Crocifisso in aula: non è più solo una battaglia dell’Italia


Una foto di archivio del 18 Settembre 2003 di un custode che appende una croce all'interno di un'aula di una scuola (Ansa)

Una foto di archivio del 18 Settembre 2003 di un custode che appende una croce all'interno di un'aula di una scuola (Ansa)

Sembrava quella dell’Italia una battaglia contro i mulini a vento. Ora lo è sempre di meno.

Per la prima volta nella storia della Corte europea dei diritti dell’uomo dieci stati membri si sono schierati a fianco di un altro paese contro una sentenza: quella che proibisce allo Stato italiano di esporre il crocifisso nelle aule scolastiche.

Dieci stati che non vogliono rinnegare le proprie radici, il proprio dna culturale, per non offendere chi non crede in Gesù. In rigoroso ordine alfabetico: Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Monaco, San Marino, Romania e Federazione Russa.

Non solo: anche Austria e Polonia, infatti, si sono pronunciate pubblicamente contro la sentenza, ma non entreranno direttamente nel merito, mentre spicca l’assenza della cattolicissima Spagna, in preda alla sindrome Zapatero, e di un altro paese latino come il Portogallo.

Il nostro paese, insomma, non è più solo e gli italiani scoprono di non essere più gli ultimi bigotti in via d’estinzione, in un’Europa che si finge liberal e che fa tutto tranne che difendere le proprie tradizioni.

Perché l’occasione è davvero unica: questi dieci paesi, infatti, si sono dichiarati “parte terza” in vista della seduta della Gran Camera del Tribunale che vaglierà la sentenza il prossimo 30 giugno. In poche parole, possono presentare in forma ufficiale osservazioni scritte e orali per intervenire in appoggio dello Stato italiano.

Si tratta di un precedente importante, perché di solito gli stati membri della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (i paesi Ue, i paesi dell’ex blocco comunista e la Turchia) si astengono dall’intervenire, almeno che non sia coinvolto un loro cittadino. Nel caso del crocifisso, invece, mettono il naso in una faccenda di un cittadino di un altro paese.

La storia, ormai, è nota a tutti: lo scorso novembre la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dato ragione a un ricorso presentato da Soile Lautsi, una cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto a una scuola di Abano Terme (Padova) di togliere i crocifissi dalle aule, una presenza contraria ai principi laici nei quali voleva educare i suoi due figli iscritti in quell’istituto.

L’Italia ha presentato ricorso, convinta, come ha scritto il ministro Franco Frattini, che ”il crocifisso non è mai stato, e tanto meno lo è oggi, un simbolo di parte”, ma “è il simbolo delle tradizioni cristiane che sono comuni alla stragrande maggioranza delle Nazioni e dei popoli europei”. Una posizione ancora minoritaria, ma che sta prendendo piede in Europa. Perché Don Chisciotte non parla più castigliano: è diventato italiano e ha dieci nuovi compagni d’avventura.

Commenti

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Il 3 Giugno 2010 alle 20:48 marcoihg ha scritto:

Le radici Italiane hanno poco a che vedere con il crocifisso che è stato introdotto ,nei luoghi pubblici statli o amministrativi governativi, poco meno di cento anni fa.
Non mi senbra che le nostre tradizioni italiche/europee siano così recenti. Nonostante questa realtà storica sono indifferente alla presenza o meno del crocifisso nelle aule pensando che per parecchi, anni dai banchi scolastici, quasi non lo vedevo.

Il 4 Giugno 2010 alle 11:54 laofa ha scritto:

