Il sacerdote martire di Solidarnosc ricompatta i cattolici polacchi


Da Varsavia - Quasi una cerimonia di Stato con un occhio alle elezioni del 20 giugno. Così è stata a Varsavia la beatificazione di padre Jerzy Popieluszko, il cappellano di Solidarnosc massacrato a bastonate dalla polizia segreta polacca nel 1984 e portato oggi agli onori degli altari come martire della fede, in una cerimonia presieduta da monsignor Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi.

Duecentomila fedeli giunti da tutta la Polonia si sono riuniti nell’immensa piazza Popieluszko della capitale per la cerimonia di beatificazione, insieme con 120 vescovi e cardinali e oltre 1200 sacerdoti. I fedeli sono arrivati fin dall’alba, da tutto il Paese. Centinaia le bandiere di Solidarnosc, gli operai di Danzica con i caschi dei cantieri navali, i vecchi e nuovi militanti del sindacato stretti intorno all’ex presidente, in prima fila con la moglie. Ma dopo la tragedia aerea di Smolensk che ha ucciso il presidente Lech Kaczynski e decapitato i vertici del potere civile e militare polacco, e dopo le alluvioni degli ultimi giorni che hanno aggiunto tragedia alla tragedia, mettendo in ginocchio il sud del Paese, finalmente sotto il tanto atteso sole di primavera, la Polonia si è ritrovata unita per celebrare il sacerdote martire, simbolo del riscatto e della liberazione del Paese dal regime comunista.

Alla beatificazione hanno partecipato tutti i vertici dello Stato sopravvissuti alla tragedia di Smolensk: il capo del governo Donald Tusk e i due principali candidati alle elezioni del 20 giugno, il presidente ad interim Bronislaw Komorowski e Jaroslaw Kaczynski, fratello gemello del presidente morto. Nella commozione generale il pensiero è andato anche a Giovanni Paolo II e all’attesa della sua beatificazione. Il coro polacco in piazza Pilsudski ha cantato “Santo Subito”, dedicato a Wojtyla ma monsignor Amato, forse per non rispondere a domande “imbarazzanti” sui tempi per la beatificazione di Giovanni Paolo II, ha preferito non tenere la conferenza stampa al termine della cerimonia. Per Wojtyla, evidentemente, bisogna ancora aspettare.

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