

«Senta, qui al quarto piano c’è uno che sta nudo in un monolocale e butta giù petardi». È il 27 ottobre 2006: sono passate da poco le 8 di sera. In un palazzone di Borgo San Sergio, quartiere popolare di Trieste, c’è trambusto: Riccardo Rasman, un uomo di 36 anni in cura per disturbi psichici, ha lanciato un paio di mortaretti dal balcone del suo piccolo appartamento. Annamaria Rinaldi, moglie del portiere del caseggiato, chiama il 113.
Un’ora più tardi, Rasman è a terra: prono, immobilizzato dopo una lunga colluttazione con gli agenti. Ferito al volto, le mani ammanettate, i piedi bloccati con il filo di ferro. Tre poliziotti, per più di cinque minuti, continuano a fare pressione sulla schiena del ragazzone. Fino a quando non smette di respirare. «Omicidio colposo»: nel gennaio 2009 due agenti sono condannati a nove mesi di reclusione, l’altro a sei mesi. Il 26 maggio ci sarà l’udienza d’appello. E forse si riuscirà a chiarire una morte ancora molto misteriosa.
L’inchiesta triestina ricorda quella su Stefano Cucchi, morto in carcere nell’ottobre 2009. O quella sul pestaggio del tifoso Stefano Gugliotta, aggredito da un agente lo scorso 5 maggio. Solo che in quei casi si sono riempite pagine di giornali. Per Rasman, invece, tutto si è svolto tra indagini accelerate e retromarce giudiziarie. E soprattutto nella relativa indifferenza dei mass media.
Ecco la ricostruzione di quel 27 ottobre di quattro anni fa. Dopo la chiamata al 113, una volante corre a casa di Rasman: a bordo ci sono gli agenti Maurizio Mis e Giuseppe De Biasi. Gli chiedono di aprire la porta. Lui risponde male. Per Claudio Defilippi, avvocato di parte civile nel processo d’Appello, l’uomo è solo impaurito. Nel 1999 ha già denunciato altri due poliziotti, accusandoli di averlo aggredito . Nel referto del pronto soccorso si legge: «trauma», «ematoma», «contusione».
Mis e Biasi, però, questo non possono saperlo. Vogliono entrare in casa di Rasman, anche se ha smesso di tirare mortaretti. Dall’altra parte della porta c’è un uomo alto un metro e 85, che pesa 120 chili. Mis e Biasi chiedono rinforzi. La sala operativa manda un’altra pattuglia: gli agenti Mauro Miraz e Francesca Gatti. Uno spiegamento di forze che pare eccessivo perfino agli agenti. Quando l’operatrice chiede «un supporto alla volante 3 per petardi dal balcone», è lo stesso Miraz a esclamare alla radio: «Ma stai scherzando?». Poi chiede se Rasman per caso sia seguito dal centro di salute mentale.
Il ragazzo in effetti è in cura per «sindrome schizofrenica paranoide con delirio persecutorio». Il disturbo è comparso sotto le armi, dopo alcuni episodi di nonnismo. Nel 2003 gli è stata riconosciuta l’infermità per causa di servizio. Ma gli agenti apprenderanno queste informazioni troppo tardi. Perché prima di avere una risposta definitiva sullo stato mentale di Rasman decidono di fare irruzione. Forzata la porta, racconteranno di essere stati aggrediti. La stanza è nella penombra. Seguono attimi convulsi e di violenza. Il ragazzo viene bloccato sul letto. Tenta di reagire: scalcia, si dimena. Gli ammanettano i polsi e gli legano le caviglie col filo di ferro. Rasman è immobilizzato, a terra: «Nelle condizioni di non far più male a nessuno» annoterà la sentenza di primo grado. Ma gli agenti continuano a premergli sulla schiena con le ginocchia per alcuni minuti. «Un comportamento ingiustificato e non previsto da alcuna norma» scriverà il giudice Enzo Truncellito. Il medico legale accerterà la morte per «asfissia da posizione» .
Nelle foto della scientifica, Rasman ha il volto tumefatto e i polsi solcati dal segno delle manette. Il viso è percorso da segni che fanno pensare a un imbavagliamento: il particolare però non emerge nelle indagini.
I poliziotti se la cavano con qualche graffio e strappi all’uniforme. Quando escono dall’appartamento, i vicini raccolti sul pianerottolo chiedono notizie. Un agente replica, crudemente: «È morto. Non darà più fastidio a nessuno».
Le indagini che seguono sono rapide. E lasciano spazio a sospetti di anomalia. Quella sera stessa vengono sentiti alcuni condomini. Le testimonianze sono raccolte dagli agenti coinvolti. E nei giorni seguenti l’attività investigativa è blanda. Tanto che in casa non viene sequestrato nulla. Giuliana Rasman, sorella di Riccardo, decide di fare da sé. Raccoglie referti medici, testimonianze, trova il filo di ferro con cui sono state legate le caviglie del fratello. Nell’ottobre 2007 il pm Pietro Montrone chiede l’archiviazione. La parte civile si oppone. Presenta al giudice gli indizi raccolti. Nel febbraio 2008, il magistrato fa retromarcia e chiede nove mesi di reclusione per i poliziotti. L’accusa è omicidio colposo. Il 29 gennaio 2009 tre agenti vengono condannati.
La difesa fa ricorso in appello e ora manca poco al redde rationem. «È stata una fatalità» dice Paolo Pacileo, avvocato degli agenti. «Non c’è stato alcun abuso. Hanno cercato di difendersi. La morte è dovuta alla posizione in cui Rasman si è trovato dopo l’ammanettamento: un fatto imponderabile».
Adesso, in udienza, l’avvocato Defilippi presenterà nuove prove. Come un manico d’ascia macchiato di sangue, trovato a casa del ragazzo. «Nessuno l’ha mai sequestrato» sostiene. «Potrebbe essere stato usato per colpirlo al viso: basterebbe l’esame del dna». Per i poliziotti quel pezzo di legno era stato usato per attaccarli. Discordanza decisiva, che potrebbe chiarire il caso Rasman.
- Martedì 25 Maggio 2010
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Commenti
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Il 7 Giugno 2010 alle 15:03 betoven ha scritto:
I due petardi. Sono stati veramente lanciati da Riccardo?
1) Il marito della signora che ha chiamato la polizia, custode dello stabile, nel verbale lui stesso dice di averli raccolti e consegnati agli agenti. Ma negli atti non sono stati depositati.
2) Alle ore 20, secondo i verbali il botto del primo petardo e il fumo si è verificato davanti alle finestre del vicino che fanno angolo con le finestre di Riccardo, al quarto piano. Allora il petardo non è scoppiato sulla strada e non ha potuto ferire nessuno. Non è stato depositato negli atti nessun referto medico della figlia del custode.
3) Secondo i verbali un’altra vicina di casa dice di aver sentito il primo botto, di essersi affacciata alla finestra e la figlia del custode era già sul terrazzo del vicino che gridava come una pazza, e di aver visto la luce del secondo petardo scendere dall’alto verso il basso.
4) La moglie del custode si trovava a casa sua, al nono piano, sopra l’appartamento di Riccardo; alle ore 20 e 9 minuti ha chiamato la polizia non menzionando il ferimento di sua figlia. Ci chiediamo: come faceva lei a sapere tutto quello che stava succedendo al quarto piano? - Famiglia Rasman
Il 7 Giugno 2010 alle 15:05 betoven ha scritto:
è TERRIBILE QUELLO CHE HANNO FATTO A RICCARDO come possono appellarsi dicendo che non c’ è ATTO DI FATTO??? ma dimenticavAMo loro possono tutto – ma la legge non è uguale per tutti ???-. Ci sono dei limiti da rispettare , e da spiegare .Perchè hanno buttato giù la porta? per prima cosa.Ci sono tre motivi per poter sfondare la porta,ma Riccardo non rientrava in QUESTI . I VERI MOTIVI devono emergere .Perchè è accaduto tutto questo ??,Perchè hanno inventato il ferimento di un timpano?? Perchè hanno tagliato gli alberi sottostanti subito dopo?? ll primo pettardo dalle testmonianze nei verbali risulterebbe essere scopiatto davanti alle finestre del vicino (che fanno angolo con quelle di Riccardo)CHI HA BUTTATO I 2 PETARDI??. Perchè lo hanno legato come un salame???? Perchè non hanno avuto nessuna pietà????????? Hanno sempre parlato di 4 agenti invece erano in 6 agenti e 4 vigili del fuoco, in 10 persone che di solito intervengono per salvare le persone dal pericolo????? Hanno imbrattato la stanza di sangue?????? Continueremo a GRIDARE il dolore che avete provocato alla nostra famiglia.Non hanno fatto nessuna indagine ,qui non c’è nessun sbaglio il biglietto di minaccia di morte parla chiaro. FAMIGLIA RASMAN
Il 7 Giugno 2010 alle 17:44 betoven ha scritto:
Ci sono dei limiti da rispettare : Gli agenti intervenuti a casa di Riccardo non ci risulta essere nel corpo di Polizia Giudiziaria adetta ad intervenire verso le persone malate seguite dal centro salute mentale dove a ogni intervento e presente anche un medico.lA LORO SEDE è IN VIALE MIRAMARE. Questo corpo esegue centinaia di interventi all’anno ma come SI può dimostrare dalla documentazione, verso Riccardo non sono mai intervenuti,perchè Riccardo non è mai stato pericoloso, ne hanno svolto un intervento forzato un TSO. Allora ci chiediamo perchè dopo 5 minuti che erano saliti al 4 piano l’agente Miss decide di chiamare i pompieri per sfondare la porta’???? E chiede alla centrale di verificare se è seguito dal centro salute mentale di Domio se è LUI perchè sul campanello c’è scritto RaZman.Non volevano sbagliare persona??????? Questi agenti non dovevano neanche salire, non era loro competenza!!!!!!.Ma chi erano quei 2 agenti presenti già alle ore 20 e 10 che parlavano con il custode dello stabile sotto casa??? Questi agenti quando arrivarono i pompieri diedero a loro istruzioni dicendo che c’era un esaltato al 4 piano e che c’era da aprire la porta,cosi quando salirono i pompieri al 4 piano loro stessi dicono nei verbali CHE trovarono nel pianerottolo 4 agenti una donna e tre uomini.E spiegano che i poliziotti chiesero il loro aiuto per legare le caviglie di Riccardo. DOVE DOBBIAMO ANDARE PER AVERE UN PROCESSO A PORTE APERTE? RICCARDO ERA UNA PERSONA, ERA UN INVALIDO MILITARE RICONOSCIUTO DALLO STATO ITALIANO non era un semplice civile un Signor nessuno che non aveva passato.FAMIGLIA RASMAN
Il 14 Giugno 2010 alle 1:10 old_sailor ha scritto:
Nelle foto fatte a Riccardo, e anche ai poliziotti, dopo l’intervento della polizia in casa sua si legge forse molto più di quanto è stato scritto. Quei solchi incisi sul volto, quei solchi che hanno martoriato la carne dei polsi; come è possibile che si siano prodotti in pochi minuti, se non usando una forza estrema nello stringere il filo di ferro ai polsi e una sorta di bavaglio che ha solcato il viso? Il Piccolo pubblicando la notizia della querela a Beppe Grillo scrive che l’agente “Miraz gli aveva assestato alcuni pugni al volto”. Fino ad avere i polsini della camicia intrisi di sangue? Fa pensare che il viso era ridotto a una maschera di sangue. E, comunque, fa parte dei protocolli di intervento dei poliziotti?
