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Si sono dati appuntamento al prossimo 3 luglio al “Gay Pride” di Roma, i ragazzi che ieri, lungo via Fagotale, la “gay street” della Capitale, hanno dato vita a una fiaccolata per solidarietà con il 22enne pestato la scorsa settimana nei pressi del Colosseo e che oggi denuncerà alla Digos i suoi aggressori. Una fiaccolata per chiedere anche che sia approvata dal Parlamento la legge contro l’omofobia.
Ascolta l’audiointervista a Vladimir Luxuria
A Roma, ma non solo, di aggressioni del genere se ne contano ormai a decine. In tempi passati, tra le vittime illustri anche Vladimir Luxuria, ex parlamentare e leader storica del movimento gay in Italia.
Ormai diversi anni fa anche lei rischiò il pestaggio da parte di un uomo.
Era un po’ alticcio e ha cominciato a dirmene di tutti i colori. Aveva un coltello e avevo capito che se gli avessi risposto male mi avrebbe sicuramente picchiata. Sono riuscita a chiedergli perché ce l’avesse con me, cosa gli avessi fatto di male e alla fine, ti dico, questo c’ha pure provato. Scava scava, mi sono resa conto che la molla che spinge ad aggredire un omosessuale sta in un’attrazione che diventa repulsione. Spesso gli aggressori sono omosessuali latenti, o comunque gente che ha problemi di ogni tipo. Persone che pensano di dimostrarsi più virili mentre invece sono i più vigliacchi visto che spesso agiscono in gruppo. Non si è mai visto il contrario: gruppi di omosessuali che picchiano un etero per strada. Mai
Nell’episodio che hai raccontato, in un certo senso, le è andata anche bene, ma ti è mai capitato di subire un vero pestaggio?
A Londra, una quindicina di anni fa. Era di sera, mi trovavo in metropolitana. A un certo punto è salito un gruppo di skinhead: mi hanno ridotta a un livido vivente. Appena saliti, hanno prima comincianto a intonare “fuckin gay, fuckin gay”, io facevo finta di non capire che si rivolgevano a me. Poi si sono avvicinati chiedendomi di dargli il mio posto, io mi sono alzata, mi hanno fatto un’altra domanda e io ho risposto dicendo che non capivo bene l’inglese. In questo modo speravo di evitare il confronto invece è stato peggio perché non solo ero trans ma ero anche straniera. Hanno tirato fuori catene e altre cose e mi hanno massacrato di botte. Sono stata anche sfortunata perché la metro si è fermata a lungo tra una stazione e l’altra e questi hanno avuto tutto il tempo di picchiarmi. Spesso fatti del genere non hanno neanche l’onore delle cronache nazionali
Ci riferisce quindi un episodio avvenuto giovedì scorso quando anche lei si trovava a Reggio Emilia. Una trans è stata massacrata di botte con una mazza da baseball da gruppo di 3 ragazzi, uno dei quali 17enne. Tutto per toglierle la borsetta. “Tu capisci – spiega Luxuria - che non è questione di rubare una borsetta: c’è qualcosa di più. Non ci vuole niente a rapinare una trans, è che si vuole proprio umiliarla scatenandole contro una spediazione punitiva”.
Spesso si sente dire che oggi il mondo è dei gay. Secondo lei è vero che, almeno in certi settori, vedi la moda, il design, la pubblicità, conviene davvero essere omosessuali, oppure questo vale solo per chi è già famoso?
Sicuramente la popolarità è un anestetico all’omofobia e alla transfobia. Ma pensare che sia conveniente mi fa un po’ ridere. Non è che conviene o meno essere omosessuali L’omosessualità è un dato di fatto: c’è chi lo è e chi non lo è. Oggi ci si potrebbe chiedere se conviene o no nascondersi. E purtroppo penso che, davanti a tutti questi episodi di violenza, a un ragazzo giovane convenga di più farlo
- Vladimir Luxuria
- Lunedì 31 Maggio 2010

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Il 1 Giugno 2010 alle 9:24 Il Malawi condanna l’omosessualità, appello di Madonna ha scritto:
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