavandone un secco “no-comment”. L’ennesimo tra i tanti che si rincorrono intorno a questa vicenda, in attesa che a parlare sia proprio lui: il protagonista della scena, anzi dell’arena di Annozero, Michele Santoro.

La buona uscita milionaria per Michele Santoro è

Commenti

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Il 20 Maggio 2010 alle 9:04 imparziale ha scritto:

Chissà perchè la critica a 360 ° del sistema si ferma sempre ai sacrosanti diritti di noi poveri milionari.
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze

Il 20 Maggio 2010 alle 11:41 tommaso_si ha scritto:

Chi sa quale sarà mai la verità: da una parte si legge che la proposta è stata avanzata da Masi (il cui nome, per la cronaca, su Repubblica e Espresso si fa, quì invece, silenzio assoluto… ma chi si meraviglia), dall’altra che è stato Santoro a offrire spontaneamente le dimissioni. E vabbè, giochi di parte. Magari comunque un riferimento piccolo a Masi lo si poteva pure fare, visto le vergogne intercettate a Trani. Feccia. Comunque, tutti questi indignati del sondaggio che tanto si sono sconvolti per la buonuscita, dovrebbero informarsi di quanto guadagna Bruno Vespa ogni anno per Porta A Porta. Tutto quello che si evince da questa vicenda è che alla fine Berlusconi ha ottenuto quello che voleva: rompere le balle talmente tanto, smuovere le marionette che comanda a botta di mazzette e telefonate per far chiudere la trasmissione. Chi sa perché nelle intercettazioni non è mai uscito il nome di Vespa eh. ahhh c’est la vie.

Il 21 Maggio 2010 alle 15:50 Michele Santoro: il paradosso dell’anno zero - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] che quindi si potranno a breve costruire nuove forme di vita, il rumoroso can can intorno a Michele Santoro proprio non si [...]

Il 22 Maggio 2010 alle 13:24 teocos ha scritto:

Questo puntata della saga Santoro costituisce un’ulteriore conferma alla vergognosa separazione delle due Italie, quella della casta e quella dei poveri sfigati costretti a lavorare per sopravvivere.C’è una crisi economica senza precedenti. Centinaia di migliaia di famiglie in cassa integrazione e la disoccupazione dilaga.Noi padri e nonni stiamo supplendo con le risorse accumulate, si fa per dire, in una vita, alla forzata inattività dei figli e dei nipoti dovuta alla rigidità del mercato del lavoro voluto dalla sinistra e dai sindacati, e dobbiamo assistere a questo scandaloso mercato tra un mercenario e la televisione pubblica, da noi finanziata, con cifre che giustificherebbero un immediato presidio della sede Rai da parte di ogni cittadino sinceramente democratico! Al contrario l’avvenimento si trasforma in una querelle politica e nessuno ha il coraggio di prendere le distanze ed appioppare un calcio nel sedere a quel nullafacente che quando ha avuto l’occasione di impegnarsi seriamente a Bruxelles si è distinto per l’assoluta incapacità a partorire un’idea, un programma,un progetto utile salvo piagnucolare per rientrare ed atteggiarsi a perseguitato beneficiando di milioni di euro l’anno! Non ci sono speranze per questo nostro sfortunato paese!!!!!

Il 5 Ottobre 2010 alle 11:41 Santoro in versione “vaffa” è diventato un cult (dello spettacolo) - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Roberto Castelli della Lega); la fossa dei leoni che applaude a senso unico; il collegamento di Sandro Ruotolo dal mondo dei precari e cassintegrati (ieri è stata la volta degli operai della Fincantieri di [...]

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