Le foto aprono la discussione su molti aspetti della tragica vicenda.
Molti punti rimangono oscuri, e quindi sono da chiarire. A cominciare dal fatto che sia successo tutto in casa, dentro la casa di Riccardo. Ma come, la casa non è considerata inviolabile in tutti i paesi civili? Cosa c’era di tanto urgente, dal momento che ai due famigerati petardi non è seguito nient’altro per irritare ulteriormente i vicini di casa? Risulta che in casa di Riccardo non c’erano casse o amplificatori di nessun genere. C’era una radiolina grande come un pacchetto di sigarette. Se anche fosse stato rumoroso, è stato chiarito che non andava in quella casa da mesi, e anche in passato ci andava raramente. E’ stato accertato interrogando tutti gli inquilini che veramente stesse facendo un così grande fracasso nello spazio di pochi minuti al punto da chiamare la polizia?
Si fa presto a ricostruire chi c’era e dove, e cosa hanno visto e sentito; le testimonianze non consentono troppe contraddizioni, se si ascoltano tutti. Dalle notizie finora disponibili sembra che tutte le persone che lamentavano i rumori molesti alla fine si riducono ad un’unica famiglia che abita parecchi piani più in alto di Riccardo. Già nel 2008 c’era scritto in un blog, tuttora attivo: “Perchè non si indaga su chi ha chiamato la polizia?” Nel citato articolo del Piccolo c’è la foto di una signora che da una finestra indica altre finestre. E’ stato verificato sul posto se effettivamente quello che fa una persona in casa può dare spettacolo sconveniente ai coinquilini? Veniamo ai petardi. La famiglia fa sapere, tramite Betoven, che non c’è la minima prova che li abbia gettati Riccardo. Ne consegue che qualcun altro li ha buttati. A quale scopo? Non è che, indagando seriamente, alla fine si scopre che hanno fatto più fracasso quelli che lamentavano il fracasso di Riccardo?
Per arrivare al punto da sfondare una porta dovevano esserci dei motivi gravi, e una situazione di urgenza. Quali erano questi motivi? Qual’era l’urgenza? Inoltre credo occorra il mandato di un magistrato. Chi è quel magistrato? Con quale motivazione lo ha fatto? E’ noto che prima di sfondare i poliziotti chiamavano i servizi di salute mentale per sapere se si trattava di persona in cura. Hanno avuto la risposta? Da chi? Se non l’hanno avuta, e se veramente il giovanotto si comportava come descritto dai vicini, cioè dalla famiglia del portiere, non era ovvio che si trattava di un malato, come si accorge la gente per strada quando nota appunto certi comportamenti? E quindi, per quale motivo hanno deciso lo sfondamento? Per farlo hanno chiamato i vigili del fuoco. Ma è corretto che i vigili del fuoco facciano questo tipo di intervento? E che poi abbiano contribuito a immobilizzare il povero Riccardo e addirittura a legarlo con il filo di ferro, è nei compiti dei vigili del fuoco? Io ho sempre saputo che sono addestrati per salvare la vita delle persone in pericolo, anche a rischio della propria vita. A volte anche per salvare il gattino sul cornicione. Ma legare un giovane col filo di ferro dentro casa sua… non so si si può esserne fieri. Naturalmente saranno stati interrogati, sarebbe opportuno sapere la loro versione dei fatti.
Molti altri interrogativi sorgono dai video pubblicati dalla famiglia. La mamma di Riccardo spiega che c’era sangue dappertutto, sul pavimento, sui muri, sui mobili. E mostra un biglietto che Riccardo aveva trovato sulla porta con una minaccia di morte. Questa cosa è di tale gravità che deve essere indagata in rapporto a quello che è successo. Anche la sorella di Riccardo, Giuliana, ha ricostruito l’intera vicenda di Riccardo in quattro video, suscitando altri interrogativi. Oltre ai quattro poliziotti si scopre che ce n’erano altri due. Il giovane dentro casa sua credo si sentisse assediato da un esercito, perchè c’erano quattro vigili del fuoco, sei poliziotti, e il tutto era cominciato con i vicini talmente avversi a lui da chiamare la polizia. Solo, nel terrore, sente che gli sfondano la porta e vede irrompere 8 uomini in divisa. Proviamo immaginare di trovarsi al posto suo. Quando scrivono nei giornali e nei blog che “era un omone alto 1.85 e di 120 chili” è una tecnica per far intendere che era una persona pericolosa. A questa inizio mistificante a volte aggiungono che era agitato, dava in escandescenze, che aveva vuotato fantomatiche bottiglie di vino, che era lui ad aggredire i poliziotti. Ma questo si direbbe se l’omone grande e grosso fosse entrato in un commissariato di polizia e avesse cominciato a picchiare i poliziotti. Tutti capiscono che è stato aggredito lui, dentro casa sua, da una specie di esercito.
Io espongo queste mie riflessioni,che sono praticamente quelle di tutti, perchè è assurdo si raccolgono certe versioni assolutamente insostenibili.
Le domande che emergono incontro che i fatti sono maggiormente conosciuti, sono semplicemente rivolte a conoscere la verità, che è compito istituzionale del tribunale e diritto costituzionale dei cittadini.
Se sarà dimostrato che si tratta di una disgrazia, e i poliziotti saranno assolti, ci si aspetta che avvenga a seguito di un processo svolto nella massima trasparenza allo scopo di stabilire la verità. Se si avrà l’impressione che ottengano l’assoluzione perchè i poliziotti sono intoccabili, allora non sarà un buon servizio nè per la polizia nè per la magistratura. La fiducia degli italiani nelle istituzioni non è al suo momento migliore. In tutti i casi io credo che anche i giornali e i blog dovrebbero pesare meglio certe espressioni. Scrivere “uscire a testa alta” da un processo per un episodio in cui la vita di un giovane malato è stata violentemente stroncata dà la sensazione di qualcosa di stonato. Anche si trattasse di un incidente stradale non andrebbero usato certe espressioni. Ma naturalmente questa è un’osservazione soggettiva.
Il 18 Giugno 2010 alle 22:33 betoven ha scritto:
Possiamo gradualmente far conoscere come si sono svolti i fatti semplicemente ricorrendo alle deposizioni dei protagonisti di quei tragici momenti, durati complessivamente meno di un’ora. I protagonisti sono tanti, un vero affollamento. Sei poliziotti, quattro vigili del fuoco, numerosi vicini di casa, gli operatori del 118.
Cominciamo dai vigili del fuoco. Come abbiano agito quella tragica sera è dettagliatamente descritto da loro stessi nei verbali della Procura della Repubblica di Trieste. Citiamo i quattro vigili con una sigla. Riportiamo le loro esatte parole, nella stessa sequenza. Omettiamo solo le descrizioni ripetitive.
BM
circa ore 20.40
sul pianerottolo c’erano in tutto quattro agenti, una donna e tre uomini
tutti e quattro gli agenti erano sul letto
hanno aiutato i vigili del fuoco SV e SM
ho visto il sangue sul muro quando uno dei poliziotti ha acceso la luce
ho visto il sangue sul polsino dell’agente biondo
ricordo che la persona da immobilizzare metnre era sul letto faceva degli sforzi per liberarsi, non erano proprio delle grida erano dei versi di fatica
SM
arrivati sul posto c’era un agente (non la donna) che ci attendeva e ci ha messo al corrente
con un leverino ho sforzato la serratura
l’agente donna è ritornata dentro e ha partecipato alla collutazione per fermare la persona deceduta e tutti insieme l’hanno spinto sul letto
il collega SV è andato a prendere la lampada… comunque dentro ci si vedeva, riuscivo a distinguere un agente dalla persona da immobilizzare
dopo che la donna è rientrata ho visto che erano riusciti a bloccarlo sul letto e cercavano di ammanettarlo
in questa fase ho visto che uno degli agenti ha colpito la persona al volto o sulla spalla destra
la persona era supina sul letto e gli agenti cercavano di ammanettarlo
in quel moneto uno degli agenti ci ha chiesto aiuto per immobilizzarlo
SV e io ci siamo avvicinati
io tenevo un arto, non ricordo se la gamba o il braccio e proprio in quel momento sono riusciti ad ammanettarlo
gli agenti erano uno sulle ginocchia della persona poi deceduta e con le mani gli teneva le braccia e le spalle
gli altri erano vicino, uno teneva il braccio destro e uno il braccio sinistro ed erano sul letto
il quarto forse era sopra il letto
i due pugni li ho visti quando mi trovavo dal letto
questo è successo poco prima di ammanettarlo
una volta ammanettato lo hanno fatto distendere per terra a pancia in giù
era ancora vivo, si dimenava, sono sicuro di ciò perchè gli tenevamo le gambe e quindi gli abbiamo legato le caviglie con un cordino
la persona poi deceduta continuava a lamentarsi
non ricordo le parole precise
non sembrava assolutamente in pericolo di vita
ho visto che aveva i capelli sporchi di sangue
sono sicuro che la chiazza di sangue sopra il letto fosse già lì prima dei pugni
la prima cosa che ho visto è stato il sangue sul muro
dopo aver fermato l’uomo a terra ci hanno detto che potevamo andarcene e così abbiamo fatto
preciso che l’uomo l’abbiamo lasciato disteso dove l’ho disegnato (sul pavimento, in mezzo alla stanza)
siamo andati giù, abbiamo risposto gli attrezzi nel camion ed un agente, non so chi, c’erano tanti poliziotti in quel momento, ci ha chiesto se tra di noi c’era qualcuno esperto in pronto soccorso perchè la persona non stava bene
dal momento che ho fatto da poco un corso di pronto soccorso il caposquadra e io siamo tornati sul posto, dieci minuti dopo che eravamo scesi
arrivato sul posto ho visto il Rasman che non dava segni div ita, violaceo in viso
ho quindi praticato le prime nozioni di pronto soccorso, quali ipertensione del capo, ho controllato la bocca che non fosse occlusa, ho sentito sul collo se percepivo segni di battiti e di respiro
Non vedendo nè battiti nè respiro, ho iniziato subito una respirazione artificiale e massaggio cardiaco
dopo neanche un minuto ho lasciato Rasman alle cure del personale del 118 che nel frattempo era sopraggiunto.
la persona si trovava dove l’avevamo lasciato quando siamo scesi e nella stessa posizione, l’unica differenza era che non era più ammanettato.
