Tra profezie, minacce e scongiuri l’Udc sembra sempre più il partito di Nostradamus. Se oggi, infatti, Pierferdinando Casini prevede guai grossi per il governo che - è convinto - a settembre andrà sotto con i numeri, già quasi tre anni anni fa qualcun altro profetizzava l’attuale catastrofe. Trattasi del suo compagno di partito Ferdinando Adornato che già all’indomani del 18 novembre del 2007, dopo l’annuncio di Berlusconi della nascita del Popolo della Libertà, sentienziò: “Questo non è il progetto unitario a cui lavoravamo e di cui avrebbero dovuto far parte anche AN e UDC, ma un partito personalistico, la seconda edizione di Forza Italia (…) non si può liquidare un partito e un progetto politico in tre minuti dal predellino di un’ auto”.
Fu proprio allora che, dopo aver esordito politicamente nel Pci, essere passato alla sinistra riformista, aver scritto prima per L’Unità e poi per Il Giornale, Adornato decise di uscire da Forza Italia e aderirie all’Udc.
Adornato, parliamo un attimo di campagne acquisti. Renzo Lusetti e Dorina Bianchi avrebbero già detto no a Berlusconi. Lei un pensierino ce l’ha fatto o no?
No, assolutamente.
E perché? In fondo tornerebbe a “casa”…
Se io, come altri esponenti dell’Udc, avessimo voluto farlo, saremmo entrati nel Pdl due anni fa. L’Unione di Centro si presentò allora alle elezioni sfidando i due poli e rischiando anche di non entrare in Parlamento, con la consapevolezza, anzi, di stare in un partito che non aspirava al potere ma a compiere una battaglia di valori.
Sì, mapure lei leggerà i giornali e pare che il Cavaliere abbia, con qualcuno, messo sul piatto vice-ministeri, sottosegretariati. Certe poltrone possono fare gola…
A me sembra difficile che chi ha scelto due anni fa di stare fuori dal potere, sia tentato oggi che è in atto questa crisi. Una crisi scaturita, tra l’altro, dalla mancata trasformazione di una monarchia in un partito vero. Già due giorni dopo il predellino (il 18 novembre del 2007 Berlusconi annuncia la nascita del Popolo della libertà parlando dalla sua auto alla folla raccolta in Piazza San Babila a Milano, ndr) io dissi a Berlusconi che quell’atto segnava la fine della sua avventura politica.
Perché lei davvero crede che Berlusconi sia arrivato al capolinea?
Io dico che non si esce da questa generale situazione di crisi con le riforme giuste e necessarie per il futuro dell’Italia se non con un governo di responsabilità nazionale. Ad oggi non esiste una maggioranza abbastanza larga da poter mettere mano a interventi di fondo che richiedono, invece, un consenso larghissimo.
E voi siete pronti a un governo di transizione per le riforme insieme a Pd, Idv, Fini e chi altro?
Con chiunque ci sta, con Fini ma anche con il Pdl. Bisogna ricucire il Paese, mettersi insieme e superare i corporativismi, le lotte tra categorie, tra Regioni, senza pregiudiziali, senza esclusioni, con l’unico obbiettivo di cambiare strada.
Quindi è meglio che Berlusconi su di voi ci metta una pietra sopra. Anche in caso di elezioni anticipate?
Non siamo presuntuosi, ma nemmeno una stampella. L’Udc non farà da tappabuchi per nessuno.
- Lunedì 2 Agosto 2010

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