
Immigrazione, Islam, diritti civili, legge elettorale, giustizia, federalismo… ecco i punti cardine sui quali l’ipotesi del tanto evocato terzo polo, potrebbe naufragare. Almeno così si evince dalle dichiarazioni pubbliche di Gianfranco Fini (Fli), Pier Ferdinando Casini (Udc) e Francesco Rutelli (Api), cioè coloro che dovrebbero comporre il cosiddetto nuovo centro.
IMMIGRAZIONE
Gianfranco Fini: “Se non fosse per le coppie degli immigrati il tasso di natalità del nostro Paese sarebbe da allarme rosso. Per fortuna che, nel dibattito politico, si sta avviando una discussione sul ruolo degli immigrati che spesso con il loro lavoro pagano le nostre pensioni”.
Pier Ferdinando Casini: “Le comunità cattoliche fanno cose straordinarie, di fronte alle quali bisogna inchinarci. Ma parte del clero, in nome di un buonismo e di un malinteso concetto dell’accoglienza, rischia di aumentare i problemi anziché risolverli. Un’utopia astratta dell’accoglienza può produrre danni enormi”.
Francesco Rutelli: “In Europa abbiamo inseguito per molti anni un’idea sbagliata: che si debba andare verso una società multiculturale. Da tempo dico che il multiculturalismo è una strada senza uscite, come dimostrano la crisi drammatica che investe l’Olanda e la profonda autocritica aperta nel Regno Unito e in Germania”.
IL CORANO NELLE SCUOLE
Gianfranco Fini: “Se a scuola, in una classe, c’è un bimbo musulmano, non lo si può costringere a scrivere la letterina a Babbo Natale. E se un bimbo musulmano volesse studiare il Corano, penso che avrebbe tutto il diritto di farlo, come materia facoltativa”.
Pier Fredinando Casini: “L’insegnamento della religione islamica nelle scuole è un’idea senz’altro generosa, ma rischia di essere avventata”.
Francesco Rutelli: “In Italia c’è spazio solo per il nostro diritto, non certo per un’interpretazione fondamentalista del Corano, per il quale c’è chi pensa di essere titolato a uccidere un apostata o una figlia che sceglie la sua libertà”.
COPPIE DI FATTO
Gianfranco Fini: “Nella Costituzione c’è scritto che la famiglia è fondata sul matrimonio. Ci sono delle realtà di fatto che non possono essere equiparate alle famiglie, ma se determinano discriminazione devono essere affrontate in modo sereno. Questo discorso vale anche per le coppie omosessuali, per tutte le coppie”.
Pier Ferdinando Casini: “Si vuole portare l’Italia verso la Spagna di Zapatero parificando la famiglia regolare a due conviventi omosessuali. Noi non li vogliamo discriminare, ma non possono pretendere uguali diritti rispetto alle coppie regolari”.
Francesco Rutelli: “Le coppie di fatto? La priorità è l’economia. Vuole sapere su che cosa mi interpellano i miei concittadini? Sul lavoro precario dei loro figli, non sulle coppie di fatto”.
GIUSTIZIALISMO
Gianfranco Fini: “Legalità vuol dire certamente andare fieri di quello che le forze dell’ordine fanno e del preciso e puntiglioso elenco di successi conseguiti. Ma significa anche qualcosa di più: non si può dare neanche la più lontana impressione che la riforma della giustizia sia tesa a garantire sacche di impunità”.
Pier Ferdinando Casini: “Difendiamo la cultura della legalità, ma ci sono vittime di un linciaggio ignobile di una cultura del sospetto che non può avere diritto di cittadinanza in un paese civile”.
Francesco Rutelli: “Nel Pd si è rafforzata l’ala giustizialista che pretende di liquidare il premier nelle aule di giustizia, mentre le soluzioni spettano alla politica”.
FEDERALISMO
Gianfranco Fini: “Il federalismo è la migliore modalità per procedere alla revisione dell’ordinamento statuale”.
Pier Ferdinando Casini: “No al federalismo spot che ci ha propinato la Lega e che rischia di provocare la disgregazione dell’Italia”.
