Silvana Mura: la donna che conosce i segreti di Di Pietro non molla la cassaforte


Silvana Mura: la donna che conosce i segreti di di pietro

di Laura Maragnani

C’era una volta un piccolo negozio di vestiti in quel di Chiari, in provincia di Brescia, al numero 7 di piazza Martiri della libertà. C’era: Area ha chiuso nel 2000 senza lasciare rimpianti né a Chiari né a Bergamo, dove aveva la casa madre votata alla «confezione in serie di abbigliamento esterno». Ma da quel 2000 un’altra promettente carriera si è aperta per Silvana Mura, ex «imprenditrice del settore moda», come si presenta nel sito della Camera. C’è approdata nel 2006. Oggi è, oltre che deputata della Repubblica e membro dell’ufficio di presidenza a Montecitorio, la donna forte del partito di Antonio Di Pietro. L’unica a contare, a dirla tutta: la tesoriera. Sua «la responsabilità individuale, autonoma ed esclusiva delle attività amministrative, patrimoniali e finanziarie» dell’Italia dei valori. Sue le chiavi di una cassaforte stimata da Panorama nel 2007 in 22,5 milioni di euro. Oggi, a furia di rimborsi elettorali, siamo circa al doppio.

Silvana Mura è una bella signora, alta, con lunghi capelli biondi, che fuma 40 sigarette al giorno e vive di caffè. Vanta qualche trascorso come modella, un figlio, Mattia, e un ex compagno, il padre di Mattia, che (parole sue) «è la presenza più importante della mia vita».

Si chiama Claudio Belotti, anche lui da Chiari, classe 1949. E proprio Silvana e Claudio sono al centro dell’ultimo imbarazzo di Tonino: l’appartamento di via Quattro Fontane, a Roma, che Silvana ha preso in affitto nel 2006 da Propaganda fide. Contratto intestato a Claudio: 1.800 euro al mese più le spese.

D’accordo, è al primo piano. È rumoroso, si lamenta lei, e ci si dorme male. Ha poca luce, è ristrutturato senza gusto, ha le macchine che smarmittano proprio sotto le finestre. Ma al popolo di Tonino la cosa non è piaciuta lo stesso: il palazzo è di Propaganda fide e Propaganda fide era in mano ad Angelo Balducci, l’anima nera della «cricca».

Aggiungiamo che il contratto lo ha procurato Stefano Pedica, attuale senatore Idv e nel 2006 consulente di Tonino al ministero delle Infrastrutture; che il ministro era in cerca di un bilocale per la figlia Anna, neoassunta al quotidiano Italia dei valori; che Anna l’ha snobbato, ma Silvana no. Gliel’ha ristrutturato Diego Anemone, arrestato con Balducci il 10 febbraio, e la Dia dei lavori (denuncia di inizio attività) l’ha firmata Angelo Zampolini, l’architetto che, per conto di Anemone, dice di aver foraggiato l’acquisto di un appartamento al Colosseo per l’ex ministro Claudio Scajola.

Insomma, si chiede il popolo dei puri e duri via Facebook, era proprio necessario rivolgersi a Propaganda fide per trovare due stanze a Roma? Ed è mai possibile che né Pedica, né Tonino, né Mura di Anemone e Balducci sapessero niente? Sarà anche tutto regolare, come giura Di Pietro; ma tra soldi e case Silvana è finita in croce. Famiglia piccolo-borghese, diploma di ragioniera, gioventù allegra in una cittadina che già allora le stava stretta, a Chiari, 18.500 abitanti, Silvana la ricordano più per le serate in discoteca che per l’impegno politico: zero. Qui oggi l’Idv ha un solo consigliere e Silvana per lui non si è nemmeno spesa granché. «Mai un comizio» garantisce il sindaco-senatore Sandro Mazzatorta, leghista. «Certo, è andata via da anni e legami con il territorio non ne ha più. Ma la ricordiamo tutti benissimo».

