Lega di latte e di governo


Un momento del corteo di protesta degli allevatori sotto la sede della Regione Lombardia lunedì 28 giugno (Ansa)

Un momento del corteo di protesta degli allevatori sotto la sede della Regione Lombardia lunedì 28 giugno (Ansa)

Una legge “ad personas”. La manovra correttiva dei conti pubblici, approdata ieri in Senato, che prevede tagli per 25 miliardi di euro e che sta facendo passare notti insonni a 20 milioni di lavoratori e a 16 milioni di pensionati, contiene un emendamento su misura per 67 cittadini.

Meglio: si tratterebbe di 67 allevatori padani. I cosiddetti “splafonatori”, ossia quelli che producono più latte di quanto è consentito loro dalla Ue e che per questa ragione dovrebbero pagare una multa, una sorta di prelievo finanziario per ogni litro in eccedenza che non ammette ritardi nei pagamenti.

I 67 tragressori, che puntualmente superano i tetti imposti da Bruxelles, hanno chiesto la sospensione delle multe. Una richiesta contenuta appunto in un emendamento alla manovra voluto dalla Lega, in particolare dall’ex ministro dell’Agricoltura e ora neo governatore del Veneto, Luca Zaia, che prevede lo slittamento al 31 dicembre del pagamento delle rate con scadenza al 30 giugno.

L’emendamento ha mandato su tutte le furie l’attuale ministro dell’Agricoltura ed ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan, ormai eterno rivale di Zaia. Tra i due, infatti, non scorre buon sangue dalle regionali, quando la Lega aveva chiesto a Berlusconi la poltrona del Veneto; richiesta esaudita con la conseguente esclusione del “doge” Galan, al quale però è stata promessa la poltrona a Roma di Zaia.

Scambiatisi di ruolo, i due continuano a darsele di santa ragione: Galan ora accusa il Carroccio e (indirettamente Zaia) di difendere “un manipolo di trasgressori” che faranno pagare multe Ue a tutto il paese. E l’Italia, dice, ha già pagato: 1,708 miliardi fra il 1995 e 1996 e il 2001 e il 2002 per il mancato rispetto delle quote latte da parte degli allevatori.

Ma il Carroccio pare non sentirci. Sabato scorso è arrivata la missiva da Bruxelles: “Se l’emendamento dovesse essere adottato, l’Ue avvierebbe una procedura nei confronti dell’Italia”. Galan prima ha minacciato velatamente le dimissioni, qualora l’emendamento fosse incluso nella manovra, per poi specificare che a dimettersi in realtà dovrebbero pensarci “chi causa multe Ue all’Italia”.

La Lega ha puntato i piedi. E anche stavolta è andata male all’ex governatore del Veneto: l’emendamento non è stato stralciato. La maggioranza l’ha data ancora vinta al Carroccio. E a 67 allevatori padani. Ma a perderci, in caso di sanzioni Ue, saranno tutti gli italiani.

Commenti

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Il 14 Luglio 2010 alle 19:19 pv21 ha scritto:

Nel teatrino di PANTOMIMA e RIMPIATTINO cambiano i personaggi, ma non cambia il copione del DOSSIER ARROGANZA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html

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