
Quiz dalle cronache del Palazzo. In che anno siamo?
Un parlamentare moderato ha proposto l’introduzione di norme più restrittive sulla divulgazione di notizie relative a indagini giudiziarie.”Non c’è alcun tentativo di censurare le notizie, quello che vogliamo combattere sono le notizie malate, quelle che nascono sulla base di un comportamento illecito”, spiega il parlamentare moderato in riferimento alla fuga di notizie che nei mesi precedenti hanno messo alla gogna esponenti politici di rilievo della maggioranza.
Ma giornalisti, magistrati e anche politici (soprattutto all’opposizione) si sono schierati contro questa proposta di norme più severe che, dicono, porrebbe dei limiti alla libertà di stampa. “No alla stampa imbavagliata” è il messaggio di protesta dei giornalisti.
Il capo dello Stato tiene a precisare i confini del problema: “Se un giudice viola un segreto commette un reato e va perseguito così come chiunque commerci con notizie coperte da tale segreto. Mal si farebbe a intervenire quando l’ acqua scende al mare senza andare a vedere quale sia la fonte”.
Un esponente del Csm spiega, invece, che la stampa “fa bene a pubblicare le notizie di cui viene in possesso”. Certe notizie però “non dovrebbe conoscerle, soprattutto allorché si tratta di questioni ancora sottoposte ad indagine. La divulgazione di notizie che violano il segreto istruttorio non agevola certo il corretto corso della giustizia”.
Il portavoce di un partito di governo difende la stampa, ma attacca i giudici: “Non si può punire il giornalista perché ha dato una notizia. La spinta naturale del giornalista è dare le notizie. Mentre invece la spinta naturale del giudice è non darle, è la riservatezza”. Duro contro il governo il leader di un partito di destra: “Il sistema si sente con l’ acqua alla gola e sogna di tornare alle veline. Nove volte su dieci il giornalista racconta la verità”.
Soluzione:
Provate a sostituire “parlamentare moderato” con Giuseppe Gargani (Dc, poi passato a Forza Italia, PdL e ora nell’Udc), “capo dello Stato” con Oscar Luigi Scalfaro, un “esponente del Csm” con Giovanni Galloni (tra i fondatori della Dc e membro del Csm dal 1990 al 1994), “portavoce di un partito di governo” con Ugo Intini (Psi) e leader di un partito di destra con Gianfranco Fini (allora segretario del Msi).
Vi apparirà un sunto di un articolo del Corriere della sera del 11 dicembre 1992.
P.S.: Siamo in piena Tangentopoli. Gargani aveva proposto una legge detta ”antiscoop”, per porre un freno alla fuga di notizie dalle procure. Se ne discusse nei mesi successivi, quando alla fine del 1993 la legge fu bloccata. L’anno successivo i partiti della Prima Repubblica sparirono. Nasceva ufficialmente la cosiddetta Seconda Repubblica
- Martedì 13 Luglio 2010

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Commenti
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Il 13 Luglio 2010 alle 14:45 degrel0 ha scritto:
certo quanto riportato sarebbe giusto anche oggigiorno ma c’è un problema,l’antiberlusconismo che ha invaso le menti di politici , magistrati e giornalisti.e allora forza con il fango!
Il 13 Luglio 2010 alle 22:45 indigesto ha scritto:
Ma il “segreto istruttorio” c’è ancora? O è stato sostituito dal “segreto di Pulcinella”?
Il 14 Luglio 2010 alle 19:31 pv21 ha scritto:
E’ il solito sistema “malizioso” di accostare delle semplici dichiarazioni al dettato di un testo legislativo. Tecnica ben conosciuta per catturare il CONSENSO SURROGATO di chi ha fede e speranza …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html
Il 14 Luglio 2010 alle 22:35 cantastorione ha scritto:
Sono ormai sessant’anni che se la sonano e se la cantano, a seconda se sono sul carro o se sono a terra, in ogni caso avrei desiderio di sapere se è democratico e liberale essere spiati? ma sopratutto da chi?
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