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Domenica 4 luglio i magistrati italiani voteranno per eleggere i 16 consiglieri togati del Consiglio superiore della magistratura. Le correnti della categoria hanno sempre condizionato le elezioni, con liste bloccate. Ma quest’anno c’è una grande novità : sei candidati indipendenti, cioè non indicati dalle correnti. Ecco i loro nomi, in ordine alfabetico: Milena Balsamo, giudice del Tribunale di Pisa; Salvatore Cantà ro, sostituto procuratore generale alla Corte d’appello di Roma; Fernanda Cervetti, consigliere della Corte d’appello di Torino; Edoardo Cilenti, consigliere della Corte d’appello di Napoli (sezione Lavoro). Come indipendenti si candidano anche Paolo Corder, giudice del Tribunale di Venezia, e Carlo Fucci, pubblico ministero napoletano: entrambi aderiscono a Unità per la Costituzione, ma si sono candidati in contrasto con la decisione della loro corrente di non candidarli. Si tratta di una novità davvero importante, che può rompere il blocco gratitico che troppo spesso ha trasformato l’organo di autogoverno della magistratura in un luogo dove prevalgono gli «scambi di favori» tra correnti. Gli indipendenti si propongono a quanti, tra i 9.500 magistrati, rifiutano il sistema consolidato delle clientele. Meditate, giudici, meditate…
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