Reggio Calabria, provincia di Milano. Che l’Ndrangheta fosse presente nel capoluogo lombardo, e in tutta la Lombardia, non è mai stato un mistero per nessuno, ma che il livello di infiltrazione raggiunto fosse così alto è certamente una novità emersa dall’inchiesta delle Direzioni Distrettuali antimafia di Milano e Reggio Calabria che, nelle ultime ore, ha portato all’arresto di ben 300 persone.
- Uno dei boss di n’drangheta arrestato a Reggio, il luglio scorso
Tra queste, nomi eccellenti del mondo politico locale e imprenditoriale lombardo. Personaggi che avrebbero fatto parte della cosiddetta “La Lombardia”, la succursale del Nord della famiglia madre calabrese. Una famiglia madre tanto timorosa di veder indebolito il suo ruolo decisionale, da decidere di far fuori, nel 2008, uno degli uomini di riferimento in Lombardia, Carmelo Novella, detto “compare Nuzzo”, colpevole di aver tentato la strada dell’autonomia. Come a dire “da soli non vi muovete”.
L’omicidio di Novella fu sintomatico dei rapporti di forza tra le ndrine del Nord Italia e quelle di Reggio – spiega a Panorama.it Giuseppe Caruso, autore insieme a Davide Carlucci del libro inchiesta “A Milano comanda l’Ndrangheta“. Prima di essere ucciso, Novella era infatti una figura emergente della criminalità lombarda. In sostanza, i capi clan calabresi hanno deciso di fargli pagare le sue tentazioni autonomiste e questo perché, nonostante lo scettro del potere resti ancora saldamente nelle loro mani, le famiglie lombarde hanno raggiunto, negli ultimi anni, un potere, soprattutto a livello economico, che mette paura.
E i milanesi lo sanno bene visto che, ormai da decenni, convivono con famiglie calabresi che, dopo essersi trapiantate al Nord, si sono spartite praticamente l’intera città. Ma se finora si erano occupate soprattutto di traffico di stupefacenti, dall’inchiesta emergerebbe l’espandersi delle loro attività all’intero tessuto politico-economico-imprenditoriale della regione.
I rapporti tra politica e malavita in Lombardia – spiega ancora Caruso – erano già venuti fuori, almeno, in parte in occasione di inchieste precedenti. Si ricordi, ad esempio, quella che portò all’arresto, per corruzione e legami con l’Ndrangheta, dell’ex sindaco di Trezzano sul Naviglio (Milano), in quota Pd, Tiziano Butturini, anello di congiunzione, secondo le accuse, tra la le cosche calabresi e la moglie, Liana Scundi, Pdl, attuale sindaco di Trezzano
Tra gli arrestati in Lombardia ci sono un direttore sanitario dell’Asl di Pavia, due imprenditori , un assessore e un ex assessore, nonché quattro carabinieri. Secondo le accuse sarebbero stati proprio loro a favorire gli interessi criminali delle cosche. Secondo Giuseppe Caruso, però, si tratta ancora “di personaggi di secondo piano, più che altro mediatori tra i capi clan e i politici di rango più alto”.
C’è dunque la possibilità che escano, a breve, nomi molto più grossi?
E’ molto probabile che accada. Di solito, infatti, il contatto diretto tra il criminale e il politico di rango è solo l’ultimo stadio di un percorso fatto di trattative e mediazioni che avvengono a livello più basso. Per citare un caso solamente, nel 2008 fu arrestato, con l’accusa di riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita a favore della ‘ndrangheta, l’avvocato Giuseppe Melzi, noto per aver difeso negli anni ‘70 i piccoli risparmiatori vittime del crac della Banca privata italiana di Michele Sindona, oltre che per essere fondatore dell’Associazione degli Amici della casa della carità di don Virginio Colmegna. Sono questi i tipi di personaggi cui si rivolgono le cosche per farsi introdurre negli ambienti politici in cui si esercita il vero potere decisionale
Insomma, alla Ndrangheta non basta più fare soldi solo con la droga…
Sia chiaro, il traffico di droga resta il motore immobile di tutto. Ricordiamo che dei 43 miliardi di euro intascati dall’Ndrangheta attraverso varie attività illecite, 27 arrivano da là. Ricordiamo anche che di questo traffico Milano è la piazza più grande d’Italia e capitale europea. La necessità di allargare i propri tentacoli su tutta un’altra serie di campi, imprenditoriale e finanziario nello specifico, e quindi su quello politico come tramite, deriva proprio dalla marea di soldi che l’Ndrangheta si ritrova tra le mani
Soldi da reinvestire, che tradotto in gergo criminale, significa “da ripulire”. Ma di fronte a questa montagna di soldi, quanto potrà rivelarsi vero quanto detto dal ministro dell’Interno Maroni che grazie a questa operazione “li abbiamo colpiti al cuore”?
Senza nulla togliere all’ottimo operato dei procuratori Boccassini e Pignatone e dei 3000 uomini di Arma e Polizia che hanno eseguito gli arresti, il timore è davvero che al massimo si tratti di uno sgambetto.
Pessimisti? Piuttosto realisti visto che come sottolinea ancora Giuseppe Caruso “dati Eurispes relativi al 2007 attestano come, proprio a Milano, si sia raggiunta la soglia massima di consumo di droga”.
Insomma, c’è così tanta richiesta che la cocaina è nell’aria stessa che respiriamo. E alla fine noi ci continueremo a drogare, anche senza volerlo, e le cosche dell’Ndrangheta ad arricchirsi.
