Business is business: l’Islam, Gheddafi e le hostess odalische


Muammar Gheddafi in un bar a Campo de' Fiori (Ansa)

Muammar Gheddafi in un bar a Campo de' Fiori (Ansa)

Vent’anni fa in molti avrebbero sorriso alla sola idea di vedere il leader libico Muammar Gheddafi sorseggiare un cappuccino a Campo de’ Fiori. Così come è accaduto sul serio domenica, quando il Raìs si è fermato in un bar per gustare la bevanda principe della colazione italiana accolto da un bagno di folla. Ironia della storia. E della politica. Lo straniamento percepito è simile a quello di undici anni fa, quando sul palco dell’Ariston a San Remo comparve il padre della perestrojka, Mikhail Gorbaciov.

Ma a differenza dell’ex Presidente dell’Urss, apparso al festival della canzone italiana, quando ormai era scomparso dalle scene della politica internazionale (e insieme a lui anche il comunismo), il colonnello Gheddafi guida ancora il suo paese, la Libia. E lo fa da oltre quarant’anni. Un periodo in cui gli Stati Uniti hanno visto succedersi ben otto presidenti, da Nixon a Obama, uno dei quali (Reagan) nel 1986 ordinò il bombardamento di Tripoli, in cui morì la figlia adottiva del Raìs.

Lui sopravvisse alle bombe. Venne isolato e la Libia subì un pesante embargo: negli anni Ottanta era il nemico numero uno dell’America e dell’Occidente, accusato di sostenere il terrorismo palestinese. Poi la svolta e l’avvicinamento con i paesi Occidentali, soprattutto con l’Italia.

Già nel 1992 il nostro paese, nonostante il suo passato coloniale nell’altra sponda del Mediterraneo, non era più “da odiare”. La giornata delle vendetta, l’anniversario dell’espulsione di 20 mila italiani nel 1970, molti dei quali nati lì a guerra mondiale finita, era diventata poco più di una formalità di Stato, tanto che nel 2004 il Raìs strinse un accordo con Berlusconi per annullare questa ricorrenza. L’anno dopo il colonnello fece marcia indietro, per questioni economiche. Ora si festeggia la giornata dell’amicizia.

Ma sempre per “questioni economiche” (oltre che politiche) - il vero retroscena della seconda visita ufficiale di Gheddafi in questi giorni a Roma, dopo la prima del 2009 a un anno dalla storica firma del trattato di amicizia dell’agosto 2008 - ormai al Raìs si perdonano molte stravaganze (”folklore”, come ha detto Berlusconi). Dalle “amazzoni” che lo seguono al tendone beduino, questa volta montato nel giardino della residenza dell’ambasciatore di Tripoli a Roma; dai trenta purosangue berberi giunti in aereo alla lezione di Corano a 500 tra hostess e studenti.

Financo le esternazioni: lo scorso anno, durante la prima visita ufficiale nel giugno 2009, fece scalpore il paragone tra i bombardamenti americani di Tripoli e l’attacco ordinato da Bin Laden nel 2001 alle torri gemelle. Un’affermazione forte, che però venne dimenticata il mese successivo al G8 a L’Aquila, grazie anche alla regia italiana, quando Gheddafi, rappresentante dell’Unione africana, e Obama si strinsero la mano a cena.

Oggi a far discutere è un’altra uscita del Raìs. “L’Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l’Europa”, ha spiegato alle ragazze che hanno assistito alla sua lezione sul Corano, di cui tre già convertite alla religione di Maometto. Un cammino verso l’Islam che subirà un’accelerazione con l’ingresso della Turchia nella Ue, ha aggiunto Gheddafi, alimentando le paure di qualche senatore leghista, come Piergiorgio Stiffoni che ha trovato nelle parole del Raìs la conferma che la religione di Maometto ”non viene in pace, ma per conquistarci”. E del numero uno de La Destra, Francesco Storace, che ricorda al colonnello che “l’Europa è cristiana”.

