

Toghe rosse all'inaugurazione dell'anno giudiziario - foto di repertorio (Ansa)
Si dice che i tagli siano necessari per risanare le casse dello Stato, soprattutto quando a farli sono gli altri. Un discorso che in Italia vale per ogni categoria, dai professionisti agli operai, dai politici ai pensionati. Toccate tutto, tranne il mio stipendio.
Tra i più incazzati - scusate il termine - però ci sono i magistrati: non ne vogliono sapere di sganciare una lira, pardon un euro, per rinsanguare le risorse finanziarie del paese. E chissenefrega se l’Italia rischia di fare la fine della Grecia.
Qualche quotidiano, così, è andato a spulciare le tabelle Istat, scoprendo che le retribuzioni più pesanti sono appunto quelle dei giudici con una media di 110.000 euro, mentre le più leggere sono quelle degli addetti alla pulizia, con 15.000 euro l’anno.
E visto che i sacrifici toccheranno un po’ tutti, Tremonti ha pensato di tagliuzzare anche qualcosa alle toghe. Stavolta, però deve essergli sfuggito il temperino, perché i più penalizzati non saranno i giudici più anziani (e più ricchi), ma quelli giovani (e più poveri): 3.000 euro lordi in meno a chi guadagna 150.000 euro l’anno e 10.000 euro in meno ai magistrati di prima nomina, che portano a casa in media 40.000 euro l’anno.
Inevitabile, quindi, lo sciopero delle toghe il primo luglio, che scenderanno in piazza, però, per difendere i più privilegiati: c’è il rischio di “un massiccio esodo di magistrati, gravemente penalizzati dalle misure concernenti il trattamento di fine rapporto”, grida l’Anm. Per la serie, il governo mette le mani nel mio portafoglio (pieno) e io chiedo la pensione anticipata. E ai giovani magistrati chi ci pensa? Il ministro Alfano.
Inoltre, pare che sul piede di guerra ci siano anche i medici in difesa delle loro parcelle d’oro, senza contare - come ha fatto notare il Tempo - che tra le fila degli intoccabili compaiono anche le banche e i politici, che in sordina hanno depennato la norma per ridurre del dieci per cento lo stipendio dei parlamentari sopra gli ottanta mila euro. Decideranno, se avranno voglia di farlo, in autonomia il Senato e la Camera.
Perché per gli intoccabili forse vale quanto ha risposto il segretario dell’Anm Luca Palamara al Senatùr, che chiedeva un sacrificio anche alla magistratura: “Prima portiamo gli stipendi a livello dei parlamentari e poi preoccupiamoci di tagliarli”. Ecco, così va nel paese (dei privilegiati).
- Lunedì 7 Giugno 2010
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Commenti
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Il 7 Giugno 2010 alle 18:11 Panorama News 07 giugno 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Non tagliate lo stipendio, soprattutto se è di un magistrato Si dice che i tagli siano necessari per risanare le casse dello Stato, soprattutto quando a farli sono gli altri. Un discorso che in Italia vale per ogni categoria, dai professionisti agli operai, dai politici ai pensionati. Toccate tutto, tranne il mio stipendio. [...]
Il 8 Giugno 2010 alle 13:02 silverwolf999 ha scritto:
è giusto toccare anche lo stipendio dei magistrati. chi sono loro per starsene fuori?
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