Dopo mesi di polemiche, tira e molla e ultimatum, il governo alla fine ha trovato l’accordo sulle modifiche al decreto legge sulle intercettazioni telefoniche. L’emendamento presentato in commissione Giustizia e fortemente caldeggiato da Giulia Buongiorno, prevede, contrariamente a quanto inizialmente previsto nel DdL, l’introduzione di un’udienza filtro attraverso la quale il Giudice per le Indagini Preliminari (insieme ad accusa e difesa) deciderà quali siano le intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini e pubblicabili e quali invece quelle da secretare, perché non riguardanti fatti o persone direttamente coinvolti nelle indagini. Fino all’udienza filtro nessuna intercettazione sarà pubblicabile.
DISSONANZE INTERPRETATIVE Secondo Il Fatto quotidiano, giornale molto vicino alle procure, «cade un pezzo di bavaglio», «è una marcia indietro del governo». Secondo Giulia Buongiorno, presidente della Commissione Giustizia (area Fini) si tratta di un «balzo in avanti del governo che va incontro alle istanze che vengono dal mondo dell’informazione». Ai toni trionfali dell’area finiana, fanno però da contraltare i giudizi dei deputati della maggioranza più vicini all’anima berlusconiana del PdL, che parlano di «sintesi ragionevole». Secondo il vicepresidente Pdl della Camera Maurizio Lupi bisogna fare i «complimenti al ministro Alfano per il lavoro di responsabilità fatto sul tema delle intercettazioni»: «Viene smontata qualsiasi strumentalizzazione da parte dell’opposizione». Di «alibi che cadono per l’opposizione» ha parlato invece il portavoce PdL Capezzone.
CRITICO IL PREMIER Di diverso tenore il giudizio di Silvio Berlusconi: «Le ultime modifiche alla legge sulle intercettazioni produrrano un apparato normativo che lascerà pressappoco la situazione com’è adesso, ovvero non lascerà agli italiani la libertà di parlare al telefono». «L’Italia - ha aggiunto - non sarà un Paese davvero civile come per esempio la democraticissima Inghliterra dove le intercettazioni telefoniche non possono essere portate come prova nei processi né dall’accusa né dalla difesa. Qui da noi è uno scandalo assoluto: il privato senza aver commesso nessun reato può venire registrato e vedere le conversazioni finire sui giornali. Con un senso completamente diverso perché basta cambiare una frase».
VIA LIBERA PRIMA DELL’ESTATE A questo punto il testo dovrebbe sbarcare in aula il 29 luglio, come inizialmente previsto dai lavori parlamentari. Lo spettro di un rinvio a settembre si allontana.
- Martedì 20 Luglio 2010

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Il 27 Luglio 2010 alle 18:51 La giornata in pillole: via al taglio di 1.000 euro agli stipendi dei parlamentari - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] dei capigruppo della Camera, convocata giovedì 29 luglio. “Noi sosterremo che l’iter andrà completato la prossima settimana visto che il Parlamento se ne sta occupando da qualche [...]
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