Dopo sei, interminabili ore in camera di consiglio e tre mesi e mezzo di battaglie a colpi di carte bollate, il Tar del Piemonte ha emesso ieri notte una sentenza che potrebbe costare carissima al governatore Roberto Cota, uscito vincitore alle elezioni regionali di aprile per soli 9000 voti. La sentenza porterà al riconteggio, entro un mese, di circa 15000 voti ottenuti da due liste collegate al candidato della Lega che avrebbero commesso alcune irregolarità: la lista Al centro, con Scanderebech guidata da un transfuga dell’Udc passato al centrodestra (quando in Piemonte Casini sosteneva la presidente uscente, Mercedes Bresso) che ha raccolto circa 12 mila voti. La lista “Consumatori” che ha raccolto poco meno di 3.000 voti. A Cota basterà che 6000 voti su 15000 schede da ricontentare contengano un’esplicita volontà degli elettori sul nome del governatore del PdL+Lega.
Ma quali irregolarità avrebbero commesso le due liste? Secondo l’Udc, che ha presentato il ricorso, Scaderebech avrebbe sfruttato la sua appartenenza all’Udc al fine di non presentare le firme a sostegno della lista e di aver successivamente cambiato campo politico, passando dai post-dc al centrodestra. In ogni caso i giudici vogliono sapere se e quante delle schede con il voto a Scaderebech hanno anche l’indicazione di voto a Cota. In ogni caso - avvertono i giudici - i voti a Scaderebech non potranno essere automaticamente riversati sul governatore leghista. C’è poi una presunta irregolarità di un’altra lista collegata a Cota: ma questa volta gli avvocati dei ricorrenti dell’area del centrosinistra, scrive il Tar, hanno 60 giorni di tempo per avviare la querela: Michele Giovine, eletto a capo della lista “Pensionati per Cota“, è sotto processo penale con l’accusa di aver presentato firme false per la presentazione della lista. Entro Ferragosto si saprà dunque se il Piemonte cambierà di segno politico tornando al centrosinistra (con la semplice proclamazione di Bresso Presidente e la sconfitta di Cota), se Cota rimarrà al suo posto o se si dovrà tornare a votare in autunno. In quest’ultimo caso è quasi certo che non sarà più Bresso a correre contro Cota ma il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che è a fine mandato.
- Venerdì 16 Luglio 2010

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Commenti
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Il 16 Luglio 2010 alle 15:31 In Piemonte si riconteranno 15mila schede elettorali. Cota … – Il Sole 24 Ore ha scritto:
[...] ricorreròLa StampaVoto Piemonte,accolta parte ricorso.Verso ricalcolo schede 2 liste …TGCOMPanorama -Libero-News.it -Agenzia Radicaletutte le notizie [...]
Il 17 Luglio 2010 alle 12:13 pv21 ha scritto:
La Lega si consola con la sospensione delle multe ai 67 padani “splafonatori” delle quote latte e con i “brontolii” di Galan. La Lega si consola con le Regioni “spendaccione” del centro-sud che ingoieranno tagli da 8,5 mld. Al Cavaliere basta un “dromedario” ed una affilata spada (di latta?). Nel teatrino di PANTOMIMA e RIMPIATTINO non cambia mai il copione …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html
Il 4 Agosto 2010 alle 12:00 Se Grillo cannibalizza Di Pietro - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] un primo assaggio. E in Piemonte il piatto è andato subito di traverso al Pd, che ora chiede il riconteggio dei voti, anche se il problema ha un nome e cognome: Beppe Grillo, che rubò a Democrats e [...]
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