SV
arrivati sul posto c’erano degli agenti
siamo saliti e siamo arrivati davanti alla porta da aprire
alla porta c’erano c’erano alcuni agenti, una donna e tre uomini
gli agenti ci hanno chiesto se potevamo dare loro una mano
io lo tenevo fermo per una gamba
l’altro collega mi sembra che lo tenesse per l’altra gamba
la situazione era in movimento, sopra il letto c’era un grumo di persone
la persona si dimenava ed era molto forte
gli agenti cercavano di farlo girare per ammanettarlo con le mani dietro la schiena
in questa fase la persona è stata portata sul pavimento in posizione distesa a pancia sotto
io lo tenevo per un braccio e tutti gli agenti cercavano di tenerlo fermo
uno dei poliziotti è riuscito ad ammanettarlo
tornando al momento in cui l’uomo è stato ammanettato, devo dire che poco dopo sono arrivati altri agenti, i quali ci hanno detto che potevamo andare via e così abbiamo fatto
per me la persona era viva perchè ogni tanto si muoveva
BW
… erano tutti sul letto
gli agenti cercavano di bloccarlo tenendogli le mani e le braccia, ma lui era molto forte e si dimenava
i colleghi Sadocco e Sisti sono intervenuti per tenerlo fermo
dopo l’intervento dei miei colleghi, dopo un certo tempo gli agenti sono riusciti ad ammanettarlo e hanno portato la persona poi deceduta dal letto al pavimento, ponendola in posizione pancia sotto con le mani dietro la schiena
dopo averlo immobilizzato ci hanno detto che ce ne potevamo andare
quando ce ne siamo andati per la prima volta, la persona poi deceduta mi sembrava viva, si muoveva, ma non parlava
==================================================
L’osservazione di BW che Riccardo non parlava diventa ovvia se si osserva la foto che mostra il volto con i profondi solchi causati da una sorta di bavaglio stretto con tale forza da segargli le carni.
Il 19 Giugno 2010 alle 15:55 betoven ha scritto:
Pensare che i vigili del fuoco abbiano messo mano e fare un’azione simile legare il povero Riccardo con il fil di ferro ci chiediamo MA DOVE VIVIAMO’????? PERCHè NON SONO STATI PURE QUESTI 4 VIGILI DEL FUOCO INDAGATI??????? DATO che loro stessi hanno detto di aver fatto questo ?? neppure loro hanno avuto pietà nè umanità hanno visto cosa hanno fatto e detto i poliziotti ma non li hanno fermati con un pò di buon senso anzi quando gli hanno detto di andare via sono sciesi tranquilli come se niente era sucesso potevano chiamare il 118 in soccorso dato che la stanza era piena di sangue Riccardo era ferito.Alla fine della guerra legavano le persone con il fil di ferro e le gettavano nelle foibe abbiamo ricominciato ?????? Hanno legato Riccardo in quel modo perchè vivesse o perchè morisse come un animale al mattatoio???????? SONO MOLTO dispiaciuto e adolorato vedendo che per le nostre autorità la mia famiglia è considerata gente da macero nella loro indifferenza massima nel loro processo abbreviato non ci hanno chiesto neanche come ci chiamiamo il loro pensiero è solo finire questa brutta storia ma sono stati loro a CAUSARLA e noi vogliamo sapere perchè tanto ODIO chi c’è dietro a tutto questo ???? PADRE DI RICCARDO
Il 22 Giugno 2010 alle 17:34 betoven ha scritto:
Riccardo non è stato pestato senza motivo. Dato che il Giudice ha stabilito che i 4 agenti hanno sfondato la porta svolgendo il loro dovere il motivo ci deve essere ……la notte che sono venuti dai genitori a dire che Riccardo era MORTO hanno detto il loro motivo-aveva fatto SANGUE all’ orecchio di una ragazza perchè aveva lanciato dei petardi in strada E LORO DEVONO AGIRE QUANDO Cè SANGUE – TUTTO QUESTO SI è RIVELATO INFONDATO . ALLORA QUAL’è IL MOTIVO????? Chi è di competenza avrebbe dovuto investigare ,svolgere un processo interrogando tutti gli interesatti dato che è stato anche depositato un biglietto di minaccia di morte con le perizie di seguito che rivela chi ha scritto quel biglietto e perchè .Perchè questa strada rimane da chiarire . non siamo d’accordo che questo stato non è in grado di fare nulla, hanno anche loro le leggi da rispettare’
Il 22 Luglio 2010 alle 15:21 betoven ha scritto:
Trieste:Licenza per assassinare? Dieci uomini in uniforme stroncano la vita di un invalido militare. Riccardo Rasman. I suoi genitori vivevano in una cittadina vicino a Trieste . La guerra ha cambiato i confini e loro si sono trovati in uno stato totalitario comunista . Allora fecero una scelta come molti altri Italiani :abbandonarono tutto quello che avevano per venire a vivere nel loro paese ,I’Italia . Riccardo fu allevato a Trieste .Sano ,laborioso ,allegro ,affettuoso,come i suoi genitori e sua sorella. Durante il servizio militare in Aeronautica gli si sviluppo’ un grave scompenso mentale in conseguenza di gravi atti di nonnismo subiti fisicamente psicologicamente. Lo stato riconobbe la grave condizione ,80% di invalidità e di conseguenza gli assegno’una pensione di invalidità in relazione al suo servizio militare . Per una persona che soffre di disturbi mentali a Treste la vita è molto più difficile che in qualsiasi altro posto . Trieste è la città dove l’ospedale psichiatrico è stato distrutto senza creare alternative,condannando il malato alla strada ,alla prigione ,alla morte . I leggendari PSICHIATRI diTrieste usano metodi molto strani di trattamento .Continuavano a dire alla famiglia che se Riccardo mostrava segni di aggressività dovevano denunciarlo alla polizia .Lo hanno pure scritto sulla cartella clinica . Ma Riccardo subi’ anche altre cattiverie ,da altre persone .Riccardo aveva monocale dell’Ater ,che usava raramente .Un giorno trovò affisso sulla porta un biglietto con una scritta :” per morto Riccardo vedrà tra qualche tempo questa posizione “ Questa scritta a mano libera ,ci sono anche due date diverse che rivelano perchè di tanta rabbia . Una sera Riccardo saluta i suoi genitori dicendo ci vediamo fra qualche ora vado a dare un’ occhiata al monolocale e poi vado a cena da amici. Era quasi un mese che non ci andava .ERA appena entrato in casa con lui aveva il suo cane si toglie le scarpe gli da, da mangiare al cane sente un botto davanti alle sue finestre esce sul terazzino e vede il suo vicino Cavallaro Roberto che dal suo terrazino con la Romina Pollanz figlia del custode che abita al nono piano gridare come una pazza ,se non smetti di buttare petardi chiamiamo la polizia , chi SA cosa avrà pensato Riccardo,???? avranno bevuto!!!!.Lui non sa che di sotto c ‘erano già 2 agenti che avevano pensato di inventarsi il ferimento di un timpano .LA madre di Romina sapeva già tutto ,-anche per questo c’è una spiegazione- e dal 9 piano chiama la centrale dicendo che al 4piano c ‘era Rasman che buttava petardi ,grossi petardi come bombe. Ma non menziona del ferimento a sua figlia ,difatti se era sul terrazzino al 4 piano non c’era nessun ferimento. Ora ci chiediamo chi ha buttato i petardi se i 2 petardi sono scoppiati davanti alle finestre di Riccardo.?????? Domanda interessante che ha una risposta . Non serve raccontare cosa è sucesso in seguito lo sapiamo bene ,ma è interessante sapere le affermazioni di almeno 2 agenti dopo che Riccardo era morto “cosi’non disturberà più nessuno” COSI ‘viene da chiedersi a chi dava cosi’ fastidio da portarlo sino alla morte???? perchè i giorni sucessivi i vicini hanno dichiarato che non avevano più vita da quando Riccardo abitava li’ che era sempre ubriaco ,è dimostrabile che non dissero la verità. Dissero che quella sera lo avevano visto bere in cucinino questo è falso, non potevano vedere l’interno perchè i vetri del cucinino sono bianchi non trasparenti ,come si può notarlo anche dalle foto sul giornale Piccolo. L’aptosia difatti dimostrò che non aveva alcool in corpo noi abbiamo trovato una bottiglia di cocacola ,e le foto fatte quella sera dimostrano che nel frigorifero non c’era nulla da mangiare ,questo conferma anche che non era mai li .ma hanno avuto anche il tempo di mettere una bottiglia vuota di vino fuori dalla porta ,per far vedere che era fuori di se , proprio una cattivera per far vedere quello che non c’era .Comunque anche se Riccardo avrebbe fatto dei danni non era questo il modo di agire non erano autorizzati a ucciderlo ci sono i tribunali a posta per giudicare i trasgressori e la pena di morte non esiste nel nostro paese ancora ,ameno che non abbiano eseguito un ordine superiore , difatti dissero che avevano fatto il loro dovere ,il dovere si fa quando c’è un comando .Se per 2 petardi meritava la morte ,loro che lo hanno massacrato cosa meritano???? L’ispettore Ragazzi Paolo cosa merita che si è inventato il ferimento di un timpano ??? E’straordinario come hanno pensato di fare, solo una mente studiata poteva modificare sul posto i reali fatti ,scritti in seguito però nei verbali. Pensavano che nessuno mai li leggerà ?? ci dispiace questa e stata una idea azzardata. FAMIGLIA RASMAN http://riccardorasman.altervis.....ta.com/
Il 31 Luglio 2010 alle 19:42 betoven ha scritto:
Storia della famiglia Rasman ,dedicato a Riccardo perchè aveva un passato e un futuro certo. Video –Trieste, License to Murder ?…… http://www.youtube.com/watch?v.....uO6Kdz8CpU
Il 9 Agosto 2010 alle 15:01 betoven ha scritto:
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Il 10 Agosto 2010 alle 14:25 betoven ha scritto:
RICOSTRUZIONE DEI FATTI
Verso le 19.30 Riccardo saluta i suoi genitori in campagna, Puglie di Domio, incontra i vicini della campagna, marito e moglie, di cognome Camerata, e si ferma a salutarli. Erano nelle rispettive macchine, Riccardo davanti, i genitori dietro. Si separarono al bivio. I genitori andarono a casa, e Riccardo, come disse ai genitori, sarebbe andato in via Grego. Poi verso le 21.00 sarebbe andato dagli amici a Borgo San Sergio a cena, per festeggiare perchè il lunedì avrebbe iniziato un lavoro trovato dall’amico, poi sarebbe tornato a casa, dai genitori. Le ultime parole che disse a sua madre: “Ci vediamo fra qualche ora”. Riccardo, arrivato in via Grego, lasciò la macchina dietro al palazzo, in alto, nel parcheggio, sotto la lampada, sotto le sue finestre. Lì abbiamo trovato la macchina parcheggiata il giorno dopo. Erano circa le 19.45; lo possiamo affermare con certezza avendolo verificato facendo lo stesso percorso. Siamo saliti al IV piano con l’ascensore, e siamo arrivati nell’atrio dell’appartamento al IV piano verso le 19.48. Il signor Franco Polanz ha l’abitudine di portare il cane fuori, come riferito dai vicini, verso le 19.30; sempre lui, mai la figlia Romina. Così detto da Patrizia, la padrona del bar di fronte al condominio; verificato in seguito se era vero.
lizia. A chi ha telefonato? Chiediamo di verificare a chi ha telefonato della polizia: Forse a Ragazzi Paolo? Perchè testimoni dicono che verso le 20.10 c’era già una macchina della polizia, e Forse si sono incontrati nel portone, o lo ha visto in macchina. Certo è che Verso le 19.45 Polanz Franco probabilmente vede Riccardo arrivare..45, come dichiara Polanz Franco, lui telefona a qualcuno della poPolanz Franco parlava vicino alla volante, e lì si trovava anche altra gente. Polanz Franco aveva una torcia in mano e stava davanti al portone e non lasciava entrare o uscire nessuno.
