
Altro che la manovra finanziaria, il rischio di fallire come la Grecia, i tagli di Tremonti, i 120 miliardi di euro persi per colpa degli evasori, gli speculatori della finanza che si aggirano come avvoltoi sopra le nostre teste; niente di tutto ciò fa discutere in Italia come il problema dello slittamento dell’anno scolastico dopo il 30 settembre.
Nata da un disegno di legge del senatore Giorgio Rosario Costa (PdL), di professione commercialista, è bastata un’apertura del ministro Mariastella Gelmini alla proposta di tornare ai ritmi di quarant’anni fa per scatenare le reazioni dell’opposizione (e non solo) contro uno dei ministri più bersagliati del governo, spesso ingiustamente, e che ora ha dalla sua parte solo i bagnini.
Si va, infatti, (citando dalle agenzie) dalla Cgil che ha detto “no” alla Uil che si è detta invece “possibilista”; da Massimo Donadi (IdV), che non gli pare il vero di aver indovinato una battuta (”questo è un governo balneare”), a Manuela Ghizzoni (Pd), che bolla il ddl in questione come un altro “modo per far cassa”, fino a Irene Aderenti (Lega Nord) che lo ritiene “inattuabile: la Ue chiede 200 giorni di scuola e poi decidono le regioni”.
Tra i favorevoli, si diceva, spiccano gli operatori turistici: il Sindacato Italiano Balneari, che ha “apprezzato la proposta che avvantaggerebbe l’intero settore turistico”, e Assoturismo che è “assolutamente d’accordo”.
Poi c’è il Movimento italiano genitori, giustamente preoccupato (”si danneggiano gli studenti e le famiglie che a settembre devono tornare al lavoro”), e ci sono gli studenti, che si fingono diligenti pur di parlar male del governo.
Voi quali reazioni vi immaginereste in aula a una proposta come questa? Un coro di “evviva” di fronte a un altro mese di vacanza in più. Sentite, invece, questa dichiarazione: “Dopo aver deciso di tagliare 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, il governo torna in campo con le sue proposte populiste e inutili, non curandosi minimamente dei veri problemi che attanagliano la scuola pubblica”.
L’ha scritta Di Pietro? No, è una nota della Rete degli studenti, un’associazione degli scolari delle superiori che si dice indipendente da tutti i partiti. Ecco, su quell’aggettivo “indipendente” non ci metterei la mano sul fuoco.
- Martedì 25 Maggio 2010

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Commenti
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Il 25 Maggio 2010 alle 17:36 Sbadigliando s’impara. - …time is what you make of it… ha scritto:
[...] E’ ignobile che i giorni di scuola siano contrattati con il Sindacato Italiano Balneari. [...]
Il 25 Maggio 2010 alle 18:48 indigesto ha scritto:
“La Ue chiede 200 giorni di scuola e poi decidono le regioni”. La UE e la Regione sono le due istituzioni nelle quali si annida la maggior parte di politici falliti ed incompetenti, ma non per questo meno voraci! Poi se lo dice Lega è tutto un bel ridere! Ma purtroppo esistono ed insistono. E non vale mandarli a casa(col malloppo). E’ solo un fatto di turn-over tra diverse bande! Fortuna che esiste un Governo ancora degno di tal nome! Anche se mal supportato! Le varie voci che si levano contro sono le solite guidate dalla gazzarra della cosiddetta opposizione. Non vale farne mistero!
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