

Un tecnico al lavoro su una centralina telefonica in una foto di archivio (Ansa/FRANCO SILVI)
Più che l’esito (scontato) della votazione del ddl sulle intercettazioni, riscritto per la quinta volta e blindato al Senato, qui vorremmo discutere il dopo. Perché si sa che lo sport nazionale è quello di aggirare le regole; soprattutto quando una norma non piace proprio a tutti, come in questo caso.
Anche perché, come dice il proverbio: “Fatta la legge, trovato l’inganno”. Spieghiamo meglio: secondo le modifiche definitive al ddl non si potrà pubblicare il testo delle intercettazioni prima della conclusione delle indagini preliminari.
Chi lo fa rischia grosso, soprattutto gli editori, per i quali sono previste sanzioni fino a 450 mila euro. E visto che i bilanci dei giornali non vanno poi così tanto bene negli ultimi anni, c’è da scommettere che i direttori ci penseranno non una, ma dieci volte prima di pubblicare integralmente un qualsiasi atto di indagine.
Tutto ciò però vale solo in Italia. L’informazione, infatti, ormai viaggia anche online e non solo sulla carta o in Tv. E sul web funziona più o meno così: un sito registrato in Alaska è visibile anche a Catanzaro. Se n’è accorto, con non poca felicità, l’ex magistrato Felice Casson (Pd): “Se la notizia segreta viene pubblicata all’estero non c’è nessuna possibilità di intervento da parte del nostro sistema”.
Insomma, le leggeremo su Le Monde o su la Bild. Ma siamo sicuri? Giuliano Ferrara, editorialista di Panorama e direttore de il Foglio ha espresso qualche dubbio: “Chiunque legga una decina di giornali stranieri non è mai incappato nelle lenzuolate di intercettazioni”.
Sulla carta, ma sul web c’è un precedente (anche se non si trattò di intercettazioni): giusto un anno fa, a proposito delle foto scattate all’interno di Villa Certosa, la residenza in Sardegna del premier Silvio Berlusconi. Il Garante della privacy ne vietò la pubblicazione. E, infatti, le pubblicò El Pais che aumentò vertiginosamente le visite al proprio sito, soprattutto grazie alla curiosità degli internauti italiani.
Qualcuno, quindi, prevede una fuga di notizie verso siti web stranieri nei prossimi anni. E le intercettazioni così non spariranno, ma saranno a portata di clic: nei propri pc di casa, nei telefonini, negli iPad e in qualsiasi altro aggeggio elettronico in grado di connettersi alla rete.
Importanti gruppi editoriali italiani poi sono già presenti all’estero e potrebbero lì pubblicare le intercettazioni: ma vi immaginate il gruppo Rcs che obbliga l’autorevole redazione del conservatore El Mundo a pubblicare paginate sulle telefonate di tale cricca “x” degli appalti “y” nella provincia “z” italiana?
Eppure, secondo alcune indiscrezioni, altri gruppi editoriali, così come alcuni blogger e gruppi politici (IdV in testa) sarebbero disposti a registrare siti all’estero pur di rendere pubblici dialoghi telefonici dai contenuti più pruriginosi. Chissà, magari un giorno non lontano li leggeremo su un famoso sito gossipparo: il cliccatissimo ”antoniodipietro.fr”.
- Giovedì 10 Giugno 2010
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Commenti
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Il 10 Giugno 2010 alle 16:09 degrel0 ha scritto:
Ma è così impossibile individuare chi fa uscire dalla stanza di un magistrato notizie che dovrebbero restare riservate?o forse qualcuno arrotonda il magro o grasso stipendio (a seconda del ruolo ricoperto)con traffici illeciti ma incoraggiati e pubblicati con la scusa della libertà di stampa (che spesso colpisce innocenti senza che in seguito ci sia la riabilitazione sulle stesse pagine sulle quali sono stati sputtanati).
