Fini a casa e Berlusconi a Palazzo. Non lo dice proprio così esplicitamente, ma rispondendo alla domanda su quanto consenso otterrebbero l’attuale Presidente del Consiglio e quello della Camera in caso di elezioni anticipate, il senso delle parole di Alessandra Ghisleri è proprio questo.
Fondatrice della Ghial Media S.r.l, dove Ghial è acronimo di Ghisleri Alessandra, lei, la donna che cura i sondaggi e la strategia di Silvio Berlusconi, non ha dubbi: “La fiducia nel ruolo di Silvo Berlusconi come Presidente del Consiglio – dice a Panorama.it - è ben al di sopra del 60%. Le vicende interne al Pdl non hanno affatto scalfito il consenso personale che il premier raccoglie tra i suoi elettori”.
Ciò significa, almeno secondo Ghisleri, che anche se si andasse al voto anticipato, a causa del fallimento della coalizione di governo che lo sostiene, Berlusconi sarebbe comunque sostenuto da tutti i suoi vecchi elettori e forse anche da qualcuno in più.
Al contrario, Gianfranco Fini non potrebbe contare su altrettanta fedeltà. “Oggi Fini raccoglie, come persona, un 4% delle preferenze tra l’elettorato di centrodestra – spiega Ghisleri - ma molto probabilmente siamo già al di sotto di questa soglia, diciamo intorno al 3%”.
Quindi secondo lei Fini non può contare nemmeno più sullo zoccolo duro dei suoi sostenitori?
Esattamente. Sono proprio loro, la maggioranza del suo elettorato, che in questo momento capisce affatto cosa stia facendo Fini, che intenzioni abbia. Non si riconoscono nel suo concetto di politica che poi, chiariamolo perché è fondamentale, non si tratta nemmeno di politica ma di “fanta-politica”.
Lei esclude anche che Fini possa raccogliere consensi fuori dal Pdl?
Sì, perché come battitore libero non può certo pensare di portar via voti all’Udc e meno che mai al Pd
Secondo Berlusconi la pace con Fini gli costerebbe il 6-7% dei consensi. E’ d’accordo?
Direi di sì, anche se il dialogo piace e potrebbe aiutare a comprendere meglio la situazione, in questo momento l’elettorato di centrodestra non si sente rappresentato dal Presidente della Camera
Quanto sono costate al Pdl, invece, le polemiche sul ddl intercettazioni, la manovra economica, il caso Brancher e le incomprensioni con Napolitano?
Abbastanza: il calo è stato dell’ordine di 5 punti percentuali. Da oltre il 40% di gradimento siamo oggi tra il 35 e il 37% delle intenzioni di voto
- Mercoledì 7 Luglio 2010

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Commenti
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Il 7 Luglio 2010 alle 19:02 pv21 ha scritto:
Che strano! Non si trova più il “padre” del caso Brancher, del ddl intercettazioni e della manovra. Il PDL (partito) ha subito un calo di 5 punti percentuali. Il Cavaliere resta sempre saldo al di sopra del 60%. Anche i sondaggi servono a fare il CONSENSO SURROGATO di chi ha fede e ottimismo …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
Il 13 Luglio 2010 alle 14:32 carlo.tosi ha scritto:
Forza Fini, dai la spallata definitiva a questo governo di cialtroni, capeggiato dal re prepotente dei megalomani.
Il paese è stufo marcio putrefatto di questa situazione e di questi politici e la sinistra non è pronta a governare, sempre assopita e nebulosa com’è.
Forza, se proponi un nuovo governo con altra gente e nuove oneste regole, la gente ti appoggerà.
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