“Molto meglio la Milano da bere degli anni ‘80 che quella da sniffare di oggi”
Non ha dubbi Umberto Smaila, uno che di musica, locali e spettacolo vive da sempre. Regista, attore, musicista, imprenditore, dai tempi del Derby con I Gatti di Vicolo Miracoli, passando per Colpo Grosso, Buona Domenica, una decina di film e tantissime canzoni, Smaila oggi è proprietario di numerosi locali, i famosi Smaila’s, sparsi in mezzo mondo e sempre affollatissimi, dove si suona musica dal vivo e la gente canta, balla e si diverte sulle note dei più grandi successi degli ultimi quarant’anni.
E guai a parlargli di discoteche!
No, non mi piacciono. Io amo i locali dove ci sono dei musicisti, dove si suona dal vivo. tutt’altro sono le discoteche tradizionali dove trovo che quello che i volumi assordanti abbiano una forte componente “rincoglionente”
E dove pare che si sniffi coca a tutto spiano… Quantomeno all’Hollywood e al The Club, le famose discoteche milanesi dove le telecamere dei carabinieri hanno documentato un traffico incessante tra i tavolini dei privé e i bagni. Sa che Belen per questo rischia di giocarsi la conduzione di Sanremo? Lei cosa ne pensa?
Mah, mi pare che ogni due tre anni escano notizie di questo genere. Probabilmente la cosa è stata un po’ ingigantita. Da quanto mi sembra di capire, si tratta di un andazzo che risale almeno a tre anni fa, non credo che oggi sia ancora così. Però, voglio dire una cosa…
Prego…
Voglio ricordare a chi fa uso di certe sostanze che, anche nel suo piccolo, non fa altro che incrementare un mercato illegale e quindi la criminalità
Ma lei che di locali ne gestisce parecchi, come si spiega il comportamento dei proprietari delle discoteche milanesi che, secondo l’accusa, avrebbero addirittura coperto, se non favorito, il traffico di cocaina nelle loro discoteche?
Il problema oggi è che vige una nuova linea di imprenditoria per la quale non esiste più un unico proprietario responsabile di un locale, bensì una cordata di più soci che, però, non se ne occupano mai direttamente e che pertanto non riescono a tenere la situazione sotto controllo. Affidano praticamente tutto a eserciti di pr, ciascuna discoteca può averne anche venti, trenta, che pensano a portare più gente possibile. All’epoca locali come il Derby o La Bussola avevano un solo proprietario che pensava a tutto e gestiva direttamente la situazione
Meglio prima quindi…
Mah, io veramente sono portato a non dire mai “ah quanto erano belli i miei tempi!”
Però…
Però certamente negli anni ‘80 c’era un clima più sereno, più propositivo. Si usciva da una situazione dura, c’erano appena stati i cosiddetti “anni di piombo”
, e c’era voglia di fare, di divertirsi
A lei, per esempio, cosa la divertiva?
Beh, sicuramente le vignette di Forattini che disegnava Craxi con gli stivaloni tipo dittatore-modernista. Era comunque il segno di una stabilità anche a livello governativo. Adesso, invece, quello che avverto è una forte decadenza, un disinteresse generale e anche, tutto sommato, la mancanza di forti personalità di riferimento. Anzi, gli esempi peggiori, soprattutto per i giovani, arrivano proprio dall’alto
Cosa sono stati, secondo lei, gli anni ‘80 e la Milano da bere?
Tutto quello che ha detto Raf nella sua canzone “
Cosa resterà di questi anni ‘80″. Credo che abbia avuto davvero una visione profetica
E secondo lei, cosa è rimato di quegli anni ‘80?
Molto poco. Ma certamente quello che ricordo più positivamente è stata la nascita della televisione di Berlusconi che per me e per tanti altri amici e colleghi ha significato l’occasione di lavorare e trovare la popolarità. Quando con I Gatti di Vicolo Miracoli facemmo il programma Five, nel 1980, c’era un entusiasmo straordinario. Nascevano le tv commerciali a colori. Era l’epoca di Help, Drive in, trasmissioni che hanno lasciato il segno e che costrinsero anche la Rai ad adeguarsi, tanto che arrivò Arbore con Quelli della notte e la gente tornava a casa apposta proprio per vedere Arbore e Drive in.
Non ditelo però al povero cane randagio che, stazionando davanti all’Hollywood, pare abbia sniffato talmente tanta cocaina da svenire e dover essere ricoverato. Chissà che invidia proverebbe!
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- Giovedì 29 Luglio 2010

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