

Il gioco Puttanopoly, inventato dal collettivo delle prostitute ''Le Graziose'' a Genova (ANSA/LUCA ZENNARO)
Ciclicamente in Parlamento si ripropone il tema della legalizzazione della prostituzione. Nel nostro paese i bordelli (sì, i casini, chiamiamoli così, non case d’appuntamento) erano legalizzati e regolamentati, almeno fino al 1958, quando con la legge Merlin si decise di confinarli tra le attività illegali, con un trucco bizantino.
Perché la prostituzione non è illegale in sé, ma lo è lo sfruttamento e l’adescamento; il che, di fatto, ne pregiudica qualsiasi forma di regolamentazione. Così, periodicamente ci ritroviamo a discutere se sia il caso di riaprire i casini o di lasciare le prostitute per strada o negli appartamenti, in balia della criminalità.
Un tema che appassiona gli italiani, poi, non solo perché si parla di sesso, ma anche di soldi. Inevitabile, quindi, che tra la valanga di emendamenti alla manovra finanziaria (2.500), ne spuntassero due, uno a firma del senatore Lucio Malan (PdL) e uno della senatrice radicale Donatella Poretti (Pd), che propongono l’improponibile, almeno (e ne siamo sicuri) in Italia: legalizzare la prostituzione e far pagare le tasse alle lucciole.
Sì, proprio come avviene in Germania, dove la prostituzione è equiparata a una normale attività e dove è permessa la stipula di veri e propri contratti di lavoro che permettono di ottenere pensione e assistenza medica. Perché, come ha detto Malan: “Pagare le tasse non può essere paragonato allo sfruttamento, altrimenti tutti i lavoratori italiani sarebbero sfruttati dallo Stato, salvo proprio le prostitute”.
E se passassero gli emendamenti, le lucciole potrebbero portare alle casse dello Stato circa un centinaio di milioni di euro (secondo Poretti) e forse anche di più (dice Malan), visto che il giro d’affari è stimato attorno a un miliardo di euro, roba da 90 milioni di euro al mese.
Senza contare che Pia Covre, presidente del comitato per i diritti delle lucciole, sarebbe l’unica sindacalista in Italia ben contenta di far pagare le tasse alla propria categoria, pur di veder riscattato il suo mestiere. Che poi è il più vecchio del mondo.
- Mercoledì 23 Giugno 2010
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Commenti
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Il 24 Giugno 2010 alle 12:41 degrel0 ha scritto:
se ognuno è tenuto a versare denaro al fisco in proporzione al proprio reddito ben venga la regolarizzazione e la tassazione delle prostitute che,fuori da ogni ipocrisia,svolgono anche una funzione sociale perchè non tutti sono George Clooney.E che importano le proteste delle beghine di partito e di chi vuole (come i preti)risolvere un problema irrisolvibile da secoli prima della nascita del Cristo.E forse lo sconcio urbano finirebbe una volta per tutte.
Il 24 Giugno 2010 alle 22:54 Circolo Luce Del Sud » Legalizzare la prostituzione: why not? ha scritto:
[...] [...]
Il 27 Giugno 2010 alle 0:09 indigesto ha scritto:
Ma nello sfruttamento della prostituzione, redditizia attività riservata alle mafie, ci sono anche interessi politici; quando diretti, ossia degli stessi politici, e quando indiretti, tenuto conto che l’affarismo mafioso è tra i primi collettori del voto “democratico”. E quando mai decideranno lorsignori di fare un pò d’ordine?
Il 28 Giugno 2010 alle 0:25 pasalaam ha scritto:
È da supporre che gli uomini politici ed il corpo diplomatico saranno esenti da IVA.
Il 16 Agosto 2011 alle 13:40 Le prostitute? Le gestisce il sindaco | Notizie Politica ha scritto:
[...] non è un reato, mentre lo sfruttamento e l’adescamento sì. Panorama l’anno scorso dava conto di un emendamento bipartizan alla Finanziaria: Inevitabile, quindi, che tra la valanga di [...]
Il 11 Gennaio 2012 alle 0:08 pablitoescort ha scritto:
E quanto torna attuale questo articolo oggi? In questi tempi di crisi, la legalizzazione delle escort e la loro tassazione sarebbe la miglior manovra, si permetterebbe di uscire dalla clandestinità persone che desiderano farlo, e si combatterebbe l’evasione fiscale. Ora, grazie alla stretta sul denaro contante e alla visibilità delle operazioni sul conto corrente ci sarebbero anche gli strumenti giusti. Difficile pagare una top escort in nero, a meno che, appunto, il nero non sia l’unica via che lo stato concede. Monti farà finta di aver sentito, annuendo, ma lasciando cadere nel dimenticatoio, come farà per l’ICI alla chiesa?
Il 11 Gennaio 2012 alle 0:11 pablitoescort ha scritto:
E quanto torna attuale questo articolo oggi? In questi tempi di crisi, la legalizzazione delle escort e la loro tassazione sarebbe la miglior manovra, si permetterebbe di uscire dalla clandestinità persone che desiderano farlo, e si combatterebbe l’evasione fiscale. Ora, grazie alla stretta sul denaro contante e alla visibilità delle operazioni sul conto corrente ci sarebbero anche gli strumenti giusti. Difficile pagare una top escort in nero, a meno che, appunto, il nero non sia l’unica via che lo stato concede. Monti farà finta di aver sentito, annuendo, ma lasciando cadere nel dimenticatoio, come farà per l’ICI alla chiesa?
Il 11 Gennaio 2012 alle 0:21 Legalizzare le Escort: why not?NonVaNiente! ha scritto:
[...] Fonte Questo articolo è stato pubblicato in Senza categoria da admin . Aggiungi il permalink ai segnalibri. [...]
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