Primo: risulta, come dice la Steiner e la Antonella Gagliani, che verso le ore 20.00 c’è stato il primo nono piano, da una posizione molto più alta dell’alloggio di Rasman al quarto piano, come riferito dalla Hudorovich Marina nella dichiarazione a Di Lullo, in cui dichiara di aver visto una luce, come di un petardo, dall’alto verso il basso; subito dopo le ore 20. ti. Secondo. La Polanz Annamaria infatti chiama il 113 alle ore 20.09 da casa sua, subito dopo i due petardi, e dopo scende al IV piano, a casa di Roberto Cavallaro, dove trova anche sua figlia Romina, la Steiner e la Antonella Gagliani. E attendono l’arrivo della polizia. La madre di Roberto, vedendo che Riccardo si stava preparando per uscire, chiama Polanz Franco in portone, che stava aspettando la polizia, per fargli accelerare l’intervento. Roberto Cavallaro si vede arrivare alla sua porta l’agente Miss con l’agente Gatti; Miss va al terrazzino per parlare con Riccardo per fargli aprire la porta. Quando rientra Miss dice che si è offeso perchè Riccardo non vuole aprire, e quindi avrebbe chiamato i vigili del fuoco e rinforzi. Questo alle 20.25. Alle 20.35 arrivano altri due agenti: Miraz e De Biasi, che salgono al IV piano, in attesa dei vigili. Secondo la registrazione telefonica, alle 20.38.08 Miss chiama la centrale chiedendo di verificare il cognome del tipo, che non vuole aprire” Almeno quello
scritto sul campanello, e informati, o presso Domio o stanza 39, per sapere se è seguito. Sul campanello risulta Razman (con la zeta)”. Da questo si deduce:
Primo: sapevano che Riccardo era seguito dal centro di salute mentale; Secondo: cercavano di vedere se era Rasman, per non sbagliare persona. Questo confermato dalla successiva chiamata, 20.38.44 da Miraz dicendo: “Dovrebbe essere uno s’ciavo, però potrebbe essere un cognome abbastanza diffuso, quindi NON E’ DETTO CHE SIA LUI .••. Magari fai l’anagrafico PER VEDERE SE E’ LUI. Alle 20.43.06 centrale 113 risponde: “OK, dovrebbe essere Rasman Riccardo”. E Miraz risponde: “Rasman Giuliano?”
Domanda: Che cosa voleva dire con questa frase? “Anche se volevi nasconderti con cognome alterato pensavi che non ti trovassimo?” Dopo di questo hanno dato ordine ai vigili di sfondare la porta.
Quando arrivano i vigili del fuoco, quattro, in portone trovano altri due agenti in attesa per indicare la persona segnalata, che era alterata. Saliti i vigili del fuoco al IV piano, come sostiene il vigile del fuoco Sadoch Giovanni, trovarono gli altri agenti nel pianerottolo: tre uomini ed una donna, che ordinarono di sfondare la porta. Questi agenti avevano già il manganello in mano, per lo meno uno di loro. Entrati, vi lasciamo immaginare come, hanno ammauali ci hanno detto che potevamo andare via, e così abbiamo fatto”. Riccardo era ancora vivo, anche se, immobilizzato in quelle tremende condizioni e con la testa insanguinata.
Dopo dieci minuti sono stati richiamati. Risaliti, da quanto si comprende, questi due altri agenti non c’erano più. Chi erano? Sospettiamo che fossero Ragazzi Paolo e Costa Giampiero. Costa Giampiero è maestro di Karate, come lui stesso riferisce negli atti. Maestro istruttore in diverse scuole.
Da come Franco Polanz dichiara, lui ha raccolto i petardi a terra, scoppiati, e consegnati agli agenti.
Domanda: come mai questi petardi non sono negli atti come corpo di reato? Abbiamo trovato sul tavolo tre petardi e chiediamo di analizzare le impronte per scoprire chi li ha messi là.
Domanda: negli atti non compare nemmeno il referto medico di Romina Polanz per lesioni all’orecchio. Da quanto constatato dalle dichiarazioni di Romina Polanz, abbiamo notato che era molto attenta a precisa nello svolgimento degli avvenimenti; significa che stava bene. Si ricordava per filo e per segno come si sono svolti i fatti, però dopo l’arrivo dei poliziotti.
Domanda: la notte del 28 ottobre del 2006, alle 2.30 di notte, vari agenti della polizia sono andati a casa della famiglia Rasman per comunicare il decesso di Riccardo.
V.Sov. Ronchi Andrea ci ha riferito che Riccardo aveva ferito a sangue una ragazza, e per questo loro hanno agito. C’erano sei agenti intervenuti. Ritornando ai fatti, domanda: Alle ore 20.10 Ragazzi Paolo dice di essere stato contattato dal 113 per un ferimento a una ragazza:
Domanda: come faceva a sapere Ragazzi Paolo del ferimento se la Polanz, chiamando il 113 alle ore 20.09 non ne fa menzione? Una spiegazione ci sarebbe:
Ragazzi Paolo alle ore 20.10 si trovava già sotto casa in via Grego, e parlava con Franco Polanz, come risulta dal testimone. Così hanno appianato ogni cosa. Ragazzi Paolo a pagina 30, nella sua annotazione, dice che aprirono la porta di ingresso per accertare lo stato psicofisico dell’uomo. Quindi è evidente che erano a conoscenza che avevano a che fare con una persona psichicamente malata, e sapevano anche che era “seguito” dal CSM del Domio.
Domanda: perchè non hanno chiesto l’intervento degli operatori del centro di salute mentale che, notoriamente, sono impegnati a dare servizio 24/24 per sette giorni (v. Allegato).
Domanda: negli atti non è depositato il mandato per entrare nell’appartamento del Rasman; e poi, si entra con i manganelli per aiutare una persona psichicamente malata?
Ragazzi Paolo a pagina 31 della sua dichiarazione, parla di sospetta intossicazione medicamenti.
Domanda: quale qualifica medica possiede Ragazzi?
Alle ore 21.06 nella sua annotazione Ragazzi dichiara di essere salito nell’appartamento di Rasman con Costa Gianpiero; dalla registrazione questo risulta. Ma Alle ore 21.14 Ragazzi dice: “Sto arrivando, sono sullo svincolo di via Forti con via Grego”; e ride! “ha ha ha ha”.
Domanda: cosa significa questa risata? Dico di essere in un posto e invece so solo io dove sono?” Ma non era già salito alle ore 21.06?
L’autista di Ragazzi Paolo, Costa Gianpiero, a pagina 1173 della sua dichiarazione, precisa lui stesso che, per assumere tale incarico, essendo il regolamento di polizia, occorre essere in possesso di una qualifica non inferiore della cintura marrone di determinate discipline marziali, “Ed io sono 2 di dan Ju jitsu, oltre che cintura marrone di kick boxing.
Va sottolineato che Franco Polanz lavora nell’ufficio-portierato dello stabile, che è un’attività della Cooperativa Basaglia. Collabora col dr Marsilli, responsabile del CSM Domio. Conosce tutti gli inquilini dello stabile che sono seguiti dal CSM Domio. Difatti, lo stesso Polanz FRanco, al telegiornale regionale del TG3 sabato 28 ottobre 2006, dice che Riccardo “Prendeva i farmaci, si vede che ha bevuto, ha fatto un cocktail ed è morto. ”
Successivamente FRanco Polanz ci ha riferito, alla famiglia incontrata per strada, che lui ha visto Riccardo tre volte in tutto. Allora gli abbiamo chiesto
come sapeva che Riccardo prendeva i farmaci e beveva. Non ci ha dato risposta
Il 20 Agosto 2010 alle 17:17 betoven ha scritto:
In questo stabile c’è un ufficio che si chiama COOPERATIVA BASAGLIA , POLLANZ avendo un telefonino della ditta è disponibile 24 su 24 ore se gli inquilini hanno bisogno di assistenza sanitaria dal distretto 3, che sarebbe il ( centro di salute mentale di DOMIO) POLLANZ LAVORA con la Sanità.Tutti gli inquilini lo sanno, cosi’ Pollanz conosce tutti coloro che sono seguiti dal centro di salute mentale .Conosceva anche Riccardo perchè il giorno dopo ha fatto rapporto a Domio di cosa era sucesso in casa sua il 27 ottobre 2006, è stato riportato nella cartella clinica .