Una bella ragazza che girava sempre in coppia con un’amica su una Mercedes cabrio, con i capelli al vento. E che, in circostanze ormai perse nella leggenda, nel 1996 incrocia un giovane magistrato di stanza a Bergamo, Antonio Di Pietro. Conosce anche la futura moglie di Tonino, Susanna Mazzoleni. E diventerà per tutti l’«amica di famiglia» (Mura dixit) che si trasformerà nell’ombra di Tonino quando lui si metterà in politica.

Nel 1998 era con lui a San Sepolcro, alla nascita della prima Idv, quella che poi confluirà nell’Asinello. Ed era sempre al suo fianco, nel settembre del 2000, davanti al notaio Bruno Cesarini di Roma, a costituire l’associazione Idv dopo il naufragio dell’Asinello. Tre sole persone: l’avvocato Mario Di Domenico, segretario, Tonino, presidente, e lei, la ragioniera del gruppo, tesoriera.

Da allora non l’ha più scalzata nessuno. Nemmeno quando nel 2004, al posto di Di Domenico, ormai in rotta con Di Pietro, è subentrata Mazzoleni. Dicono i pettegoli che, di Silvana, Susanna sia stata per anni gelosissima. Oggi sono tutti in pace nell’associazione, parallela al partito, che incassa i rimborsi elettorali del partito medesimo. Tesoriera di entrambi è ovviamente Mura.

Tutto regolare? Il movimento del Cantiere di Elio Veltri e Achille Occhetto ha presentato una denuncia alla Corte dei conti; i magistrati contabili hanno girato tutto alla procura di Roma; da tre mesi la Guardia di finanza indaga per conto del sostituto procuratore Attilio Pisani. «Da anni chiediamo chiarezza sulla gestione dei fondi pubblici da parte di Mura e Di Pietro» spiega l’avvocato Francesco Paola.

Già, Mura e Di Pietro. Gli inseparabili. I due si sentono al telefono più volte al giorno, e a cena li si vede spesso vicino alla Camera, con Belotti e pochi fedelissimi (tra cui il deputato Gabriele Cimadoro, cognato del capo). Ma è Mura l’unica persona che Tonino ascolti davvero. Di più: è l’unica figura stabile in un’Idv che dal 2000 a oggi ha visto andare e venire un mare di gente, a partire proprio da Occhetto e Veltri.

Per molti la rottura è cominciata quando hanno provato a chiedere lumi sui conti. «Nel 2006 ho contribuito a scrivere il regolamento del gruppo Idv alla Camera» spiega il senatore Giuseppe Astore, fuoriuscito. «In base a quel regolamento il bilancio doveva essere approvato ogni anno dal direttivo, ma in due anni alla Camera, e in due al Senato, non ho mai visto né approvato alcunché».

Idem nelle sedi periferiche. Angelo Mancini, storico militante a Bologna, ha chiesto chiarimenti sulla contabilità: fuori.

Non ha mai creato problemi la tesoriera della Lombardia, Isabella Ferrara, prima moglie dell’ex pm e madre del suo primogenito Cristiano: ancora al suo posto. Rosanna Beccari, tesoriera in Emilia-Romagna, essendo commercialista, di dubbi invece ne aveva molti. Racconta ad Alberico Giostra nel Tribuno (Castelvecchi): «La Mura pretendeva bilanci fatti a modo suo e con metodi poco ortodossi, con contabilità improvvisata e con uscite documentate da ricevute spesso incomprensibili. Era ossessionante e premeva perché tutto fosse fatto come voleva lei. Chi provava a lamentarsi veniva cacciato».

Solito malanimo di un’ex? Possibile. Ma l’ultima rimozione è quella di Paola Manzan, anche lei tesoriera dell’Emilia-Romagna, che da Roma riceveva 20 mila euro l’anno per la gestione locale dell’Idv. Mura, coordinatrice regionale, se n’è presi 19.200 come rimborso spese. Troppo, secondo Manzan. Fuori. Ora al suo posto, segnala il mensile Voce delle voci, c’è Sonia Milani, segretaria personale di Silvana.

