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Il 4 e 5 luglio giudici italiani eleggeranno i 16 membri «togati» del nuovo Consiglio superiore della magistratura. L’ho già segnalato su questo blog: questa volta, e per la prima volta, si presentano alcuni candidati indipendenti, cioè slegati dalle correnti che irreggimentano l’attività del Csm.
Basterebbe che per loro votassero 450 degli oltre 9 mila aventi diritto, e nel prossimo Consiglio entrerebbero giudici poco disposti a soggiacere alle regole dello «scambio di favori», il meccanismo che da troppo tempo condiziona la progressione delle carriere. Sul tema, adesso, arriva anche un’autorevole lettera aperta che, se letta con attenzione, è quasi una denuncia: a rivolgersi alla categoria è un giudice milanese, Guido Salvini, che ha deciso di prendere nettamente posizione a favore dei candidati indipendenti. Ecco che cosa sostiene Salvini, non iscritto ad alcuna corrente e noto per le sue indagini sulla strage di piazza Fontana e sul terrorismo: «Tre settimane orsono vi ho fatto parte della mia scelta personale per le elezioni del Csm per Edoardo Cilenti e delle ragioni di questa scelta che si estendono agli altri indipendenti.
Ora, a pochi giorni dal voto, molti segnali, che leggiamo nelle mailing list dell’Anm e delle correnti, e nelle preoccupazioni di alcuni candidati “ufficiali” che vivevano le elezioni come una formalità, ci dicono che la partita è aperta, che è stato toccato un nervo scoperto e che è stato inserito un piccolo cuneo in un sistema che sembrava impenetrabile. Mi permetto, quindi, di trasmettervi ancora qualche mia riflessione, un po’ più breve perché la verità è semplice ed è il suo contrario in genere ad aver bisogno di parole complicate.
Ci sono molti incerti, a Milano e in tutti i distretti. Quelli che pensano, io sarei d’accordo, ma serve, ma ne vale la pena? Sì, ne vale la pena, per i candidati indipendenti, per i candidati di corrente, per la magistratura nel suo insieme. Abbiamo bisogno di uno o più consiglieri che anche al Csm siano sentinelle della correttezza e trasparenza delle scelte; magistrati non migliori degli altri, che non pretendono di esserlo, ma che possano intendere i 4 anni a Palazzo dei Marescialli come un ulteriore servizio ed esperienza, e non come la tappa agognata di una carriera personale. Abbiamo bisogno, ad esempio, di consiglieri che nelle varie Commissioni non siano i destinatari delle telefonate di Tizio o di Caio, ma studino i fascicoli dei vari candidati da cima a fondo prima di dare il loro voto, come noi tutti facciamo con i nostri fascicoli processuali.
Non abbiamo bisogno di consiglieri che ci abbiano illustrato in pubblico concetti nobili ed elevati ma che in privato abbiano fatto, e siano lì per mantenere, promesse sconvenienti ai loro potenziali elettori, spesso semplici adulatori nella speranza di un beneficio.
Abbiamo bisogno di candidati, come Edoardo Cilenti e gli altri, che semplicemente ci dicano: “Sono un giudice, sinora ho fatto questo e quest’altro e lo puoi verificare. Se ti sembro adatto votami per il Csm e se sarò eletto, farò il Consigliere nello stesso modo in cui ho fatto il giudice, con imparzialità, correttezza ed impegno”. Tutto qui. “(…) Il 4/5 luglio siamo chiamati a compiere una scelta davvero libera che nessuno ci può rimproverare e i professionisti del voto che gironzolano intorno al seggio ci mancano solo di rispetto creando anche un danno all’immagine di coloro che sostengono”.
- Mercoledì 30 Giugno 2010

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