Quali siano gli indirizzi della Comunità Europea in materia di imposizione dei cosiddetti “Nuovi Diritti dell’Uomo” (distruzione della famiglia eterosessuale, libertinismo, aborto libero, “empowerment femminile” e malebashing per indebolire le società, matrimoni promiscui, radical femminismo, diffusione dell’omosessualità) è cosa sconosciuta solo agli struzzi che non vogliono vedere. Che siano indirizzi PROGETTATI per plasmare, le società occidentali in primis, e poi tutte le altre, ormai destinate a rientrare nel New World Order del darwinismo sociale, del consumismo senza limiti e del capitalismo selvaggio, appare ormai chiaro a tutti coloro che riescono a trovare del tempo per sottrarsi al lavaggio del cervello attuato in maniera scientifica dai media (asserviti alle stesse lobbies di cui stiamo parlando)e vogliono approfondire obiettivamente la cosa.
Basterebbe ricordare quello che aveva detto Alain Bauer, grande maestro del Grande Oriente di Francia (GODF) in una intervista sul settimanale Le Nouvel Observateur dal titolo “Ecco chi siamo veramente”: Alla domanda sul significato di “Nuova Europa” e “Costituzione Europea”, la risposta, dal candore spudorato di chi conosce bene la realtà dei fatti, è stata: “Se all’interno dei testi riguardanti l’Unione Europea non si pone più la questione di introdurre il concetto di eredità cristiana questo non è un caso, poichè i massoni fanno quel che c’è da fare…Questa è la nostra posizione! Anche in bioetica è così: noi siamo per la libertà assoluta nella ricerca scientifica, CONTRO TUTTI I DIVIETI MORALI”.
Se il termine “massone” sembra evocare un concetto culturale irriso da chi vuole far passare la cosa come idea paranoica del solito “complottismo degli ‘illuminati’ che indirizza il mondo verso mete studiate a tavolino” farebbe bene a documentarsi meglio perchè è proprio vero: l’efficace strategia del Diavolo è proprio quella di suggerire che non esiste! Si potrebbe andare, per esempio, alla voce “Fondazione Rockefeller” (o a quella delle dieci famiglie che, di fatto, avendo in mano capitali enormi, sono il vero direttorio mondiale occulto e che non hanno scrupoli a distruggere l’essere umano così come da millenni concepito per farne uno zombie consumista).
Naturalmente, il più strenuo avversario di questo ordine di cose ormai giunto a livelli avanzati di edificazione è proprio il Cristianesimo,con il suo giusnaturalismo, vera barriera contro ogni deriva etica e morale. Guarda caso, questo scomodo ostacolo è il principale bersaglio di una campagna tendente a screditarne la superiorità morale (vedi attacco ai preti pedofili effettuata dagli ormai soliti noti). Naturalmente tutti a tacere gli scandali immani dello stesso tenore che implicano case regnanti e politici potenti del mondo asserviti ai progetti mondialisti (”New Development Goal”). Basterebbe una ricerca breve per capire a che punto è l’insabbiamento di questi, con l’aiuto delle lobbies potenti che possono fare e disfare a piacimento e, di converso, di quanto pretestuoso sia il tentativo di generalizzare la colpa di pochi ministri cattolici indegni (comunque da stigmatizzare) all’intera istituzione della Chiesa.
Piuttosto, sarebbe da approfondire il perchè della spinta, favorita dalle lobbies massoniche e ultra laiciste che dominano la Commissione Europea (e l’ONU), a far entrare la Turchia nell’UE. Si troverebbero legami sulla situazione in Norvegia (si, proprio la Norvegia paradiso del femminismo e additata ad avanguardia delle conquiste sociali). Anche di capire quali siano i veri rapporti fra FMI e Commissione Europea e del perchè avvengano le “crisi finanziarie e monetarie” a orologeria. Ne verrebbero spunti di riflessione interessanti.

Il 6 Giugno 2010 alle 11:05 pv21 ha scritto:

Difendere radici storico-culturali da rivendicazioni libertarie pseudo-laiciste è battaglia nobile e condivisa. Delegittimare i valori fondanti l’unità di una nazione per malcelati interessi privatistici è azione indegna e miope. Sono RIFLESSI e RIFLESSIONI sostenuti dall’imprinting mediatico ..
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html

Il 13 Settembre 2010 alle 15:18 Da Adro all’istituto Laparelli: qualcosa non va nella scuola - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Miglio, dopo aver tappezzato le finestre con il sole delle Alpi e imbullonato nelle aule i crocefissi, “perché a nessuno venga in mente di toglierli”. Per carità, stiamo parlando di [...]

Il 2 Ottobre 2010 alle 18:55 pfb ha scritto:

Una pura nota linguistica. Nella didascalia alla fotografia apparsa nell’articolo di Carlo Puca “L’occasione fa l’uomo Adro” del 30 settembre 2010 si legge: “…Ha imposto il crocifisso senza Gesù”.
Mi permetto di far notare che la parola “crocifisso” è un aggettivo sostantivato e sta ad indicare il soggetto messo in croce, i cristiani designano con questa parola Gesù il Cristo appeso alla croce. Pertanto l’espressione “crocifisso senza Gesù” non ha alcun senso.
L’espressine corretta dovrebbe essere “la croce sensa il crocifisso o senza Gesù”. La proprietà di linguaggio dovrebbe essere una priorità per chi scrive su un giornale.

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