.Hanno scritto : Con nostra grande sorpresa stamattina abbiamo appreso della notizia del suo decesso. Loriana Frattini,messa al corrente dal sig.Pollanz (suo vicino di via Grego),HA DETTO che il fatto è avvenuto in serata dopo un parapiglia accaduto in casa sua (in via Grego) dopo l’arrivo di una pattuglia del 113 , chiamata per i comportamenti clamorosi (forse dovuti all’ alcool) che il Rasman aveva in casa .Sta di fatto che, ad un certo punto pare che Riccardo si sia accasciato e sia rimasto a terra.—– Bisogna sottolineare che la sig. Loriana Frattini lavora con Pollanz all’ufficio Sociale , SI PARLA CHE A DOMIO HANNO AVUTO UNA GRANDE SORPRESA PER LA MORTE DI RICCARDO , usare il termine sorpresa ci da l’idea che se l’ aspettavano che sarebbe successo ,ma non sapevano quando.famiglia Rasman /
Il 20 Agosto 2010 alle 17:20 betoven ha scritto:
E come si può notare non si parla che c’era stato un ferimento a un timpano della figlia del custode Pollanz , e neanche in questo caso non parlano del ferimento , come la moglie di Pollanz non lo menzionò quando chiamò la polizia quella sera ,ma parlano di comportamenti clamorosi dovuti all’ alcool , allora RICCARDO è morto per i suoi comportamenti clamorosi, voremmo sapere quali ?? se era appena arrivato in casa,aveva con se una piccola radiolina tascabile ,mamma mia quanta confusione da non poter studiare come disse la vicina Stanier!!!!i pertrdi 2 per precisione sono scoppiati davanti le finestre di Riccardo, vorremo sapere chi li ha lanciati???? perchè hanno fatto tutta questa montatura???? per trovare una scusa per buttare giù la porta !!!!!L’ispettore Ragazzi Paolo disse darò altri raguagli ,quali ne aveva già dati prima???? Trattare cosi’ un invalido ,2 agenti dissero quando Riccardo era morto cosi’ non disturberà più nessuno, cosi’si cura i malati ,chi è di peso alla società si elimina in un modo o in un altro,e hanno l’appoggio di tutto il Parlamento come detto dal giornalista Stefano Zurlo parlando di Stefano Cucchi, poveri noi…..famiglia Rasman
Il 20 Agosto 2010 alle 17:23 betoven ha scritto:
Che dire dei Dottori del centro di salute mentale di Domio? Riccardo era in cura da loro per 14 anni , e basterebbe analizzare la cartella clinica per rendersi conto di come valutavano la famiglia e Riccardo come lo hanno curato ,con quali medicinali loro pensavano di curarlo, senza tener conto della loro indifferenza e dei loro ricatti , dicono che i veri Dottori sono tali quando si preoccupano dei loro pazienti quando stanno male ,ma a loro questa asserzione non incalza minimamente , questi non sono dei veri dottori perchè non si sono mai preoccupati della salute di Riccardo a loro dava fastidio quando la famiglia voleva chiedere il loro aiuto o voleva parlare con loro , tanto che vedendo che Riccardo peggiorava la famiglia lo portò a curarsi fuori Trieste diverse volte ,fino a quando questi dottori gli dissero che non doveva andare fuori provincia a curarsi se voleva avere le medicine , gli cambiarono medicinali cosi’ stava sempre peggio ,e di conseguenza dissero ai famigliari che se recava difficoltà di denunciarlo perchè cosi’ funziona la costituzione Italiana , la preoccupazione della famiglia per la salute di Riccardo la valutavano come un affronto nei loro confronti ,ci chiediamo se questi sono VERI Dottori? Non possono esserlo la loro preoccupazione il loro fine non è quello di aiuto ma di condanna la famiglia e il malato , con i medicinali che gli davano avrebbe dovuto man mano stare meglio ,come quando si curava fuori Trieste invece come risulta dalla cartella clinica gli davano medicine da cavallo per far star male chiunque . Perchè lo curavano in questo modo ??? Senza nessuna pietà per la condizione che questo recava a Riccardo e alla famiglia , il loro obbietivo era di allontanarlo e di rinchiuderlo in qualche posto, e per questo anche che lo volevano allontanarlo dalla famiglia assegnandogli cosi’ un monolocale ,nonostante non ne avesse diritto per 6 motivi l’ater glielo assegno.famiglia rasman
Il 21 Agosto 2010 alle 10:09 betoven ha scritto:
Nel 1992 mi hanno cosegnato mio figlio ammalato, Riccardo li denunciò ma venne archiviato.Nel 1999 subi’ un pestaggio da 2 agenti trauma cranico e facciale in casa dei genitori non sapendo perchè . Riccardo li denunciò ma venne archiviato,contro querela venne condanando pena sospesa, nel 2006 venne massacrato i casa sua in mezzora.
Il 23 Agosto 2010 alle 21:43 betoven ha scritto:
C’è una cosa su cui siamo tutti d’accordo : commettiamo tutti degli errori e facciamocose di cui poi ci rammarichiamo.Ma basta questo a spiegare tutte le cose cattive ,piccole e grandi, che viediamo o di cui sentiamoparlare ottraverso i mezzi di informazione ? In generale le persone riconoscono che ci sono confini morali che non andrebbero mai varcati, come pure il fatto che l’uomo ha la capacità di trattenersi dal compiere azioni malvage.C’è una bella differenza tra dire involontariamente qualcosa di inesatto e diffamare qualcuno, tra ferire una persona in maniera accidentale e commettere un omicidio premeditato. Eppure a compiere azioniscioccanti spesso sono persone apparentemente normali, i classici vicini di casa. Ma com’è possibile?Perchè la gente fa cose tanto cattive? famiglia rasman
Il 24 Agosto 2010 alle 9:43 betoven ha scritto:
Nel 1992 mi hanno cosegnato mio figlio ammalato, Riccardo li denunciò ma venne archiviato.Nel 1999 subi’ un pestaggio da 2 agenti trauma cranico e facciale in casa dei genitori non sapendo perchè . Riccardo li denunciò ma venne archiviato,contro querela venne condanando pena sospesa, nel 2006 venne massacrato i casa sua in mezzora. Me lo hanno consegnato morto. Padre di riccardo
Il 25 Agosto 2010 alle 12:49 betoven ha scritto:
La famiglia Rasman vuole che si sappia…
giu 20
riccardorasmanSenza categoria No Comments
… quello che è successo, quello che è stato fatto a Riccardo. Conoscere i fatti e come si sono svolti è l’unico modo per far emergere la verità. Solo sulla base della verità, di tutta la verità, può essere fatta giustizia.
(contatti: principessa473@tiscali.it)
Ricostruzione dei fatti
giu 19
riccardorasmanSenza categoria No Comments
Questa ricostruzione dei fatti è stata fatta dalla famiglia di Riccardo. E’ la premessa di un grosso dossier in cui ci sono le deposizioni firmate dei poliziotti, dei vigili del fuoco, dei vicini di casa. Ci sono inoltre altri documenti: alcune foto che chiarivano completamente lo scenario in cui la tragica vicenda si è svolta: le case, le finestre, i piani, i terrazzini; accompagnate da opportune annotazioni. E altri documenti ancora.Questo dossier è stato depositato in tribunale il 14 gennaio 2009, prima del processo con rito abbreviato. Il giorno dell’udienza il giudice ci ha restituito il dossier assieme a due perizie (di tre perizie consegnate ne ha trattenuta una). Nel consegnarci questi documenti il giudice Enzo Truncellito ci disse.di non sapere chi li avesse consegnati. Evidentemente non voleva tenere conto della ricostruzione dei fatti. La ricostruzione dei fatti e altri testi che seguiranno si basano sulle citate deposizioni firmate.
Lo scrivente Ispettore C. Rabbaioli Giorgio, pagina 141:
lug 21
riccardorasmanSenza categoria Commenti disabilitati
Lo scrivente Ispettor C. Rabbaioli Giorgio, pagina 141:
dichiara di aver contattato alle ore 17 “Billy”, pagina 143. Lo stesso veniva identificato per De Stefani Claudio. Questi riferiva che il suocero, Balzano Renato, deceduto circa 12 anni fa, se ben ricorda, per motivi legati all’accesso di una sua proprietà, era venuto a diverbio con gli appartenenti alla famiglia Rasman, proprietari del terreno su cui gravava la servitù di passaggio. Domanda: da dove l’Ispettor C. Rabbaioli Giorgio ha preso queste informazioni? Subito dopo aver contattato gli inquilini di quello stabile?
Così la famiglia Rasman dichiara: Balzano Renato si appoggiò all’avvocato Fabia Bossi contro la famiglia Rasman per aver il passaggio sulla proprietà dei Rasman, pur avendo altre strade di accesso al suo terreno. Perchè Balzano Renato e Remigio Bossi, padre di Fabia Bossi, sono confinanti al terreno della famiglia Rasman. Dichiariamo che all’udienza del giugno 2000, dinanzi al giudice Annamaria Fanelli, Fabia Bossi, al nostro avvocato Sancin, i familiari di Riccardo dissero alla Fanelli che avevano un figlio ammalato e di tener conto di questo. La Bossi disse: “Allora lo portiamo via”. La giudice Fanelli chiese:
“Dove lo vuoi portare?”
A un’udienza del giudice di pace nel 2000, l’avvocato Nardi Giuseppe, che sosteneva la causa Fabia Bossi, disse: “Ci sono molte persone come i Rasman rinchiuse in Coroneo; sono gente da macero.”
Come già depositato negli atti del 5 ottobre del 2007 dalla famiglia Rasman, si può notare il ritrovamento di un biglietto di sentenza di morte indirizzato a Riccardo. Fatta la perizia calligrafica e fatta la perizia penna, risulta essere dalla stessa mano di Fabia Bossi.
Come sapeva Fabia Bossi che Riccardo si troverà in quella posizione, morto? Come è stato scritto, così è stato fatto.
Dobbiamo rendere noto che Riccardo da circa un anno e mezzo prima della morte a volte ci confidava le sue paure, particolarmente con la mamma, fino a pochi giorni dalla tragedia. Pensavamo che dipendesse dal suo problema, ma avevamo capito che si trattava anche di vera e propria minaccia dopo aver trovato il biglietto al monolocale in via Grego, in un cassetto.
Esattamente un mese dopo il tragico decesso, la mamma di Riccardo riceve una querela dalla Fabia Bossi.
Il 2 Settembre 2010 alle 0:46 betoven ha scritto:
LA SOCIETA ITALIANA?’ OLIGARCHIA E BESTIAME
10 min - 6 ore fa - Caricato da marinero39
http://www.youtube.com http://www.giuliocomuzzi.it … Giulio Comuzzi Brasil Mario Riccardo Rasman marinero39 psichiatria …
Il 3 Settembre 2010 alle 19:10 betoven ha scritto:
video Trieste, 18 febbraio 2010 - Comitato Legalità Trieste …
- 08:35
3 set 2010 … Parole chiave: giulio comuzzi brasile mario riccardo rasman marinero39 psichiatria politica amministratori sostegno basaglia rotelli acqua …
http://www.kewego.it/video/iLy.....f8Sz_.html -
6758
1 ora fa
Il 4 Settembre 2010 alle 15:58 betoven ha scritto:
1. Riccardo Rasman:
Mi hanno ammalato, mi hanno bruciato i beni, mi hanno condannato, mi hanno derubato, mi hanno picchiato ,mi hanno sedato,mi hanno minacciato di morte, mi hanno massacrato, mi hanno calunniato, mi hanno ucciso , perchè ? sono un signor nessuno gente da macero , sempre fiducioso della giustizia gridavo aiuto ma hanno sempre tutto archiviato ora non disturbo più i vicini di casa con la mia piccola radiolina mio padre non suona più la fisarmonica perchè gli manco ,che cosa mi avete fatto? Mi avete ucciso in casa mia , io che amavo la vita anche se soffrivo nel mio male , volevo vivere il mio sangue innocente che avete sparso continuerà a gridare la mia innocenza, ma la Giustiza un giorno verrà.
