Ascolta l’audio intervista a Massimo Donadi
E ora nella “cricca degli appalti” rischia di finirci anche chi, fino a oggi, ha gridato allo scandalo. L’ultimo nome eccellente è quello di Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori e portabandiera della crociata per la moralizzazione della classe politica italiana.
A fare il suo nome davanti ai magistrati di Perugia è stato l’architetto Angelo Zampolini. In base al suo racconto, Antonio Di Pietro avrebbe preso in affitto, a prezzi stracciati, due appartamenti nelle centralissime via della Vite e via Quattro Fontane, a Roma, di proprietà della congregazione Propaganda Fide, grazie all’intercessione di Angelo Balducci e Diego Anemone il quale, nel 2006, avrebbe effettuato anche lavori di ritrutturazione. Dal suo blog Di Pietro nega di aver mai avuto a che fare con Anemone e smentisce tutto: «Non ho mai preso in affitto appartamenti da Propaganda Fide né per me o mia figlia né per la sede dell’Idv». Fatto sta che in via della Vite l’Idv aveva fissato la sede del suo giornale, mentre in Quattro Fontane abita in affitto la tesoriera del partito Silvana Mura.
Massimo Donadi, se è vero che Di Pietro non ha mai avuto niente a che fare con Anemone, è vero però quelle case “gestite” da Anemone e Balducci, per conto di Propaganda Fide, sono finite in mano vostra…
Nell’immobile di via della Vite aveva sede la società alla quale noi, all’epoca, appaltammo in blocco la realizzazione del giornale di partito, che chiudemmo dopo poco più di un anno
Proprio in un immobile di Propaganda Fide. Solo un caso?
Noi non sappiamo come questo editore abbia preso questo affitto né la cosa ci interessava. Anche se qualcuno ci avesse detto che quell’immobile apparteneva a Propaganda Fide noi non c’entravamo niente. La società era lì da prima che noi gli appaltassimo il giornale e c’è rimasta anche dopo. Sì, esserci capitati è stato solo un puro caso
Un puro caso anche quello di Silvana Muro che vive in affitto in un altro appartamento di Propaganda Fide in via Quattro Fontane?
La cosa andò così: ricordo distinatamente che Di Pietro chiese a Pedica, l’unico di noi che viveva a Roma, di aiutarlo a trovare una casa per la figlia che doveva venire a studiare a Roma. Pedica si diede da fare e trovò questa casa. Solo che nel frattempo la figlia di Di Pietro cambiò idea e decise di andare a studiare alla Bocconi. Per cui con quell’appartamento Di Pietro non ha mai avuto nulla a che fare nemmeno per un secondo. Zampolini dice bugie
E la Mura come ci è finita in via Quattro Fontane?
Per pura fatalità
Non sono troppe le fatalità?
Sì, per pura fatalità in quei giorni Silvana Mura aveva subito un furto in casa e aveva deciso di non volerci più mettere piede. Fu allora che Di Pietro le propose l’appartamento in cui doveva andare la figlia a 1800 euro al mese
E qui spunta Balducci che aveva fatto i lavori di ristrutturazione…
Non c’era stata nessuna ristrutturazione. Pochi giorni dopo che Silvana Mura si trasferì in quella casa io andai a trovarla. Era un appartamento assolutamente modesto, con del linoleum per terra, arredato in modo dozzinale, stile Ikea per capirci. Era appena imbiancato. Zampolini, quindi, mente. Perché lo faccia è chiaro, per conto di chi è ancora da stabilire
Donadi, Di Pietro ora evoca “manovratori occulti” e “inchieste a orologeria”Non sono le stesse parole dei vostri avversari?
Di Pietro si lamenta perché questo episodio ricalca la storia della sua vita: per due volte è stato indagato quando era magistrato, si dimise da magistrato e passò tre anni della sua vita a difendersi e alla fine le sentenze gli diedero ragione
Di Pietro e Berlusconi accumunati dallo stesso destino …
Sono accumunati sì, perché Berlusconi torna sempre in campo tutte le volte che sono stati fatti dei tentativi, finiti male, di distruggere l’immagine di Di Pietro
Pure questo lo dice anche Berlusconi: che lo vogliono distruggere, ma che alla fine nessuno ci riesce…
Per Berlusconi è diverso. Per lui i reati si sono estinti, però…
Di Pietro chiede di “non fare di tutta un’erba un fascio”. Dovrebbe valere anche per i suoi avversari politici…
La colpevolezza non si limita ad aver commesso o non commesso reati, anche violare l’etica pubblica è una cosa grave per un uomo pubblico. In questo senso non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma chi ha sbagliato deve pagare, fosse pure uno dell’Italia dei Valori.
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Commenti
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Il 5 Giugno 2010 alle 15:38 nhico ha scritto:
Da un appalto comunale bello e deliberato alla scrivania dell’ allora Premier Prodi, Ministro Rutelli e Ministro Di Pietro. E tutt’e tre mettono mano alla costruzione della più grande cattedrale nel deserto che la storia famelica dell’italico spreco ha mai progettato. E così, dagli originali 5 milioni di euro, che già per un paesino di 21 mila anime era un voler bruciare soldi inutilmente, avrebbero potuto pensare di fare altre cose mille volte più utili che un auditorium, tirando di qua e stiracchiando di là arrivano a depredare le casse dello stato per 56 milioni di euro. Potevano mettere su una fabbrica! Ma ci potete scommettere sicuri di vincere che su questo versante nessun pm muoverà niente nei confronti della triade che ( in una sfida impossibile con Gesù Cristo, ma si fa quel che si può e loro, purtroppo, hanno saputo fare moltissimo), ha moltiplicato per undici volte e passa l’importo iniziale. Davvero una fame insaziabile. Da guinness dei primati. Un più 1120 per cento che resterà per sempre negli annali dei record imbattuti. Ma si sa che le case, e in special modo a Roma, costano molto. E da ciò il do ut des.
Il 1 Luglio 2010 alle 18:38 vatinno ha scritto:
Molto interessante l’intervista di Donadi; purtroppo non fa che riproporre stancamente, come un disco rotto, lo stesso ritornello: “tutto bene madame la marchesa”; purtroppo così non è.
Io come delegato de “la Base IdV” (3000 aderenti in tutta Italia) al Congresso nazionale di Roma nel febbraio 2010 ho chiesto, tramite una mozione, di cambiare marcia perchè così il partito non può andare avanti. Ho chiesto una “commissione glasnost” sulla trasparenza del partito. Risultato? Non è cambiato nulla. Ed ora ricominciamo ad apparire sulle pagine della stampa. Per quanto riguarda poi la casa dell’ on. Mura al centro di Roma, e di proprietà d i Propaganda Fide, per coerenza con quanto sempre lei dice, farebbe meglio a lasciarla subito.
http://www.giuseppevatinno.it
g.vatinno@agora.it
cell.: 338-7275363
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