Vicenda Marrazzo: Striscia la bugia


Vicenda marrazzo: striscia la bugia

Sesso, bugie e videotape. L’inchiesta sul presunto ricatto ordito contro l’ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo da parte di una squadra di carabinieri infedeli rischia di diventare la trama perfetta per un sequel della celebre pellicola di Steven Soderbergh.

Infatti, se per la procura di Roma e per la Corte di cassazione l’ex governatore è stato vittima di un complotto, secondo il giudice dell’udienza preliminare Renato Laviola le cose potrebbero essere andate un po’ diversamente. Il gup, durante l’incidente probatorio durato da lunedì 17 a venerdì 21 maggio, ha messo in luce, con le sue domande e decisioni, una verità processuale difforme rispetto a quella affiorata sino a oggi.
Un’inversione culminata con la scarcerazione di Luciano Simeone, uno dei due militari che il 3 luglio 2009 avevano fatto irruzione nell’appartamento in via Gradoli del transessuale José Alexander Vidal Silva, in arte Natalì, dove avevano ripreso con il cellulare Marrazzo «in déshabillé».

Laviola ha motivato il provvedimento del 22 maggio spiegando che in casa di Natalì la droga non era stata portata dai carabinieri, come sostenuto dall’ex presidente del Lazio e dal brasiliano e che, sul punto, le dichiarazioni dei due sono «contrastanti».

Il giudice invece ha ritenuto «attendibili» quelle rese il 12 aprile da Bruno Semprebene, uno dei pusher utilizzati dai viado, che si era autoaccusato di spaccio: «Il 3 luglio portai a Natalì tre pezzetti di cocaina. Quando arrivai era già per strada. Salì sulla mia macchina e nell’occasione le diedi la droga in cambio di 300 euro».

L’esame dei tabulati e delle celle telefoniche da parte dei carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dimostra che Semprebene quel giorno è stato effettivamente contattato da Natalì, e che l’uomo successivamente lo ha raggiunto in via Gradoli. Il trans ha confermato le telefonate, ma ha negato di essere riuscito ad acquistare la droga. Laviola non gli ha creduto. Anche perché il 17 maggio, durante l’incidente probatorio, Natalì ha ammesso di avere talvolta procurato cocaina per Marrazzo e per questo è stato iscritto (per spaccio) sul registro degli indagati.

La versione dell’ex governatore sino a oggi era stata molto diversa rispetto alle conclusioni del gup. Nel primo verbale del 21 ottobre 2009 il giornalista aveva detto: «Mi accorsi a un certo punto che vi era della polvere bianca che  pensavo fosse cocaina, ma io non ne ho fatto uso». Il 2 novembre, sempre davanti ai pm, Marrazzo aveva ammesso invece di averla utilizzata in occasione di incontri con i viados, ma non in quella circostanza. Nelle due successive deposizioni aveva confermato questa linea. Natalì lo aveva assecondato: però davanti al giudice Laviola ha descritto un Marrazzo che chiedeva insistentemente la cocaina e che, a volte, la portava con sé, come sarebbe successo alla fine di giugno del 2009.

Le contraddizioni nella ricostruzione dell’ex presidente del Lazio non finiscono qui. In ottobre Marrazzo aveva detto che i militari, durante l’irruzione, lo avevano costretto a consegnare 5 mila euro e tre assegni per un valore complessivo di 20 mila euro. Il 2 novembre gli euro in contanti erano diventati diventati 3 mila: «Mi sono confuso nelle dichiarazioni rese in precedenza sull’entità della somma» aveva affermato Marrazzo «perché ricordavo che il giorno prima avevo effettuato da un conto corrente a me intestato un prelievo di 5 mila euro».

E gli assegni? Marrazzo aveva offerto una spiegazione particolareggiata: «L’unica cosa che ho fatto come conseguenza di questo episodio (l’irruzione del 3 luglio, ndr) è stata quella di pregare il mio segretario Adelfo Luciani che gestisce il conto corrente bancario da cui ho tratto gli assegni consegnati ai sedicenti carabinieri di fare denuncia di smarrimento in quanto gli ho detto di averli persi».

Ascoltato dai pm, Luciani ha spiegato quell’episodio in modo differente dal suo ex principale: «Un giorno del mese di luglio mi sono accorto che nel cassetto non c’era più il blocchetto degli assegni e allora ho riferito tale circostanza a Marrazzo, il quale si è spaventato, temendo che potessero essere usati illegittimamente e mi ha pregato di an-dare al più presto a fare denuncia». Quindi la segnalazione alle forze dell’ordine non sarebbe collegata all’irruzione degli uomini dell’Arma, ma alla scoperta di Luciani.

I pm, durante la deposizione, non credono all’uomo e lo informano che verrà iscritto per falsa testimonianza. Ma Luciani non cambia versione. Su questo punto anche Natalì ha parzialmente contraddetto l’ex governatore: «Il pomeriggio del 3 luglio Marrazzo mi ha chiamato a casa, dopo l’episodio dei carabinieri, per dirmi che per lui quell’incidente era chiuso, che lo riteneva finito lì, pregandomi di non raccontare a nessuno quello che era successo».

Il 17 maggio, in aula, il trans ha ribadito che Marrazzo «non gli aveva parlato degli assegni e che non aveva manifestato alcuna intenzione di presentare denuncia». Ma perché l’ex presidente del Lazio avrebbe dovuto mentire su questo punto? «Ha utilizzato una circostanza vera e a lui nota per dimostrare una fantomatica concussione che non c’è stata» sostiene l’avvocato Manlio Pennino, difensore insieme con Bruno Von Arx di Simeone, il militare appena liberato dal giudice Laviola. «Leggendo gli atti processuali si capisce che Marrazzo e Natalì danno una versione concordata dei fatti, che si modifica via via adeguandosi ai nuovi atti di indagine: ma che non è mai finalizzata a fornire una spiegazione autentica della vicenda».

Laviola, scarcerando Simeone e chiedendo l’iscrizione sul registro degli indagati di Natalì, sembra dargli ragione. Almeno sino al prossimo giudizio.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101