Diego Cammarata: no, io non ci sto, Palermo non è una larva


Diego Cammarata: no, io non ci sto, Palermo non è una larva

I fischi al festino di Santa Rosalia? «Io non ne ho avuti: non ci sono andato». L’immagine di Palermo «città pattumiera»? «Sovradimensionamento mediatico ». Le statue di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino fatte a pezzi? «Non vorrei fosse un episodio da attribuire a qualche balordo». L’accusa del suo antico sponsor, il sottosegretario alla presidenza Gianfranco Miccichè, di avere ridotto la città a «una larva»? «Avvelenamento personale».

Con una giunta azzerata e una maggioranza a brandelli, Diego Cammarata, 56 anni, due figli, due volte sindaco di Palermo e in carica dal 2001, è fresco e tranquillo come l’aria condizionata che ripara dall’afa di luglio il suo bell’appartamento. «È il gioco del momento dare in testa al Pdl e io, nel partito, rappresento il sindaco più ortodosso. Alla sinistra non pare vero di disegnare uno scenario apocalittico in una città che ha avuto anni di grandissima evoluzione».

È stata la sinistra a fischiare la sera del Festino?
Da qualche anno io non partecipo al corteo laico perché sta diventando una cosa squallida, l’occasione per contestare il sindaco. Ho partecipato solo alla messa e alla processione.

Ma è stato fischiato il suo consulente culturale, Philippe Daverio.
Aggredito, non fischiato: dai centri sociali e da alcuni senza casa, ai quali, il giorno dopo, ho trovato una soluzione.

Daverio si è dimesso…
Ho fatto dichiarazioni a suo sostegno, mi ha mandato un sms: «Sei un gentiluomo e un amico, in una terra disgraziata dove gli amici sono rarissimi».

Le è dispiaciuto il suo addio?
È una persona di grande valore che ha fatto un buon lavoro. Ha avuto una settimana per preparare il Festino perché il bilancio è stato approvato in luglio. Ha varato un’idea pop: 40 carretti siciliani con le Sante Rosalie allegoriche. Era un’idea di ripiego, ma è risultata vincente.

Cosa pensa delle statue di Falcone e Borsellino a pezzi?
Aspettiamo i risultati delle indagini. Non vorrei fosse un episodio da attribuire a qualche balordo. Palermo non è violenta, ma è una città che ha subito la violenza e ha reagito con dignità e partecipazione, basta guardare i risultati straordinari che magistratura e forze dell’ordine hanno ottenuto contro la mafia.

Di Palermo il sottosegretario Miccichè ha scritto che è ridotta a «una larva».
Non mi pare che Miccichè sia in sintonia con il Pdl siciliano. Ha pure fondato un partito…

L’ha chiamato Pdl Sicilia.
Non è certo responsabilità mia. E comunque, non credo che le sue ragioni siano nobili.

Può spiegarsi?
Mi ha voluto sindaco nel 2001, ha magnificato la mia azione amministrativa, ha voluto mi ricandidassi nel 2007. Non posso essere diventato di colpo il sindaco peggiore del mondo. Non sono stato colpito da ictus.

E che cosa è successo, allora?
Ci sono tra noi contrasti politici nati dalla sua contrapposizione personale ai vertici del Pdl e dal suo sostegno a Raffaele Lombardo, che ritengo il vero nemico di questa terra e il peggior governatore che la Sicilia abbia avuto. Con Miccichè c’è stato anche un contrasto sui nomi delle persone da mettere in giunta nel 2007. Lo accontentai, pentendomene. Finché, in un Cipe dell’agosto 2009, quando si discuteva di mandare a Palermo 150 milioni per investimenti, Miccichè votò contro. Chiamai il presidente Silvio Berlusconi, gli spiegai tutto: andò al Cipe, il provvedimento passò per primo. Da allora i rapporti con Miccichè sono stati sempre più tesi.

Dunque la Palermo di Cammarata non è una larva?
In questa città si stanno realizzando infrastrutture che rivoluzioneranno la mobilità. I risultati si vedranno alla fine del mio mandato. Ci sono cantieri aperti per le tre linee di tram e per il raddoppio del passante ferroviario. C’è una prima linea di me tropolitana e abbiamo presentato il progetto per la metro leggera automatica. Abbiamo risolto il problema dell’acqua: nel 2001 il 15 per cento dei palermitani l’aveva ogni giorno, ora sono quasi nove su dieci. Abbiamo riqualificato il fronte a mare, aperto il nuovo museo di arte moderna… In più, ho assegnato a 41 famiglie disagiate gli appartamenti confiscati alla mafia.

Perché, allora, un pezzo della sua maggioranza si è alleato con l’opposizione per votarle la sfiducia, con 20 favorevoli contro 23 contrari?
È troppo facile essere a fianco dell’amministrazione quando sono rose e fiori ed è da vili tirarsi indietro quando ci sono le difficoltà. Io ho un solo faro: il presidente Berlusconi, che non mi ha mai abbandonato. In noveanni e mezzo l’ho disturbato poche volte. Non l’ho chiamato quando Miccichè e i suoi non hanno votato la fiducia al sindaco. Dovevo amareggiarlo?

Palermo «città pattumiera» ha scritto «Le Monde». «Palermo come Napoli» hanno titolato i quotidiani italiani.
Qualcosa va trovato per mettere in difficoltà un sindaco del Pdl. Napoli ha un’emergenza rifiuti? Anche Palermo la deve avere. Ma è una forzatura. Mi dia un parere da osservatrice libera.

Ho fatto solo la strada dall’aeroporto… Ho visto cassonetti pieni sul lungomare.
È fisiologico: i cassonetti sono là per essere riempiti e svuotati.

Le immagini dei muri d’immondizia per strada hanno fatto il giro del mondo.
Quelle sono discariche abusive, non c’entra l’inefficienza dell’amministrazione. C’è un problema di smaltimento illegale di rifiuti. Ho scritto al prefetto. Sto registrando i primi risultati.

L’Amia, l’azienda comunale dei rifiuti, è al collasso.
Non più. Abbiamo rinnovato i vertici, il tribunale l’ha ammessa all’amministrazione straordinaria, da ottobre non perde più.

In maggio la procura l’ha accusata di disastro colposo per la discarica di Bellolampo.
L’accusa mi ha meravigliato. Il rapporto dell’Amia col comune è come quello dell’Alitalia col ministero del Tesoro. Non ho responsabilità per la gestione della discarica. Ho letto sui giornali le intercettazioni, ho chiesto al mio avvocato di averle. Non puoi, ha risposto: sono coperte da segreto. È paradossale.

Inchieste, voltafaccia, accuse: non si sente sotto assedio?
Tradito, forse. Assediato no.

Pentito di essere andato in Sud Africa per i Mondiali?
Ma è normale che ci si scandalizzi se un sindaco si allontana tre giorni dalla sua città? Io, che per questa città mi ammazzo la vita! È un modo per mascariarti, per metterti nella condizione di doverti difendere.

Commenti

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Il 4 Agosto 2010 alle 2:35 Cammarata “s’ammazza la vita”, Tom Cruise ed RTL 102.5 in arrivo « Palermo blog – Rosalio ha scritto:

[...] che ripara dall’afa di luglio il suo bell’appartamento» ha concesso una splendida intervista al giornale-refugium di Papi che già pubblicò il mitologico articolo della Palermo cool, cioè [...]

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