Il 4 Settembre 2010 alle 19:38 betoven ha scritto:
Padre di Riccardo — un minuto fa
Per anni è stata perpetrata una persecuzione alla mia famiglia , già nel 1999 si sono presentati davanti alla mia casa 2 agenti di polizia chiedendo se era in casa Riccardo senza spiegare niente lo hanno preso per i polsi e lo volevano con la forza portarlo fuori casa,hanno inniziato a picchiarlo ancora adesso non capisco perchè!…..in seguito ci hanno denunciato ,io perchè non ho picchiato mio figlio ,lui per resistenza al pubblico ufficiale ,dopo la sua morte nel 2006 abbiamo scoperto anche per calunnia era stato condannato a 8 mesi perchè Riccardo li aveva querelati dato che era stato ferito ,trauma cranico e facciale ,il referto medico parlava chiaro ma lo hanno fatto archiviare . A nostra insaputa lo hanno condannato e la pena è stata sospesa ,i dottori del c.s.m. di Domio lo sapevano ma non ci hanno mai detto che avevano dichiarato al Giudice che Riccardo non era idoneo ad assistare all’udienza. Hanno fatto ,scrittto ,condannato, anche il 2-ottobre 2006 Riccardo è stato condannato per stato di ebbrezza ,come recitivo forse era arrivata l’ora che sarebbe stato portato in carcere ,ma la pena venne sospesa. 27-ottobre2006 viene ucciso in casa sua, disse il capocasa che lavora per il c.s.m. ,che aveva avuto Riccardo comportamenti clamorosi forse dovuti all’alcool ,e misero una bottiglia di vino fuori dalla porta, ma l’aptosia dimostra che non aveva nessuna sostanza in corpo. Ora ci dovranno spiegare tutta questa faccenda , perchè hanno fatto tanto …..mi hanno consegnato MIO FIGLIO MORTO dopo tutti questi anni ,questa è la paga per un padre che era sempre per lui ,e lui per me un sostegno , a 80 anni uomini dello Stato mi avete fatto un bel regalo, mi sono lasciato condannare per mio figlio cosi’ la finiranno di perseguitarci ,pensavo, chi va a portare le ragioni vere e sane a chi non vuole sentire ,è meglio finirla cosi’. Ma hanno continuato i cosi detti dottori c.s.m. mi hanno umiliato, minacciato ,e incorragiato a denunciare mio figlio cosi’ lo avrebbero portato via una volta per sempre con la polizia , questo poco tempo prima dell’udienza del 2.ottobre 2006 , c’è la documentazione che ne parla , quella documentazione che loro avevano nascosto dopo la morte di Riccardo. Le istituzioni che sono pagate da noi ,e formate per i cittadini ,fanno simili disegni criminosi.????
Il 16 Settembre 2010 alle 20:35 betoven ha scritto:
Il 15-09-2010 i Giudici della corte di appello di trieste hanno depositato la sentenza confermando la precedente condanna -omicidio colposo- all’inizio hanno richiesto l’archivizione 3 volte , per l’udienza in appello hanno chiesto di essere prosciolti perchè non c’è atto di fatto . Allora chi lo ha massacrato ??? chi crea un omicidio colposo riconosce lo sbaglio e deve socorrere il mal capitato per non incorrere in altre sanzioni, ma qui sembra che nessuno abbia delle responabilità ne i poliziotti ne i vigili del fuoco ne i vicini ne i dottori eccc….. hanno chiesto loro il processo a rito abbreviato perchè cosi’ la pena viene diminuita questo per legge se riconoscono la loro colpevolezza. Sembra che si dovrebbe fare un po di ordine in quello che hanno fatto e detto. ci sono molte cose ancora da chiarire anche se per loro riccardo era un sig. nessuno .famiglia Rasman
Il 20 Settembre 2010 alle 14:46 betoven ha scritto:
Abbiamo ricevuto la sentenza scritta , inizia che l ‘intervento degli agenti era lecita e di dovere per l’esercizio di un difesa legittima -a seguito a una chiamata che aveva segnalato il lancio di alcuni grossi petardi che potevano essere di pericolo…. (1) i petardi come corpo di reato non sono depositati negli atti -come i giudici possono dire che erano grossi, per sentito dire da qualcuno? Come mai non sono stati depositati ? (2) NESSUNO ha visto lanciare i petardi da Riccardo (3) nei verbali viene dichiarato che i petardi sono scoppiati davanti le finestre di Riccardo , al quarto piano dunque,- non in strada- e per questo perchè parlavano di un ferimento alla figlia del custode i stessi agenti ? I stessi giudici dicono che non sono stati fatti indagini – perchè non le hanno fatte ? Perchè non tengono conto delle inqualificabili dichiarazioni , —10 uomini in divisa — sono entrati in casa di un cittadino con la forza , ma dove viviamo????? Sono state presentate perizie già alla prima imputazione ma nessuno ha fatto ulteriori indagini , ma dove viviamo????? Hanno massacrato mio figlio con la scusa di 2 petardi dovevano inventarsi un altro movente questo non regge , e i giudici …. ????? papà di Riccardo
Il 28 Settembre 2010 alle 0:59 betoven ha scritto:
Da come viene testimoniato dalle fotografie dei verbali ,sulla finestra è appoggiata una radiolina tascabile , quanta confusione poteva recare , i vicini dissero che lo vedevano muuoversi in casa,dal balcone del vicino , le fotogrfie dimostrano che non si poteva vedere l’interno, le finestre del cucinino sono opache non si vede l’interno, e poi il piccolo balcone è fatto di muro che arriva alla vita , mammma mia come lo hanno denigrato !!! Si possono solo che vergoniare ,ma ora sappiamo PERCHè!
Il 29 Settembre 2010 alle 0:26 betoven ha scritto:
Omicidio colposo? Colpire un invalido militare del 80% con il piede di porco ,legarlo con il fil di ferro , lasciare sul parimento un ‘enorme macchia di sangue !!! aveva sangue nel naso e in bocca ,cosi’ è morto Riccardo si è soffocato con il suo stesso SANGUE , vogliono ancora nascondere la verità e le responsabilità di tutti quelli che hanno pensato e fatto tutto questo , ???!!!!! Si potevano fermare in qualsiasi momento per non farlo morire …. ma sono andati avanti lo tenevano schiacciato a terra, lo hanno masscrato di botte , abbiamo le autorità che ci amazzano quando vogliono , se non agiranno verso questi uomini con disciplina siamo tutti in pericolo. famiglia Rasman
Il 4 Ottobre 2010 alle 16:54 betoven ha scritto:
Processo Rasman, si va alla Cassazione « Notizie e opinioni su …
- 04:16
4 ore fa - «È pacifico, per ammissione degli stessi imputati e dei vigili del fuoco, oltre che degli agenti delle volanti uno e due, che Riccardo Rasman fu tenuto …
notizie.triestelive.it/…/processo-rasma n-si-va-alla-cassazione/ - il giornale di Trieste ilPiccolo da notizia, l’ avvocato degli agenti Pacileo da la notizia. Sul piccolo la famiglia non è riuscita mai a mettere un articolo,la famiglia Rasman ha dato allo Stato un figlio sano è tornato ammalato dopo 14 anni ce lo hanno consegnato massacrato ora ci vogliono far vedere che hanno fatto il loro dovere??? se hanno chiesto il processo a rito abbreviato era perchè riconoscevno la loro colpevolezza parlano solo della posizione che hanno lasciato riccardo che secondo il quadro ha creato la morte sarebbe ora di parlare chi ha dato l’ordine di buttare giu la porta gia che non c’era nessun ferimento e perche loro stessi quella sera dissero cosi’non disturberà più nessuno,a chi disturbava riccardo??? queste e altre le domande che devono avere spiegazione , come il biglietto di minaccia di morte deve spiegare come questa avvocatessa sapeva che sarebbe morto un anno e più prima che questo accadesse ? perchè il custode fece rapporto ai dottori psichiatrici di domio il giorno dopo ? perchè questi dottori insistevano nei mesi precedenti di portarlo via cosi’ sarà finita una volta per sempre? queste sono solo alcune domande agghiaccianti , altro che due petardi che i stessi verbali dicono che sono scoppiati davanti alle finestre di Riccrdo . sarebbe ora di finirla lo avete calluniato abbastanza.FAMIGLIA RASMAN
Il 4 Ottobre 2010 alle 17:40 betoven ha scritto:
Non fateci vedere la luna nel pozzo , a Trieste c’è appositamente una scuadra di polizia giudiziaria adetta per gli interventi dove il giudice dispone che venga prelevata la persona malata psichica per un T.S.O. qui 10 uomini in divisa hanno buttato giù la porta inventandosi un ferimento , riccardo era in casa sua , non è andato riccardo in cerca di loro sono 10 uomini adetti alla sicurezza dei cittadini che lo hanno legto mani e piedi con il fil di ferro e colpito con il piede di porco ,non hanno avuto nessun pensiero di pensare alla sua incolumità, 10 uomini esperti per la salvezza in caso di pericolo ,non ci sono scuse ma sArebbe ora che spiegassero chi ha dato loro il comando dato che hanno asserito che è stato un dovere, verso chi???? FaMIGLIA RASMAN
Il 6 Ottobre 2010 alle 12:18 betoven ha scritto:
Pagina 2 di circa 135 risultati (0,25 secondi)
Risultati di ricerca
1.
RICCARDO RASMAN - UCCISO SU COMMISSIONE?