Ma al di là della religione in Europa (e della violazione dei diritti umani in Libia, come ha ricordato Amnesty), sul piatto ci sono appunto le questioni economiche: si parla di affari per decine di miliardi di euro per le nostre imprese, tra strade, linee elettriche, ferrovie e forniture militari. Senza contare che la Libia, oltre ad assicurarci petrolio e gas naturale, sta investendo da molti anni parecchi soldi in Italia, dalle banche all’Eni fino alla Juventus. E quando si parla di denaro, Islam non olet. Con buona pace di chi porta avanti le campagne contro i minareti.

ALCUNE IMMAGINI DELLA SECONDA VISITA UFFICIALE DI GHEDDAFI IN ITALIA

Commenti

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Il 30 Agosto 2010 alle 17:07 lapolide ha scritto:

Padova, 30 agosto 2010.

Dedicato a Muammar Gheddafi che ha scambiato Roma e il Vaticano per la Mecca.

Nessuna voglia di spremermi le meningi per discettar di quel Beduino come Gheddafi, “magnaccia” della Borgata Libica che viene su questa sponda del mediterraneo a cercare e trovare “Squinzie” pagate 70 euro alla “scopata ” o giù di li.. C’è da noi merce “ad abundantiam” che ci casca perché ha la “fèssa ” facile, or con intimo prurito or con bruciore ( come docet la Tv)
Solo una cosa vorrei chiarire ai vari “Guru” che lo accompagnano “ridenti e fuggitivi”.
Lui crede, con quell’Autostrada carpitaci in un momento di debolezza collettiva acuta ( perché rimasti d’ inverno senza gas-metano) di averci fatto “fessi” ma ancor di più, di aver scambiato Roma Caput Mundi con la Mecca; e per questo (come una volta facea “Mao vivente” col suo libretto rosso-soviet seguito dagli indigeni nostrani falcemartellati) nei suoi viaggi anche politici, si accompagna, oltre ad uno sciame di facili donnine , anche con il libretto del Corano per distribuirlo alle starlette “Pin-Up ” del Paese ospitante, sempre pronte all’ “ouverture” di cosce ed affini.
Ma sulla sponda mediterranea dello Stivale dove ogni tanto approda, ai Giullari, ai Pupi, ai Clown siamo ormai assuefatti e vaccinati e lo prendiamo come tale quando arriva col suo Circo Equestre alla Barnum.
Deve capire, quel poer-nano, se ce la farà un dì ad arrivarci che “accà nisciuno è ffesso”
lapolide.

Il 30 Agosto 2010 alle 19:26 pv21 ha scritto:

Con il prossimo rimpasto del governo potremmo dare a Gheddafi lo Sviluppo Economico, i Beni-Attività culturali e l’Interno. Risolverà diversi problemi. In Italia solo immigrati Libici con lavoro garantito (da noi). Non più invadenza del Vaticano. Fine di quella crisi (ex-ripresa) che grava sul paese come SE FOSSE STAGNAZIONE. Di sicuro approverebbe l’impunità totale del Premier …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html

Il 30 Agosto 2010 alle 19:49 La giornata in pillole: sotto la tenda di Gheddafi, Berlusconi parla di pace. E di imprese - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] - Il premier Silvio Berlusconi ha incontrato il leader libico Muammar Gheddafi nella tenda beduina, che è stata portata dal paese nordafricano e montata nel giardino dell’ambasciata della [...]

Il 31 Agosto 2010 alle 16:46 claudiadaconto ha scritto:

Massimo, mi permetto di intervenire solo per fare presente che saranno pure trent’anni che Gheddafi è al poterem ma è pure vero che non è mai stato eletto…

Il 3 Settembre 2010 alle 19:41 La “normale” scalata dei libici a Unicredit - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] banco in questi giorni sulla stampa, soprattutto dopo l’arrivo lo scorso weekend del leader Muammar Gheddafi in Italia, per la sua seconda visita [...]

Il 6 Settembre 2010 alle 11:59 Il doppio gioco di Fini non piace neanche ai “futuri” alleati - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] “clienti della Standa”. Non solo, ha parlato di un governo, che è anche il suo, che si genuflette a Gheddafi e di un parlamento che è alla “dependance di Palazzo Chigi”. Insomma, una [...]

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