Il 10 Giugno 2010 alle 18:44 pv21 ha scritto:
Nel paese del BARBIERE e il LUPO qualsiasi soluzione va bene purchè la gente stia contenta e tranquilla. L’importante è non perdere il CONSENSO SURROGATO di chi ha fede e ottimismo …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
Il 10 Giugno 2010 alle 22:28 lillo111 ha scritto:
sono d’accordo.
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze
Il 10 Giugno 2010 alle 22:30 pasalaam ha scritto:
Ancora una legge all’italiana. Se avessero punito il divulgatore delle intercettazioni, sarebbe stato più facile e soprattutto più corretto.
Il magistrato é tenuto al segreto istruttorio. Il giornalista é tenuto alla divulgazione delle notizie.
Qui si invertono le responsabilità e sarà un gran casino quando un magistrato dovrà giudicare un editore reo di aver publicato informazioni provenienti da un collega, magistrato pure lui.
Berlusconi, io ti voto sempre però a volte, sei un po’imbranato.
Il 11 Giugno 2010 alle 10:32 lupo.rex ha scritto:
Le intemperanze di giornalisti e magistrati italiani, che non godono di una grossa considerazione nel loro Paese ed anche all’estero, hanno portato a queste leggi restrittive e tendenzialmente poco democratiche. Ma che invece, vista la genìa di cui si parla risulta persino insufficiente. Fare pulizia è quindi difficile. A Bologna un proverbio popolare recita “La m…a si attacca allo spazzone!”. Forse non è il massimo del fair play ma con chi, in buona sostanza, già cerca di aggirare la legge non mi pare che valga la pena di usare un tono migliore.
Il 11 Giugno 2010 alle 11:43 grisostomo ha scritto:
Non capisco quello che è successo. NOn sarebbe stato sufficiente stabilire definitivamente per legge che, nella pubblicazione delle intercettazioni, l’unica responsabilità è del magistrato che le ha ordinate e che ha il dovere di conservarle?
Ci coltiviamo in seno una categoria di funzionari (i giudici), spesso infedeli ai loro obblighi morali e deontologici, irresponsabili, garantitissimi anche quando massacrano degli innocenti; abbiamo avuto la possibilità di assegnare loro con chiarezza una evidente ed ineludibile responsabilità, ed abbiamo combinato tutto questo pasticcio coinvolgendo anche i giornali?
Il vero pericolo dell’Italia oggi sono i magistrati, e stiamo a fare manfrina con i giornali?
Il 12 Giugno 2010 alle 18:09 pv21 ha scritto:
Vogliamo evitare gli abusi dei mezzi di informazione? Non serve tagliare le unghie agli inquirenti. Prendiamo ad esempio un giornale che diffonda notizie indebite, non veritiere, ecc. Basta obbligarlo a pubblicare (in prima pagina, a caratteri cubitali, su due colonne e per almeno una settimana) un testo di esplicita ammissione dell’illecito commesso con tanto di scuse per i soggetti coinvolti e per i lettori. Da condire con una salata multa. E’ un provvedimento speculare all’uso improprio di PAROLA e MERITO ed è quindi un più che efficace deterrente.
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html
Il 13 Giugno 2010 alle 9:13 Zione ha scritto:
L’Etica della vita, impone a chi di Dovere, di finirla una volta per tutte, con queste schifezze delle intercettazioni “a piacere” di qualsivoglia Leguleio, che invece di lavorare seriamente, intende sollazzarsi vigliaccamente in questo ludibrio da Spione.
Fra gli incommensurabili danni (anche dissanguatori dello Stato), che tale degenerazione Morale e Legale provoca nell’Onesta popolazione, va incluso anche il fatto che a causa di questa vergognosa e incontenibile smania di origliare morbosamente i fatti degli altri, certi grandi Orecchioni Abusivi, col casino che hanno combinato e fanno, purtroppo stanno mandando a puttane anche le utenze telefoniche dei poveri Cristi …
Il 15 Giugno 2010 alle 7:53 Zione ha scritto:
In cui si tratta anche di animalesca cattiveria: Giudici Pazzi Nei Tribunali — Meritano Cliniche Psichiatriche !
http://pietromelis.blogspot.co.....itano.html
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