3 min - 11 ore fa - Caricato da riccardorasman
riccardorasman.altervista.org IL BLOG DI RICCARDO La condanna a morte affissa alla porta di Riccardo un anno prima …
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Il 6 Ottobre 2010 alle 15:19 betoven ha scritto:
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riccardorasman
3 ore fa
Dai verbali risulta che almeno un poliziotto è entrato con il manganello in manoi stessi poliziotti dicono che lo hanno colpito con il piede di porco con il quale avevano sfondato la porta , cosi’si spiega perchè sul muro sopra il letto e sulle lenzuola e a terra dietro al letto c’era un enorme macchia di sangue cosi’ prima dell’ amanettamento sul letto riccardo era già colpito a dovere ,messo a terra hanno concluso il PIlavoro dissero accasciandosi sulla sedia stanchi cosi’ non disturbera più.
famiglia Rasman
Il 8 Ottobre 2010 alle 10:13 betoven ha scritto:
La firma di Riccardo falsificata sul verbale di polizia, son benvisibili persino i solchi prodotti dalla persona che si esercitava prima di falsificare la firma di Riccardo - vedi video-
Il 9 Ottobre 2010 alle 16:09 betoven ha scritto:
http://www.youtube.com/watch?v.....YbHth6Cb04
Il 17 Ottobre 2010 alle 18:17 betoven ha scritto:
A noi non risulta che sono intervenuti per un T.S.O. risulta che sono intervenuti perchè il custode che lavora per i psichiatri a chiamato la polizia perchè anche se nessuno a visto diceva che riccardo aveva lanciato 2 petardi in seguito dopo che era morto a noi dissero che aveva ferito l’orecchio di una ragazza in seguito si è saputo che doveva essere la figlia del stesso custode ,tutto gira attorno a questa famiglia che è disponibile per chiunque avesse bisogno dei dottori psichiatrici avendo un ufficio appositamente nello stabile stesso del csm ma tutto quello che hanno detto non risulta vero.MA…http://www.youtube.com/watch?v=yYbHth6Cb04 i dottori hanno la loro parte….http://www.youtube.com/watch?v=6ZfRKVnHnLM&feature=related
Il 18 Ottobre 2010 alle 19:12 betoven ha scritto:
1. Tutti si stanno interessando della vicenda omicidio di Sarah giornalisti, diversi programmi, telegiornali, interviste, interrogazioni ai protagonisti ecccc…. Per la vicenda di Riccardo http://riccardorasman.altervis.....ta.org) ucciso da 10 uomini in divisa in casa sua il processo a porte chiuse hanno falsato la verità neanche un giorno di indagini da parte degli investigatori, sembra che non ci sia bisogno di parlare. Per quello che è successo a Riccardo, gli uomini dello stato sono i primi che dovrebbero dare spiegazioni dei loro comportamenti perchè non esiste la pena di morte ancora in Italia, nessuno si sta interessando del biglietto di minaccia di morte perchè lo ha scritto una avvocatessa? L’ispettore quella sera disse darò altri ragguagli,ma quali ne aveva dati prima? eccc… Perchè si sono inventati il ferimento all’orecchio della figlia del custode? Perchè dissero che Riccardo aveva lanciato i 2 petardi quando nessuno lo aveva visto lanciarli? Come poteva ferire qualcuno se sono scoppiati davanti le finestre di Riccardo? Come mai nessuno ha letto queste affermazioni scritte nei verbali? Perchè avevano questa fretta di andare dentro in casa sfondando la porta in mezzora hanno fatto tutto? In 4 anni la famiglia non è stata capace di portare alla luce, all’opinione pubblica la verità, la giustizia scrive la legge è uguale per tutti, chi comanda questa giustizia questore pretore sindaco dottori giudici sono tutti che hanno il potere di nascondere i fatti? MA a chi fanno vedere che la giustizia e uguale per tutti? Continuano a stare zitti si sentono ben protetti. Dopo 5 mesi dalla morte di Richi siamo entrati in quel monolocale dove regnava il sangue sparso, la moglie del custode sentendoci piangere dietro la porta gridò di smettere di piangere se no ci denunciava alla polizia, nessuna pietà per quello che era sucesso si sentiva ben protetta per parlare in questo modo. Hanno messo una bottiglia di vino fuori la porta per far credere che era ubriaco quando in seguito l’autopsia ha chiarito che non aveva nessuna sostanza nel sangue ora ci viene da pensare che sapessero del processo che lo aveva condannato a 16 giorni di carcere per stato di ebrezza il 2 ottobre 25 giorni prima la pena era stata sospesa tutto questo a insaputa di Riccardo e della famiglia, nei mesi estivi gli psichiatri hanno scritto anche nella cartella clinica insistevano che la famiglia lo denunciasse alla polizia per portarlo via perchè? E tutto questo vogliono mettere a tacere ? Che cosa avete fatto alla nostra famiglia?
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Il 27 Ottobre 2010 alle 19:58 betoven ha scritto:
Oggi 27-ottobre 2010 sono passati 4 anni che Riccardo è stato ucciso, che massacro nel nostro cuore veder ridotto nostro figlio in un lago di sangue , e non ha fatto niente per meritarsi tutto questo , Riccardo ha scritto prima che sfondassero la porta ,al pubblico ufficiale con gli occhiali -adesso hai capito tutto- non fatemi del male perchè io non ho fatto nulla di male , una persona esaltata come lo aveva definito un agente prima di buttare giù la porta non si mette a scrivere , ci sembra che sono loro gli esaltati.
Il 3 Novembre 2010 alle 15:03 betoven ha scritto:
3 Novembre 2010 alle 11:06
Ricordando i giorni alla fine della guerra , fa star male ancora oggi quello che ha subito la nostra gente , legati con il filo di ferro trucidati e gettati nelle foibe . Come padre non avrei mai pensato di vedere mio figlio legato con il filo di ferro mani e piedi e massacrato a terra nel suo appartamento dalle nostre forze dell’ Ordine , sono passati 4 anni e loro non ci hanno spiegato il motivo , il VERO MOTIVO dato che non si è dimostrato vero quello che ci dissero all’ inizio, SIAMO STATI COLPITI SENZA COLPA , questi uomini hanno colpito e si sono nascosti , fiduciosi che avendo fatto il loro dovere tutto si sarebbe risolto con la archiviazione , massacrare un invalido e dire che hanno fatto il loro dovere? Ma chi sono questi che hanno un simile coraggio di parlare in questo modo ‘? Qui è peggio della seconda guerra mondiale …… e tutti continuano a stare zitti , non hanno una perizia dimostrabile di una colpevolezza da parte di Riccardo, E anche se avesse fatto del crimine ci sono i processi , per che cosa abbiamo in Italia tanti Giudici ? Che devono decidere lo stato di colpevolezza compiendo indagini ecc… qui invece …. PER Sarah cercano la verità perchè sono di mezzo i cittadini , per nostro Riccardo non esistono indagini perchè lo hanno massacrato i Poliziotti , questa e la legge uguale per tutti , quando amazza un cittadino non si finisce mai , ma quando ci sono di mezzo chi ha il potere non si parla , il biglietto di minaccia di morte parla chiaro ma nessuno lo vede…allora continueremo a parlare noi ….
Il 10 Novembre 2010 alle 16:10 betoven ha scritto:
Perchè Riccardo doveva essere arrestato ? Secondo gli agenti aveva lanciato in strada 2 petardi e quindi ferito l’orecchio della figlia del custode , risulta dai verbali che i 2 petardi sono scoppiati davanti le finestre di Riccardo al 4 piano cosi’ non c’è stato nessun ferimento, difatti non risulta negli atti nessun referto medico di ferimento, i pezzi rimasti dei petardi raccolti dal custode e consegnati agli agenti non ci sono negli atti, ci chiediamo del perchè,? dissero che Riccardo era ubriaco ma l’ atptosia ha dimostrato che non aveva nel sangue nessuna sostanza anche se gli agenti volevano dimostrarlo mettendo davanti alla porta una bottiglia di vino vuota quella sera, allora perchè dovevano ARRESTARLO’????? E se dovevano arrestarlo perchè lo hanno subito colpito con il piede di porco ? Legarlo con il fil di ferro, ecc…. Quali raguagli avevano ricevuto dal loro ispettore sul posto prima di salire al 4 piano? Perchè avevano tanta fretta di sapere da Domio se era LUI … lui chi? Con chi avevano parlato per avere queste informazioni ?
Il 19 Dicembre 2010 alle 10:33 betoven ha scritto:
Da come ci hanno dato la spiegazione gli interessati, del perchè NOSTRO FIGLIO è MORTO , non si può ammettere che ci sia ne coerenza , ne buon senso , ne umanità, non avevano un altro motivo da inventare per colpirlo ? Per noi genitori è un disprezzo verso la persona di nostro figlio , come dire tu qualunque cosa fai è meritevole di morte perchè disturbi , anche per 2 petardi e la musica di una piccola radiolina tascabile, tu devi pagare con la morte…… Cosa si può far stare in piedi tutta questa montatura ? PROVATE chiamare il 113 per questo motivo vedrete che si faranno una risata .Come si è sentito al telegiornale una donna veramente in pericolo li chiamò 5 volte ma risposero che non potevano fare niente, subito dopo l’ex marito la ha uccisa. Si sono macchiati le mani del sangue di Riccardo per 2 petardi ‘? La Questura di Trieste vuol far credere che questo è lecito? I cittadini a Trieste possono stare veramente tranquilli.
Il 23 Dicembre 2010 alle 22:03 betoven ha scritto:
Il poliziotto fotografato con le mani tese in avanti si chiama Miraz , si vede che le sue mani e i polsini della camicia sono sporchi del sangue di Riccardo per essere cosi SPORCO di sangue vuol dire che gli teneva ben fraccassata la testa che era sporca di sangue in gran quantità , perchè aveva tanta rabbia verso Riccardo ? Guarda un po’ chi ha sparso il sangue innocente di un povero ragazzo ammalato? LO ha fatto lui diventare grande ? Lo ha lui assistito , curato , amato ? Che educazione darà ai suoi figli ? che i diversi vanno eliminati ? perchè questo è il dovere di chi ha l’ autorità? Questo è il mondo del foturo? CHE scuola hanno fatto questi 10 uomini in divisa per fare quello che hanno fatto a Riccardo? è lecito , normale , doveroso, rispettoso ? Anche se Riccardo GRIDAVA quando sono entrati MI SONO CALMATO loro non sentivano , non abbiamo parole.
