“Ti capita di trovarti a pensare di voler andare on line alla ricerca di materiale pornografico molte volte durante la giornata, anche quando non vorresti pensarlo?” E’ questa la prima domanda di un test scaricabile a pagamento da internet, “Treating an addiction to internet ponografy”, per valutare se si è diventati dei veri o propri “pornodipendenti”. Se la risposta a questo e ad altri quesiti, del tipo “menti agli altri sui tuoi comportamenti sessuali on line” o “stai spendendo più denaro di quanto vorresti per reperire materiale pornografico on line”, è sì, allora, consigliano gli autori del test, è il caso di correre ai ripari. Ma come? In Italia, come anche nel resto del mondo, negli ultimi anni sono nati centri specializzati nel curare malattie dovute alla dipendenza da internet come la cosiddetta “pornodipendenza”. Ma di cosa si tratta esattamente? E quanti sono gli italiani che ne soffrono?
Lo chiediamo a uno dei massimi esperti del settore, Federico Tonioni, psichiatra del Policlinico Gemelli di Roma e responsabile dell’ambulatorio per le dipendenze da internet. “Le stime ufficiali parlano di un milione e mezzo di pornodipendenti in Italia, un numero che ritengo del tutto plausibile. Per quanto riguarda la “pornodipendenza”, si tratta di una delle manifestazioni della più generale dipendenza da internet. Una dipendenza legata al diverso modo di rapportarsi al tempo e allo spazio tipico della cosiddetta “epoca digitale”.
Andiamo nello specifico: come si manifesta la pornodipendenza?
Il mondo della pornografia in rete si divide tra siti pornografici e chat erotiche. Nei siti pornografici il tutto avviene in un contesto autistico masturbatorio privo di interazione e che porta a fenomeni dissociativi. Nelle chat, invece, si interagisce o digitando sulla tastiera o attraverso la web cam, il contesto non è più autistico
E allora perché si finisce per “andarci in fissa”?
Perché non si diventa mai rossi
Cioè?
Su internet non c’è corporeità. Anche se ci si vede attraverso la web cam, i corpi non sono mai messi direttamente, fisicamente, in comunicazione, per cui è possibile dire qualsiasi cosa senza che le emozioni siano coinvolte
Dove sta il piacere?
Provare emozioni non è sinonimo di piacere. Non sempre provare emozioni provoca piacere, anzi! Ci sono emozioni del tutto spiacevoli. Diciamo che attraverso la chat si provano emozioni senza coinvolgere la nostra corporeità e quindi senza limite, per cui si diventa preda delle proprie fantasie
Quali rischi si corrono?
Nel confondere la fantasia con un pezzo vero della propria identità. Una volta è venuto da me un paziente disperato: aveva provato piacere nel guardare le foto di una 18enne con un seno molto poco sviluppato e si era convinto di essere diventato pedofilo, mentre non era affatto così. La sua paura dipendeva infatti da una fantasia che non aveva alcun riscontro nella realtà fisica
A questo proposito, quanto è forte il senso di colpa tra i suoi pazienti pornodipendenti?
Tantissimo, proprio per il fatto che si sentono dei mostri senza esserlo davvero diventati. Chi non si sente in colpa è un perverso puro e probabilmente un pedofilo reale
Cosa li preoccupa di più: il giudizio della società o quello della propria famiglia?
La società viene per ultima, si sentono in colpa soprattutto verso se stessi, la propria educazione, moglie e figli
C’è un identikit del pornodipendente tipo?
Si tratta di soggetti dai 30 anni in su. Molti non hanno mai avuto un’esperienza sessuale vera e propria, altri sono regolarmente sposati ma vanno comunque in overdose da sesso attraverso internet. Ovviamente a livello solo virtuale, arrivando così a confondere reltà e immaginazione
La maggior parte di questi sono uomini?
Niente affatto: sono metà uomini e metà donne. Il fenomeno è trasversale
E chi è che chiede maggiormente aiuto?
Praticamente solo gli uomini. E le dico la verità: non abbiamo ancora capito bene il perché
Forse perché le donne temono di più il giudizio di una società storicamente molto meno comprensiva verso l’universo femminile …
In parte può essere vero, ma azzardo anche un’altra ipotesi: secondo me le donne rivendicano, così, il loro diritto di poter frequentare siti pornografici senza che questo significhi chissà che cosa. Una forma di liberazione sessuale
Come curate, invece, quelli che riconoscono di avere un problema e vengono da voi?
Dipende da chi ci troviamo davanti. Tempo fa mi capitò di incontrare nello stesso giorno una ragazzina di 12 anni e una vecchietta di 72. In questo secondo caso si trattava di una donna da poco rimasta vedova che cercava su internet solo qualcuno con cui parlare. Nonostante ciò si era sentita in colpa e il nostro compito è stato solo quello di rassicurarla
E con gli adolescenti invece come si fa?
Nel caso degli adolescenti la questione gira intorno alla percezione del proprio corpo, che su internet non si ha, e sul gap generazionale con i propri genitori che talvolta drammatizzano situazioni che ancora rientrano nella sfera della normalità
E se una madre si rivolge a lei perché, magari, ha trovato su internet foto in mutande della figlia 12enne?
In realtà il problema più grave legato a internet, per gli adolescenti non è questo, bensì quello della dipendenza dai giochi di ruolo. Abbiamo ragazzini che addirittura smettono di andare a scuola. Poi, certo, ci sono anche i casi che lei mi cita. Ma, le assicuro, sono molto meno gravi di quanto sembri. Con ogni probabilità, una ragazzina che mette on line una propria immagine mezza nuda, non avrà mai un comportamento altrettanto disinvolto nel momento di un contatto fisico reale
Per finire, che consiglio si sente di dare agli adulti pronodipendenti e ai genitori di adolescenti a rischio?
Agli adulti di venire da noi e farsi aiutare perché le terapie funzionano. Ai genitori, invece, dico: non staccate mai i cavi del computer: non serve a niente e anzi può peggiorare la situazione
- Venerdì 25 Giugno 2010

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Il 26 Giugno 2010 alle 18:51 Santi, eroi e… pornodipendenti | hitechcitta.com ha scritto:
[...] Read more on Panorama on line [...]
Il 29 Giugno 2010 alle 20:00 Notizie dai blog su Gli italiani? Santi, eroi e… pornodipendenti. ha scritto:
[...] Santi, eroi e… pornodipendenti “Ti capita di trovarti a pensare di voler andare on line alla ricerca di materiale pornografico molte volte durante la giornata, anche quando non vorresti pensarlo?” E’ questa la prima domanda di un test scaricabile a pagamento da internet, “ Treating an addiction to internet ponografy ”, per valutare se si è diventati dei veri o propri “ porno blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
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