

di Romana Liuzzo
Il carattere di Sandro Bondi è proverbialmente vellutato. Ma «le piccole gocce di veleno quotidiano», «le accuse ingiuste», «la derisione e lo sberleffo», e perfino «la calunnia», lo hanno convinto che il comandamento evangelico del porgere l’altra guancia può attendere. Almeno il tempo dell’intervista con Panorama. Bastano pochi istanti per capire che non sarà un incontro come tanti. Anzitutto perché è un botta e risposta a tre voci. E poi perché per il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, e la sua inseparabile compagna, la deputata del Pdl Manuela Repetti, è arrivato il momento di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. E perfino quello di dare un lieto annuncio: le loro nozze. «Il nostro matrimonio avverrà nell’autunno del 2012. Ci piacerebbe che Silvio Berlusconi fosse il testimone di nozze». Farà una poesia per l’occasione? «Perché no?».
L’appuntamento per l’intervista a più voci è di buon mattino nello studio privato del ministro, in pieno centro di Roma. Una stanza biblioteca, piena di luce e di fotografie: con il premier, con il figlio del primo matrimonio, Francesco, con l’amata fidanzata che proprio in questi giorni l’ha difeso a spada tratta in una lettera inviata al Giornale.
Bondi e Repetti, dopo uno sfogo iniziale sull’«accanimento mediatico», «sulle accuse inesistenti dell’indagine sulle nomine agli Uffizi», siedono, offrono cioccolatini e si preparano a rispondere in tandem.
Siete una coppia che fa parlare molto. Invidia?
Sandro Bondi. La mia persona attira curiosità morbose. Non si può ammettere che esista qualcuno veramente puro. E quando mi attaccano non riesco a infischiarmene. Se poi rispondo, divento ancora di più oggetto di sberleffo e irrisione. Nel mondo del giornalismo e anche in quello della politica c’è molto cinismo.
Manuela Repetti. Se la chiamo invidia, sembra che mi dia delle arie. Non so come definirla. Sta di fatto che se stiamo sempre insieme non è ostentazione, ma un fatto normale: lui è ministro e io sono una parlamentare del suo stesso partito. Abbiamo piacere di trascorrere del tempo insieme e questo desta continui sospetti e… invidie.
Certo quel comunicato a doppia firma a favore della politica sanitaria di Barack Obama ha suscitato un bel po’ di polemiche. Andrete avanti con le lettere congiunte?
Bondi. Il mio apprezzamento per il presidente Obama è ufficiale da sempre. Il mio era un plauso alla sua politica sanitaria.
Repetti. Ne faremo altri, se ce ne sarà l’occasione. Non ci facciamo condizionare dai giudizi della gente, altrimenti non faremmo più niente.
Inventiamoci un girone dantesco, quello degli ingrati. Chi ci mettiamo?
Bondi. Assolutamente Fini.
Repetti. Assolutamente Fini.
Che rapporti avete con il presidente della Camera?
Bondi. Ho cercato di avere buoni rapporti. Ma ormai mi sono rassegnato: è allergico a tutto ciò che ha a che fare con Berlusconi e il berlusconismo. Gli ho teso la mano più volte e lui me l’ha sbranata. Ha proprio una bella faccia tosta.
Repetti. Io l’ho visto tre volte in vita mia. Al principio le sue critiche, come nel caso del testamento biologico, mi sembravano costruttive. Poi la sua è diventata una continua critica faziosa, un po’come fa la sinistra.
Nessuno è peggio di Gianfranco Fini?
Bondi. Un politico veramente subdolo è Nicky Vendola. Va in giro dicendo che se io sono un poeta allora Emilio Fede è un giornalista.
Repetti. Cattiveria pura.
I suoi detrattori raccontano che durante una puntata di «Porta a porta» avrebbe voluto dare un cazzotto a Massimo Donadi dell’Idv. Signor ministro, è diventato violento?
Bondi. Per due volte mi ha ripetuto: «Sta’ zitto, va’ a cuccia, a cuccia». Certo mi sono innervosito. Ma da qui a tirargli un pugno ce ne vuole. Comunque poi si è scusato anche privatamente. Mi ha telefonato più volte.
La nomina del direttore degli Uffizi, Riccardo Miccichè, la relativa indagine e il dossier nelle mani della Guardia di finanza: lei è messo male?
Bondi. Sono esposto da una settimana a ogni genere di supposizioni, sospetti, diffamazioni. Chissà ancora quanto continuerà questo incivile trattamento. Siamo al linciaggio mediatico.
Repetti. Come ho scritto anche al Giornale, conosco Sandro più di me stessa. Non si troverà il benché minimo capo di imputazione per la semplice ragione che non c’è.
Un complotto?
Bondi. Non credo alle congiure, ma a poteri forti che vogliono nuocere lanciando assurdi teoremi. È stata lordata la mia onestà: non ho nulla a che fare con faccende e faccendieri di cui si parla.