Il 5 Gennaio 2011 alle 11:53 betoven ha scritto:
Nel luglio del 2006 mi dissero che avevano appena finito la loro riunione quotidiana e che avevano deciso che l’indomani sarebbero venuti a casa dei genitori con la polizia per portarlo via una volta per sempre ( quindi sapevano che era sempre a casa dei genitori) noi ci siamo opposti ma erano seccati lo dimostra il fatto che quando sono venuti nei giorni successivi il dottor Barberio e il dottor Colucci dissero che se Riccardo non apriva la porta- dissero- TE LA BUTTIAMO GIù . DOpo la morte di Riccardo abbiamo scoperto che ai primi di ottobre Riccardo avrebbe avuto un udienza a sua e nostra insaputa e che l’intento era quello di portarlo in carcere finalmente , ma la pena venne sospesa. Noi sapevamo che gli avevano portato via la patente nel luglio del 2005 anche se non aveva causato nessun male ma la macchina si era rotta la frizione e riccardo venne a casa ma non era ubriaco come loro dissero , non lo abbiamo mai visto ubriaco, ci siamo chiesti perchè tutta questa montatura ? Dopo l ‘udienza, 25 giorni dopo mori’ massacrato assasinato in casa sua buttando giù la porta , e non aveva fatto niente di tutto quello che sucessivamente lo calluniarono , misero una bottiglia di vino vuota fuori la porta e dissero che era sempre ubriaco ma nel sangue non trovarono niente, ma guarda caso era per stato di ebrezza che in ottobre lo volevano condannare e portarlo in carcere , cosi’ ci chiediamo perchè i dottori di Domio compreso Marsili insistevano in quel anno che la polizia lo doveva portarlo via se non per dimostrare alle autorità che era pericoloso perchè malato e sempre ubriaco il suo posto era in carcere perchè dal 1999 era già stato condannato per calunnia e per resistenza al pubblico ufficiale , tutta questa persecuzione è finita con la morte in un modo assurdo e anche se si sentono potenti dovranno rispondere compreso il capo casa Polanz che lavora per loro e che ha creato con sua moglie e sua figlia Romina una situazione di condanna per Riccardo. famiglia rasman
Il 6 Gennaio 2011 alle 16:17 betoven ha scritto:
Come padre di Riccardo domando alle più alte autorità Italiane come si può fare una ATROCITà cosi’ grande verso un cittadino riconosciuto invalido dallo Stato , dato che sotto il servizio militare aveva subito atti di nonnismo, il nostro dolore di genitori è cosi’ grande è stato un colpo emotivo cosi’ grande che dopo 4 anni è come il primo giorno che abbiamo ricevuto la notizia dagli agenti della questura di Trieste, i nostri sentimenti pensano solo a cosa loro hanno fatto quella sera senza nessuna pietà ,10 uomini in divisa dello Stato lo hanno legato ,picchiato, calpestato tutto questo è assolutamente assurdo , dai verbali le fotografie basterebbero a dimostrare che non risulta essere omicidio colposo ma è spaventoso come lo hanno ridotto , avrebbero dovuto fermare questi uomini e capire cosa cera dietro a tutto questo se non l’anno fatto vuol dire che la Magistratura lo sapeva già il giorno dopo dato che si sono trovati tutti in tribunale per voler tutto archiviare , e a noi mai una parola di spiegazione , c’è l ‘anno consegnato morto e ora arrangiatevi , loro scrissero sul piccolo che hanno fatto il loro dovere ,Riccardo era un signor nessuno e non aveva passato , e disturbava …queste sono spiegazioni da spietati , per queste affermazioni nostro figlio è morto ? Riccardo aveva ricevuto anche una minaccia di morte da un avvocato , i psichiatri insistevano di portarlo via con la polizia cosi sarà finita una volta per sempre , e dissero- se non ci apri la porta te la buttiamo giù-, cose’ tutta questa trama ? Come padre il ripresi ,non era questo il modo di parlare ora so che se mio figlio era agitato era perchè aveva paura , e aveva ragione di aver paura , tutto quello che abbiamo presentato negli atti e le dichiarazioni dei verbali basterebbe a fare un processo a porte aperte , per rispetto verso la dignità umana come scritto nella costituzione italiana . Noi non abbiamo nulla da nascondere , nella vita abbiamo solo fatto il nostro dovere, ma secondo chi ha fatto tutto questo ci meritiamo questo regalo.
Il 24 Gennaio 2011 alle 15:05 betoven ha scritto:
Il 27 ottobre 2006 Riccardo è stato legato con il fil di ferro colpito con il piede di porco schiacciato a terra imbavagliato - CHE UMIGLIAZIONE - da 10 uomini delle istituzioni , ora si andrà in cassazione e chiedono i 3 agenti condannati per omicidio colposo a sei mesi, tramite il loro avvocato chiedono che la condanna venga annullata per i motivi dedotti in narrativa, la documentazione è di 43 pagine , non si rileva nessun pentimento per quello che hanno recato al povero Riccardo , ma si rileva che hanno fatto il giusto dovere verso un disabile del’80% . Lo hanno calluniato anche dopo morto e continuano a farlo , 43 pagine per parlare ancora male di Riccardo , non avremmo dovuto trovare neanche una pagina ma soltanto delle SCUSE dallo stato Italiano , che lo aveva riconosciuto INVALIDO MILITARE , non avrebbero dovuto toccarlo con un dito , e stiamo ancora attendendo di sapere dopo 4 anni , il PERCHè? lo hanno umiliato sino alla MORTE. il padre
Il 16 Febbraio 2011 alle 20:09 betoven ha scritto:
Ricordando i giorni alla fine della guerra , fa star male ancora oggi quello che ha subito la nostra gente , legati con il filo di ferro trucidati e gettati nelle foibe . Come padre non avrei mai pensato di vedere mio figlio legato con il filo di ferro mani e piedi e massacrato a terra nel suo appartamento dalle nostre forze dell’ Ordine e dai vigili del fuoco , sono passati 4 anni e loro non ci hanno spiegato il motivo , il VERO MOTIVO dato che non si è dimostrato vero quello che ci dissero all’ inizio, SIAMO STATI COLPITI SENZA COLPA , questi uomini hanno colpito e si sono nascosti , fiduciosi che avendo fatto il loro dovere tutto si sarebbe risolto con la archiviazione , massacrare un invalido e dire che hanno fatto il loro dovere? Ma chi sono questi che hanno un simile coraggio di parlare in questo modo ‘? Qui è peggio della seconda guerra mondiale …… e tutti continuano a stare zitti , non hanno una perizia dimostrabile di una colpevolezza da parte di Riccardo, E anche se avesse fatto del crimine ci sono i processi , per che cosa abbiamo in Italia tanti Giudici ? Che devono decidere lo stato di colpevolezza compiendo indagini ecc… qui invece …. a Trieste…. continua la brutalità e come padre cosa potrei rispondere del perchè mio figlio è stato ucciso, qual’è il motivo? In quei giorni c’erano motivi politici e di odio ma oggi noi in un tempo di pace e di una alta Democrazia Europea NON si può accettare ne capire una atrocità simile dalle nostre forze Dell’Ordine che nella normativa ci dovrebbe solo proteggere da ogni pericolo a discapito della loro stessa vita . Come famiglia ci hanno lasciato in eredità un dolore profondo per quello che hanno fatto a Riccardo torturato e massacrato senza pietà .
Il 24 Marzo 2011 alle 16:05 betoven ha scritto:
La pena di morte Italiana libro di Samanta di Persio , intervista a Giuliana Rasman sorella di Riccardo -http://www.youtube.com/user/AgendeRosseFVG?feature=mhum#p/c/9715F3E8EC858E60/0/CVCLTrqlJss
Il 6 Maggio 2011 alle 20:42 betoven ha scritto:
volevo fatri sapere che oggi abbiamo saputo che i poliziotti che hanno ucciso riccardo sono stati sospesi dal servizio , un passo importante per far venire fuori la verità . la macchina ha preso un ‘ altra strada. la valanga inizia il suo corso.
Il 4 Luglio 2011 alle 10:59 betoven ha scritto:
Caso Rasman , volete la VERITà??? Il custode Polanz che lavora per il centro salute mentale di Domio, è il primo che dovrebbe spiegare perchè ha chiamato qualcuno già alle ore 19.45 come dice lui quindi prima dello scoppio dei 2 petardi alle ore 20,secondo chi ha scritto il biglietto di morte l’ avv. Bossi DOVREBBE SPIEGARE PERCHè HA SCRITTO QUEL BIGLIETTO?? e perchè prima e dopo la morte di Richi ha continuato a fare causa alla famiglia Rasman per aver diritto di passaggio sul terreno dei Rasman se ora si è fatta sul suo terreno un’ altra strada, cosi’ora a 4 strade?? e il Comune di s. Dorligo con L’Ezit dovrebbero spiegare perchè dal 1997 non hanno mai detto ai Rasman che l’appoggiavano perchè il loro obbiettivo era di costruire una strada urbanistica? Sarà perchè come disse Miraz quella sera Riccardo era uno schiavo - dispregiativo per dire che siamo Istriani’? uno del consiglio comunale ci disse tutti gli Istriani li manderemo via da QUI.
Il 13 Settembre 2011 alle 23:14 betoven ha scritto:
Biglietto di minaccia di morte sulla porta di Riccardo scritto da un avvocato , Riccardo viveva nel terrore, depositato in tribunale di Trieste già da più di 4 anni e nessuno lo vede? Cosa valgono le perizie? QUI A TRIESTE SEMBRA A NIENTE, basta avere amici potenti si può fare qualsiasi cosa , queste sono persone che hanno studiato e giurato per aiutare i cittadini? A 60 anni dalla guerra si può uccidere basta essere con il potere in mano, studiano come frodare condannare uccidere per i loro interessi, VERGOGNA PERSEGUITARE una famiglia facendo cause false per 10 anni perchè diceva che era interclusa con il terreno la bossi, la giudice la sostenuta per riuscire nel suo intento perchè era sostenuta dal comune di s. dorligo, fare di tutto pestare la famiglia con denuce a non finire per stancarla, schiacciarla, sapendo che Riccardo aveva bisogno di pace, di aiuto, invece si sono inventati situazioni solo per colpirlo, il Tribunale di Trieste il 2 ottobre 2006 lo hanno condannato per stato di ebrezza tenedo conto che era stato anche condannato per calunnia scrissero che era cosiderato REO - malvagio- guarda caso sono stati 2 poliziotti nel 1999 a denuciarlo per questo sostenuti dal maresciallo polizia penitenziaria scardino di s. dorligo che ha creato aumentato la colpa di chi non aveva fatto niente solo aveva la musica in macchina aveva secondo loro disturbato un vicino , da questo a dire che era un malvagio hanno ben sporcato le carte, ma guarda caso chi sa perchè scardino sostenne anche l’avv bossi nelle sue infinite denunce contro la famiglia. Hanno fatto e detto tanto, tanto odio , fino alla morte, un pestaggio sino alla morte, cosi’ dissero quella sera non disturberà più nessuno. altro chè petardi! parlando di petardi hanno dimostrato che non aveva diritto neanche di far scoppiare 2 petardi nella sua vita , questo è un disprezzo , e fare 9 ore di udienza per 2 petardi e dire poi che è una questione politica ? Ma che razza di processo tutto falso, una presa in giro.Se avrebbero letto i verbali si sarebbero resi conto chi in efetti avrebbe lanciato i petardi, e come invece erano andate le cose , hanno creato i vicini con il sostegno dei poliziotti una messa in scena per aveva un motivo per buttare giù la porta, su quella porta dove era stato messo il biglietto di morte , chi sa la vicina cosa penso quando lo vide? quellq sera come lo senti’ arrivare qvvisò subito polanz che a sua volta avviso chi di cometenza che era arrivato e si accertarono che fosse solo, guardando dal terrazino del vicino, i vicini sono responsabili di favoreggiamento , la romina polanz chiese a un poliziotto ora lo porterete via ? Disse come i dottori dissero a noi famiglia qualche mese prima -lo porteremo via con la polizia cosi’ sarà finita una volta per sempre. polanz lavora per loro, il giorno dopo fece rapporto , scritto sulla cartella clinica comportamenti clamorosi dovuto al alcool, quanta falsità!QUANTA FALSITà , che montatura ! per coprire il vero motivo di tutto questo! Ci dovrebbe spiegare il dott. colucci come mai alla richiesta della cartella clinica diede al richiedente un mucchio di fogli che non sapevano di niente solo numeri , perchè voleva nascondere la verità ? Lui sa molto se ha fatto questa mossa .
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