- Martedì 13 Luglio 2010

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Commenti
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Il 13 Luglio 2010 alle 22:14 indigesto ha scritto:
Per troppo tempo, dopo averlo depredato, si è lasciato marcire il Sud consegnandolo alle mafie, pensando ad un fenomeno circoscritto ad esso Sud. Ma il danaro, soprattutto quello sporco, arriva dappertutto. Ed anche gli “onesti” politici del Nord hanno imparato dagli “onesti” politici del Sud a “convivere” con esse. Difficile ormai estirparle, le mafie sanno come “riprodursi”. Ma tentar non nuoce e..meglio tardi che mai, provarci!
Il 16 Luglio 2010 alle 16:22 Se il caso P3 diventa un film di Tognazzi - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] della magistratura e del governo nella lotta alla criminalità: quella dell’arresto di oltre 300 membri della ‘ndrangheta, tra Calabria e Lombardia, tra cui due importanti boss. [...]
Il 9 Agosto 2010 alle 23:19 gianni tavano ha scritto:
lunedì 9 agosto 2010
Lotta alla Criminalità e Tutela dei Denuncianti
Ho preso spunto da una dichiarazione del Dott Emiliano, Sindaco di Bari, rilasciata in occasione di una importante operazione condotta di recente con successo dalla Magistratura con l’ausilio delle Forze dell’Ordine contro un Clan Mafioso operante nell’Area Metropolitana della citta’ di Bari per scrivergli una lettera che idealmente potrebbe considerarsi indirizzata a tutti i Rappresentanti delle Istituzioni in Italia, a qualsiasi schieramento appartengano e qualsiasi carica ricoprano, nell’interesse proprio di tutti, davvero nessuno escluso
Buongiorno dott Emiliano
Anche Lei parla tanto e bene dell’argomento e con titolo e competenza ma tanti ancora sono i …….
“blablabla” e .. “blablablabla” sulla delicatissima questione, da parte di tanti, forse troppi e spesso moltissimi anche incompetenti
Ma cosa si fa” in concreto” per esempio a favore di coloro che “nei fatti” hanno denunciato di essere stati Vittime di Estorsione ed Usura !??
Nelle more di un eventuale aiuto promesso lo Stato li fa passare da una forma di ..” inferno” ad una assai piu’ grave abbandonandoli in un mare di criticita’ e problemi che, irrisolti prima, si aggravano fisiologicamente nel tempo costretti come sono a vivere, a volte anche per alcuni anni dalla denuncia, in un disagio sempre maggiore oltretutto a rischio della propria incolumita’ personale spesso coinvolgendo anche parenti, amici e quant’altri
Pensi a chi era protestato, ha lasciato partite IVA aperte, non può più abitare dov’era, non può più fare il vecchio lavoro ed ha difficolta’ a cercarne uno nuovo, non sa se potra’ restare o dove trasferirsi e se in via provvisoria o definitiva
Pensi che, frattanto, in quella condizione non hanno aiuti ne’ dalle banche ne’ da parenti ed amici ormai gia’ spremuti e non riescono anche solo ad ottenere un appartamento in fitto; spesso non hanno ormai piu’ alcuna garanzia da offrire ad alcuno per qualsivoglia necessita’
Egregio dott. Emiliano, a Roma si parla di tutto, dalla Giustizia, alle indagini sulle “cricche” di varia natura ed estrazione; si parla di gente, già alleati, cacciata da Partiti che invitano altri, avversari, ad entrarvi nonostante quanto promesso agli elettori che li hanno mandati in Parlamento a rappresentarli; poco, colpevolmente pochissimo, si discute o si riesce a fare per risolvere appunto i veri problemi della gente
Ci provi Lei dott Emiliano, almeno in quest’ambito in cui può oggettivamente vantare grande competenza ed esperienza; io La seguo da tempo, da quando anni fa ho letto sulla stampa della Sua indagine da Pubblico Ministero sulla…….. “cricchetta” che coinvolgeva alcuni funzionari della Protezione Civile in relazione ad aiuti umanitari destinati oltre Adriatico
Poi ancora le prime riunioni con rappresentanti politici locali delle diverse appartenenze politiche e per le piu’ diverse questioni, dall’impegno culturale all’associazionismo alle strutture sportive e quant’altro; poi la candidatura e la prima elezione a Sindaco contro ogni previsione; il lavoro, non sempre facile, fatto egregiamente e con convinzione, credendoci; quindi la rielezione, poi le discussioni in un PD allora frastornato nell’imminenza delle Regionali del marzo scorso ed oggi ancora senza una .. “rotta” certa e ben definita; quindi la restituzione ai baresi della fruibilita’ del Teatro Margherita e la Nazionale di Basket impegnata a Bari in questi giorni nel rinnovato Palazzetto dei baresi, il PALAFLORIO
Lei può farcela dott Emiliano; un impegno anche personale da mettere in campo per atti solidali e concreti, aiuti e quant’altro possibile a favore di questa gente nella Sua Città, nella Sua Provincia, nella Sua Regione per poi portare questa battaglia a breve, perche’ no, anche in Parlamento a favore di tutti coloro che in Italia hanno avuto il coraggio di denunciare ma che nella realtà vivono questa assurda ingiusta ed inqualificabile condizione almeno per il nostro Paese
Chiudo questa mia nella certezza che il problema sollevatoLe attivera’ la sua sensibilita’ come uomo prima che come cittadino e rappresentante delle Istituzioni
Gianni Tavano
http://lavoro-solidarieta-prog.....gspot.com/
gianni tavano blogger - promotore gruppo Riforma Etica
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