I quattrini? «Un argomento tabù. Si sa che i bilanci e la gestione dei soldi sono cosa di Di Pietro e di Mura. Non c’è alcuna trasparenza» spara Aurelio Misiti, ex deputato Idv, su www.iltribuno.com. «Le spese sono molte, ma penso che il partito possa disporre di una riserva di denaro accantonato piuttosto consistente».

Basta un giro sui blog dei dissidenti, come Sos Italia dei valori, per capire quanto Silvana apra malvolentieri la sua cassaforte. Per militanti e sedi locali l’ordine è uno: arrangiatevi.

Anche Wanda Montanelli, ex responsabile femminile, s’è arrangiata per anni. Poi ha studiato i bilanci. Anno 2005: stanziati 199 mila euro per la «partecipazione attiva delle donne alla politica»; 2006: 197 mila. Che fine hanno fatto? Diceva nel 2007, facendo lo sciopero della fame contro il maschilismo del partito: «Nel 2006, su 25 parlamentari eletti, le donne sono state appena tre». Franca Rame e Federica Rossi Gasparrini se ne sono andate in fretta. La terza era Silvana: «La dirigente che sottoscrive i bilanci» compresi «i fondi assegnati per legge alla componente femminile».

E rieccoci sempre a lei, la «Zarina», di cui Tonino si fida come di se stesso. Nel 2003 l’ex magistrato fonda la sua immobiliare personale, la AnToCri, di cui è socio unico e presidente. Nel cda, ecco Mura e Belotti. Nel 2004 la AnToCri compra un appartamento a Milano in via Felice Casati 1/a e l’Italia dei valori lo prende in affitto. Poi, nel 2005, nuovo appartamento a Roma, in via Principe EuEugenio 31. Inquilino? Il partito nazionale.

I giornali sfottono. La sede di Roma viene trasferita. Ma nel 2007 Silvana ci ricasca: Tonino compra un quartierino a Bergamo e lei comunica agli iscritti: «Abbiamo trasferito la sede di Bergamo in via Locatelli 29». Nessuna parola su chi incassa la pigione: Di Pietro. Un caso?

A condurre le trattative per l’acquisto di via Locatelli è stato Claudio Belotti. Da giovane ha fatto l’agente di assicurazioni, è stato consulente finanziario, era socio di una discoteca (oggi chiusa) a San Pellegrino Terme. Ha gestito e chiuso, con Silvana, il business moda di Area. Sempre con lei ha aperto,
e liquidato, la società editoriale Progetto nuovi orizzonti. Dopo la nomina di Tonino a ministro nel 2006, e l’ingresso di Silvana in Parlamento, della AnToCri è diventato amministratore unico. Lo è tuttora. Capelli lunghi, a volte legati in un codino, al partito è di casa: è il mandatario elettorale di Di Pietro e l’organizzatore dei convegni di Vasto. Perciò quando l’Idv è riuscita a gonfiare l’ufficio di presidenza del Senato per avere un suo rappresentante, sei mesi fa, al gruppo già si sapeva chi sarebbe entrato nello staff del neosegretario Nello Di Nardo: Belotti. La notizia è girata su Facebook, qualcuno ha protestato. Stop. Pazienza. Claudio c’è sempre, e lotta insieme a Silvana nella casa di via Quattro Fontane. Quella al primo piano, di Propaganda fide, mal ristrutturata da Anemone e con le macchine che gli danno tanto fastidio. A proposito. Qualcuno ha mai visto le ricevute dell’affitto?

Commenti

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Il 22 Giugno 2010 alle 18:33 Sara Balsamo » Blog Archive » La Dinasty-vicenda del “Tonino nazionale” ha scritto:

[...] eppure…. Leggendo un noto magazine (ndr: panorama http://blog.panorama.it/italia.....di-pietr...) si apprendono informazioni ben poco edificanti su un’altra figura che affianca il  Tonino [...]

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