Repetti. Non si tratta solo di un linciaggio mediatico da parte di alcuni giornali abituati a demolire l’avversario a ogni costo, anche con falsità, ma è qualcosa di più sottile e subdolo. Da un linciaggio ci si può in qualche modo difendere, mentre da presunte accuse o presunti coinvolgimenti in inchieste, di cui i diretti interessati non sanno nulla, è più difficile.
Ministro, lei proviene dal Partito comunista. Cosa le è rimasto di quel periodo?
Bondi. Di solito chi passa da sinistra a destra è considerato un voltagabbana; quando accade il contrario, normale. Comunque non mi sento di destra, i miei ideali sono democratici.
Repetti. Io vengo da una famiglia che ha conosciuto la povertà, non sono di destra. Ho sempre detto di preferire Obama a John McCain.
Cosa pensate delle coppie gay?
Bondi. Ciascuno è libero di fare ciò che vuole. Ma matrimoni e figli per i gay non ce ne dovrebbero essere. Invece è troppo dura la posizione della Chiesa per le coppie separate. A me pesa non poter fare la comunione.
Repetti. Condivido.
E il voto agli immigrati?
Bondi. Assolutamente no.
Repetti. Idem.
Tra le polemiche è finito anche il vostro cane, Grisbì, fatto salire sul Frecciarossa.
Bondi. Una deputata dell’opposizione (Manuela Poretti, ndr) ci ha incontrato sul Frecciarossa con il nostro cane, guinzaglio e museruola. Prima ha finto di essere dalla nostra parte e di capire che ci eravamo sbagliati, come abbiamo spiegato al controllore, poi ha fatto un’interrogazione in Senato perché eravamo stati privilegiati, visto che è vietato far viaggiare animali in treno.
Repetti. Sì, ma noi non lo sapevamo. Altrimenti non ci saremmo mai permessi.
C’è chi ha criticato la sua assenza a Cannes.
Bondi. Ci sono comici che non sanno fare i comici e tentano una strana commistione fra spettacolo e politica (vedi Sabina Guzzanti e Beppe Grillo) non riuscendo nemmeno in quello. Dopo tutto quello che è stato fatto per la ricostruzione in Abruzzo, andare a vedere la pseudopellicola di Sabina Guzzanti mi pare troppo. Comunque mi sono bastati e avanzati i trailer: patetici. Io almeno ho il coraggio di esprimere le mie idee. A questo proposito invito la gente a vedere i dati sugli incassi di queste pellicole.
Repetti. Oltretutto Sandro ha paura dell’aereo e in questo caso davvero sarebbe stato un sacrificio inutile.
Beni culturali: l’ultima sfida?
Bondi. Una seria riforma del cinema. Bisogna abolire le commissioni ministeriali, lasciando un contributo indiretto solo per le opere prime.
Repetti. La nomina di un manager come Mario Resca alla direzione generale dei musei italiani ha rivitalizzato un patrimonio che si stava ammuffendo.
Qual è la più bella poesia che ha composto?
Bondi. Una dedicata a Venezia e una a don Lorenzo Milani.
Repetti. Ce ne sono tre o quattro molto belle. Ne ha dedicata qualcuna anche a me. Sempre troppo poche.
Qualcuno ha detto che Manuela Repetti ha cambiato il carattere del ministro. Che lo comanda a bacchetta. Vero?
Bondi. Ho il mio carattere. Se mi ha cambiato, è in meglio.
Repetti. Era timido, introverso, e aveva un’alimentazione sbagliata che lo aveva appesantito un po’. L’ho solo reso più sicuro di sé e da quando viviamo insieme mangia meglio. Perché evita il ristorante.
Dove abitate?
Bondi. Tra Roma e Novi, dove abbiamo una casa in campagna.
Repetti. Facciamo i pendolari. E una vita molto ritirata.
Non avete amici tra i politici?
Bondi. A parte il presidente Berlusconi, solo Fabrizio Cicchitto e la moglie.
Repetti. Il nostro ambiente è veramente molto falso.
C’è un politico di sinistra che stimate?
Bondi. Pier Luigi Bersani. Almeno non è fazioso.
Repetti. Mi piacciono Bersani e anche Enrico Letta.
L’articolo che vi ha più ferito?
Bondi. Mi feriscono le bugie, le cattiverie non supportate da notizie, i giudizi taglienti sulla mia vita. Vari articoli mi hanno ferito.
Repetti. Io spesso lo metto in guardia. Non deve prendersela. Non ne vale la pena. È gente piena di astio. Vedi Marco Travaglio.
Non lo stimate?
Bondi. Una figura tragicomica.
Repetti. Inclassificabile.
C’è una cosa che il ministro Bondi ancora deve imparare dalla futura moglie?
Bondi. A fare la valigia.
Repetti. Vero, non è capace.
- Martedì 25 Maggio 2010
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Commenti
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Il 25 Maggio 2010 alle 18:56 indigesto ha scritto:
Credo che Bondi sia una delle poche persone serie della nostra politica! Lo vedrei Capo di governo per il suo equilibrio, che traspare molto bene anche da questa intelligente intervista.
Il 26 Maggio 2010 alle 4:10 Sandro Bondi e Manuela Repetti: siamo la coppia più affiatata del mondo | eventinellacitta.com ha scritto:
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