

Un libro
Qualcuno l’aveva già detto qualche settimana fa che il Sud, anche quest’anno, avrebbe raccolto voti più alti alla maturità rispetto alle regioni del Nord. Puntuali i dati del ministero dell’Istruzione confermano la previsione. E il risultato è la fotocopia di quello del 2009: la metà dei 100 e lode sono stati assegnati in quattro regioni del Meridione.
L’esempio citato da tutti i quotidiani per capire il fenomeno è questo: il primo posto della Puglia con 631 lodi, più del doppio della Lombardia con 256, che però ha più abitanti e quindi un numero superiore di istituti.
L’altro esempio (che prendiamo dal Corriere della sera), è quello dei licei con più lodi: nei primi dieci posti ci sono appunto istituti calabresi, siciliani e pugliesi. Come il liceo scientifico Da Vinci di Reggio Calabria, primo in Italia, che di 100 e lode ne ha assegnati ben 26. Molti di meno nei licei più ambiti dalle famiglie nelle grandi città: al Righi di Bologna sono state assegnate sei lodi come al Mamiani di Roma; cinque all’Alfieri di Torino e solo quattro al Parini e al Volta di Milano.
E lasciando da parte le invidie, c’è chi pensa sul serio che ci sia qualcosa che non vada nel sistema di valutazione dell’istruzione superiore italiana. Come Roger Abravanel, autore di Meritocrazia (Garzanti) e consulente aziendale, che è tornato alla carica sull’argomento: “Lo scandalo dei 100 e lode continua. Se non si sa chi siano davvero gli studenti migliori, non si potrà sapere a chi dovrebbero andare le borse di studio”.
Abravanel torna a proporre un test nazionale il più possibile “oggettivo”. Non quiz, ma prove sulla capacità di ragionamento e di comprensione di ciò che si è letto. Epperò, alla fine, si possono copiare anche i risultati dei test oggettivi e la prova di comprensione può, in un modo o nell’altro, essere suggerita. Dai compagni di classe più bravi, certo. Ma anche dai docenti, che aiutando gli allievi a prendere voti alti pensano così di far pubblicità al proprio istituto. Il problema, quindi, si sposta a monte: chi controlla i controllori?
- Martedì 3 Agosto 2010
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Commenti
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Il 3 Agosto 2010 alle 19:08 pv21 ha scritto:
A nessuno di detti 100 e lode “facili” verrà offerta una cattedra universitaria al s.Raffaele di Milano. Sono i riconoscimenti di “merito” riservati a chi prende il diploma di laurea (3 anni) in filosofia, si chiama Barbara e ha il papà Cavaliere. Non sono le riforme alla Gelmini che fanno quella RIGENERAZIONE della SCUOLA indispensabile per la vita …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps3.html
Il 3 Agosto 2010 alle 20:23 ghibli01 ha scritto:
se il test nazionale è come quello fatto nelle scuole medie, dove vi erano domande poste in maniera tale che nemmeno gli insegnanti erano in grado di rispondere, lasciamo perdere.
Il 4 Agosto 2010 alle 21:03 indigesto ha scritto:
Essere furbi non significa essere intelligenti, che è la capacità di associare ed è perciò indispensabile allo studio. I furbi badano al proprio interesse nel breve. Chissà perchè mi vengono a mente i leghisti, i capi, s’intende. Del “popolo della Lega” taccio per carità di Patria. Dunque, di che meravigliarsi?
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