- Tags: Israele, sasso nello stagno
- 8 commenti


Una delle sei navi dei pacifisti che trasportano aiuti umanitari per gli abitanti della striscia di Gaza (Ansa)
Le parole e le cose. I fatti e i termini che usiamo per descriverli. Stiamo parlando del caso degli scontri tra la marina israeliana e i manifestanti a bordo di una delle sei navi Ong che trasportava 10 tonnellate di aiuti per la strisca di Gaza.
“Assalto” ai pacifisti o “linciaggio” pianificato contro i militari? Il Corriere della sera, come molti altri media in Italia, usa il termine “assalto”, che ci rimanda a un’azione di forza dei militari contro persone indifese. Diversa la lettura del quotidiano Jerusalem Post: i militari sarebbero caduti in una trappola, anzi un linciaggio ben organizzato (well - planned lynch).
Durante i controlli di sicurezza, riporta un comunicato delle forze armate israeliane, un gruppo di sedicenti pacifisti avrebbe attaccato i militari con coltelli e bastoni. Alcuni avrebbero sottratto una pistola a un militare per poi aprire il fuoco. La situazione sarebbe poi degenerata: per ora, si parla di oltre una decina di morti e una trentina di feriti.
Insomma, letta da questo punto di vista quella che doveva essere una spedizione con aiuti umanitari, con il sospetto di mitra e missili nascosti tra gli alimenti, si è tramutata in una provocazione politica contro Gerusalemme.
D’altra parte, come sottolinea con non poca malizia Gideon Levy, editorialista di Haaretz, gli scontri con la flottiglia di Gaza rischiano di isolare sempre di più Israele: “La flottiglia non avrebbe di sicuro portato la pace nella strisca di Gaza, ma ci ha trascinato in un mare di stupidità”.
Certo alla fine le versioni, quelle dei pacifisti e quelle dei militari, come in un tribunale saranno discordanti. Chi deciderà i colpevoli? I mass media lo hanno già fatto: l’azione di forza dei militari l’ha data vinta a chi si proponeva di screditare la politica di Israele, con il rischio di far aumentare le campagne d’odio verso quello stato. La notizia dell’assurdo boicotaggio dei pompelmi israeliani nei supermercati italiani è solo di pochi giorni fa.
- Lunedì 31 Maggio 2010
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Commenti
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Il 31 Maggio 2010 alle 12:39 bepiro ha scritto:
Francamente non mi interessa nessuna campana, né di una parte né dell’altra. Se c’è un blocco navale la flotta militare non sta giocando ai soldatini: sta facendo una azione di guerra. Chi tenta di forzare il blocco pertanto lo fa a suo rischio e pericolo… a mio avviso è andata loro anche bene che non li hanno presi a cannonate.
Quando i signori pacifisti fanno le loro azioni si assumano tutte le responsabilità fino in fondo, senza piangere se sfidando i militari in guerra poi questi fanno veramente i militari in guerra.
Il 31 Maggio 2010 alle 12:59 Gaza, assalto israeliano alle navi della pace: almeno 10 morti - Pagina 15 - Politica in Rete Forum ha scritto:
[...] [...]
Il 31 Maggio 2010 alle 16:41 martello01 ha scritto:
Caro bepiro,
il diritto internazionale condanna come atto di pirateria marittima l’attacco con navi da guerra ad un mercantile in ACQUE INTERNAZIONALI anche se l’azione e’ condotta da Israele contro così detti pacifisti.
Il 31 Maggio 2010 alle 18:49 foxgrin ha scritto:
Lo stato di Israele vive sotto continue minacce di distruzione non ppuò permettersi il lusso di fare il buono facendo passare il blocco a persone non identificabili da garanzie internazionali altrimenti una volta o l’altra c’è il pericolo che avvenga ciò che gli minacciano continuamente.
Il 1 Giugno 2010 alle 11:15 hector ha scritto:
in palestina (o regione israelo-palestinese) abitano circa 12 milioni di persone di cui la meta ebrei(moltissimi convertiti per coercizione). tuttavia solo questa meta puo avere accesso a generi di prima necessita come acqua e materie prime e ha il controllo diretto dell’ 80% del territorio
Il 3 Giugno 2010 alle 16:40 foxgrin ha scritto:
Credo che tutti gli abitanti di questa terra abbiano ormai capito cosa sono questa schiera di pacifisti che si trovano ovunque, ma non negli stati dittatoriali che negano la libertà e la democrazia al suo popolo.
Il 4 Giugno 2010 alle 8:27 potrupe ha scritto:
Questo articolo non aiuta la ricerca di una soluzione per lo stato di Israele. Qui si ignora un fatto basilare che e’ quello della volonta’ dell’ attuale governo di quel paese di annettere a tutti i costi ulteriori territori della palestina abitati dagli arabi. L’occupazione della cisgiordania comporta l’ uso dei soldati di israele come sbirri e di sperare che prima o poi i suoi abitanti esausti di un lungo assedio spariscano nel nulla. Tutto cio’ moralmente e’ sbagliato e praticamente impossibile. Moralmente nessuno ha il diritto di vessare i propri vicini a proprio vantaggio e miope in considerazione del fatto che demograficamente in futuro i palestinesi e gli arabi israeliani saranno preponderanti. Non si dimentichi che dietro loro c’ e’ piu’ di un miliardo di islamici ostili e che l’ occidente paga un prezzo altissimo di questa politica fatta da pochi a dispetto dei piu’. Israele diventi uno stato normale, rinunci a future espansioni e ricordi che proprio li prima di loro, sin da migliaia di anni, c’erano altre popolazioni.
Il 6 Maggio 2011 alle 11:14 «Fermate Freedom Flotilla 2» - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] striscia di Gaza e in cui si sospettava fossero nascoste armi per i fondamentalisti. I miliatari israeliani spararono. Risultato? Una decina di morti e una trentina di feriti. Ma gli attivisti europei pro Hamas non [...]
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