
Che ormai tra Berlusconi e Fini non corresse buon sangue gli italiani lo hanno cominciato a capire dallo scorso autunno. E il divorzio, prima soltanto minacciato, ora è diventato una reale possibilità . Perché alla domanda “Che fai mi cacci?” Berlusconi stavolta potrebbe rispondere sul serio con un “sì”.
E in questo caso, quali saranno le possibili conseguenze sugli elettori? Panorama.it lo ha chiesto ad Alessando Amadori, esperto di comunicazione politica ed elettorale.
Facciamo un’ipotesi: i finiani escono dal Pdl e si va alle elezioni anticipate. Quanti voti riuscirà a rastrellare il presidente della Camera?
La mia impressione è che Fini porti a casa un risultato del tutto marginale, attorno al 2 - 3 per cento. Un risultato non diverso da quello, per esempio, di Rutelli. Anche perché è il contrario di Berlusconi, che seppur criticato e bersagliato, è sempre riuscito lo stesso a raccogliere consenso e, soprattutto, voti.
Quali potrebbero essere le conseguenze sul PdL?
Dal punto di vista elettorale cambierà poco, ma il danno di immagine sarà sul medio e lungo periodo. Il PdL, infatti, a differenza del Pd è sempre sembrato un partito più compatto e solido, mentre ora rischia di imitare il centrosinistra, proprio a causa dell’aumento di litigiosità interna. Sul breve termine, effetti non ce ne sono.
E il terzo polo?
Cosa se ne faccia Fini di un eventuale terzo polo ancora non lo si è capito: per allearsi con Bersani e con Casini? Fini però dovrebbe considerare che è percepito ancora come uomo di destra e, quindi, sarà difficile collocare un eventuale nuovo soggetto. Dove e per proporre poi che cosa, lo sa infatti solo Fini.
An riusciva a superare il dieci per cento. Riuscirà Fini a fare lo stesso?
I finiani rappresentano, più o meno, un terzo degli ex An e, quindi, il terzo polo di Fini non dovrebbe superare la soglia del 4 per cento. Il presidente della Camera, inoltre, ha impresso una svolta profonda al percorso della destra che ha spiazzato gli ex elettori di Alleanza nazionale, i quali hanno sempre vissuto più di tradizione che di sperimentazione. Per fare un esempio, come potrà Fini far digerire a un elettore che votava Msi e poi An un’alleanza con Casini o addirittura con Bersani? Gli italiani non amano le formazioni ambigue: l’esperimento dell’Elefantino a destra non ebbe quel successo che ci si sarebbe aspettati, mentre a sinistra è fallito l’Arcobaleno, che avrebbe dovuto superare il 12 per cento e che non è riuscito a valicare la soglia del 4 per cento.
I contrasti tra Fini e Berlusconi sono un altro segnale della crisi del bipolarismo in Italia?
Il bipolarismo all’anglosassone è in crisi anche nel Regno Unito e forse è stata un’illusione pensare a due grandi contenitori che da soli siano in grado di contendersi l’elettorato. La verità è che dal punto di vista dell’offerta politica noi assomigliamo più alla Germania, con cinque o sei partiti di peso. E in futuro conterà sempre più la capacità di creare coalizioni solide.
E il Pd che cosa ci guadagna da questa vicenda?
Poco o nulla, anche perché il centrosinistra deve risolvere ben altri problemi. Un’eventuale uscita di Fini dal PdL potrebbe aumentare quel sentimento di delusione negli elettori che sfocia poi nell’astensionismo. In quest’ottica il percorso intrapreso da Fini, pur nella sua legittimità e nelle sue ragioni, oltre che al centrodestra, fa male anche alla politica.
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- Lunedì 5 Luglio 2010

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Commenti
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Il 5 Luglio 2010 alle 12:30 bepiro ha scritto:
Continuare con questo stillicidio è un massacro, per il Popolo delle Libertà e per il Paese. Si torni al voto. Il PdL senza Fini non ha i numeri per governare, ma ha senz’altro i numeri per contrastare qualsiasi governo tecnico o il peggior ribaltone. Dovrebbe cambiare polo la Lega, ma con quale faccia poi si ripresenterebbe alla prossima tornata elettorale? Se si facesse il ribaltone alle prossime elezioni sarebbe un grande successo per il PdL. Se vogliono questo, siamo pronti. Anzi, quasi quasi…
Il 5 Luglio 2010 alle 15:03 winfrank ha scritto:
Tutto ciò che sta accadendo non fa certo male alla politica: E’ LA POLITICA. Finalmente c’è qualcuno che dice NO al Berlusca anzichè piegarsi a novanta gradi.
Il 5 Luglio 2010 alle 17:04 mistergulp ha scritto:
Fini se uscirà dal PDL avrà solo da guadagnarci. La gente crede ancora in lui, perchè moltissimi elettori hanno capito finalmente chi è Berlusconi.
Il 5 Luglio 2010 alle 19:47 pv21 ha scritto:
Certi politologi non ricordano che abbiamo battuto ogni record in materia di “consumo” di Ministri. In soli due mesi ne abbiamo “consumati” ben 2. Non c’è una sola categoria professionale che sia disposta ad accettare una manovra così improvvisata, insostenibile, inefficace e iniqua. Quella di FINI è e resta “tregua armata”. Quando calano i consumi alimentari non basta il “ghe pensi mi” a mantenere il CONSENSO SURROGATO di chi ha fede e ottimismo …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
Il 6 Luglio 2010 alle 23:39 carlo.tosi ha scritto:
Ci perde l’Italia tutta e tutti i cittadini onesti che vi abitano.
Il 8 Luglio 2010 alle 11:17 thanatos ha scritto:
Nelle discussioni nel PDL la soluzione appropriata a certi comportamenti da infiltrato è quella di Iva Zanicchi ” che Fini si levi dalle palle ” Va a cena con baffino,riscuto applausi dalla sinistra che addirittura vuole votare con lui,è il beniamino del manettaro ? E allora dia retta al suggerimento di Iva.
Il 22 Luglio 2010 alle 23:49 fercas ha scritto:
Fini è un furbastro, prima s’é sfilato da Almirante ora cerca di sfilarsi da Silvio naturalmente per prenderne il posto; ci riuscirà ? Vedremo. Cordialità .
Il 29 Luglio 2010 alle 19:20 La giornata in pillole: Fini offre la tregua, ma ormai è troppo tardi - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] - Ormai le strade di Fini e Berlusconi sembrano destinate a separarsi. Il presidente della Camera, in [...]
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