Francesco Rutelli: “Sul federalismo serve un’operazione verità: non è questa la strada per modernizzare il Paese, è un percorso pieno di incognite e punti interrogativi”.
PRESIDENZIALISMO
Gianfranco Fini: “La strada giusta da percorrere è quella del presidenzialismo. Non è vero che il presidente eletto dal popolo sia il dominus assoluto”.
Pier Ferdinando Casini: “Invece di pensare al presidenzialismo, il governo farebbe bene a pensare alla povertà, lanciando un grande piano per le famiglie”.
Francesco Rutelli: “Siamo in una democrazia sicuramente minacciata da un presidenzialismo populista che vorrebbe mettere sotto i piedi la libertà e l’autonomia delle funzioni del Parlamento”.
LEGGE ELETTORALE
Gianfranco Fini: “La legge elettorale che garantisce di più è quella maggioritaria dei collegi: ci si candida e ci si confronta con gli elettori in base ai programmi e alle rispettive credibilità personali. Credo che il collegio uninominale sia la soluzione migliore”.
Pier Ferdinando Casini: “Una legge elettorale proporzionale alla tedesca, con soglia di sbarramento, garantirebbe al tempo stesso rappresentanza alle tradizioni politiche italiane e stabilità del sistema”.
Francesco Rutelli: “Una riforma elettorale alla tedesca con soglia di sbarramento al 5 per cento per evitare una miriade di partitini e restringere il campo a quattro-cinque forze politiche”.
- Lunedì 16 Agosto 2010

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Commenti
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Il 16 Agosto 2010 alle 15:44 nhico ha scritto:
Se Fini, Casini e Rutelli avessero un pochino di riguardo per le istituzioni, più senso di responsabilità o di buonsenso personali, o, molto più semplicemente, avessero più rispetto per i loro stessi “fondamentali” politici, si guarderebbero bene dal mettersi insieme. Dato che è scientificamente provato che l’olio e l’acqua non sono amalgamabili. Nello stesso modo come non sono compatibili l’acqua santa e il demonio. Eppure, il trio più male assortito, politicamente parlando, dello Stivale, nella speranza di poter essere i promotori di una armata Brancaleone antiberlusconiana, è disposto a fare il suo triplo salto mortale al buio. Senza rete. Ma ognuno è libero di suicidarsi, sempre politicamente parlando, come crede.
Il 16 Agosto 2010 alle 18:42 pv21 ha scritto:
Ecco il copione di un dibattito mai avvenuto. Una frase qui, un’opinione là, si mescola e si altera senso e significato di PAROLA e MERITO …
http://www.vogliandare.it/nat/.....nc1.html
Il 17 Agosto 2010 alle 15:44 thanatos ha scritto:
Li vedo bene insieme,tra politicamente morti andrebbero d’accordo,su che cosa però non so,ma l’importante è avere denaro dallo Stato,è per questo che nascono miriadi di micropartiti olte per la smania di apparire,di pseudo protagonismo come quel poveretto logorroico di Bocchino. Comunque se serve una nuova legge elettorale serve soltanto per porre uno sbarramento al 5-6% in modo da non appesantire il sistema con partitucoli
Il 17 Agosto 2010 alle 15:57 indigesto ha scritto:
Devono inventarsi una terza carica di Partito, oltre a quella di Presidente e Segretario. Ma, se butta bene, uno di loro potrebbe fare il Presidente del Consiglio,no?
Il 19 Agosto 2010 alle 16:15 Che combina Ignazio Marino? Fa il Gianfranco Fini del Pd - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] per un vassallo come lui. O meglio: un re mancato. Che per primeggiare, infatti, ha cominciato a strizzare l’occhio a Casini, Rutelli e Montezemolo. Così come Marino oggi, accortosi di non potercela fare da [...]
Il 6 Settembre 2010 alle 12:01 Il doppio gioco di Fini non piace neanche ai “futuri” alleati - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] fine, però, il discorso di Mirabello, letto come un altro passo verso la formazione di un terzo polo, è piaciuto sul serio solo a Francesco Rutelli. E tirando le somme, se il consenso politico [...]
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