Ma che cosa vogliono i precari della scuola?

Manifestazione contro la riforma della scuola a Palermo

Manifestazione contro la riforma della scuola a Palermo

“Non voglio che si parli di me, mi interessa ribadire quali sono le nostre richieste”.

Francesco Cori, 37 anni, è  uno degli insegnanti precari in presidio permanente davanti Montecitorio per protestare contro i tagli che rischiano di lasciare senza posto di lavoro circa 20mila docenti.

Come vi siete organizzati?
Facciamo dei turni sia per il giorno che per la notte e ogni giorno alle 18 ci riuniamo in assemblea.

Per quanto andrete avanti?
Finché la Gelmini non ci avrà ricevuto e dimostrato che questi tagli servono davvero alla scuola pubblica.

Oggi il ministro dell’Istruzione si è detta disponibile a parlare con i precari anche se al momento non li incontrerà. Ha inoltre chiarito che chi protesta non sa davvero se resterà senza cattedra e che il governo  non è certo responsabile dei 200mila precari che si contano oggi in Italia. Precari per i quali, anzi, l’esecutivo si sta dando da fare con un decreto che dà la priorità nell’assegnazione delle cattedre a chi ha perso il posto.

Secondo la Gelmini 760 mila docenti in Italia “sono più che sufficienti” e il taglio “vero” effettuato dal governo sarebbe di appena 12 mila cattedre: 10 mila l’anno scorso e 2 mila quest’anno. In pratica, i pensionamenti hanno attenuato la sforbiciata di 67 mila cattedre in due anni.

“La verità è un’altra: – spiega Francesco Cori – a fronte di questi 67mila pensionamenti le assunzioni sono state nell’ordine di 10mila unità sul sostegno e altre 10mila sulle materie curriculari. Ci sono moltissime cattedre lasciate vuote e non coperte, il turn over è bloccato.

Cosa chiedete esattamente?
Chiediamo il ritiro dei tagli e l’assunzione a tempo indeterminato per chi subentra ai pensionamenti.

La Gelmini dice che i tagli sono la conseguenza di un male ereditato…
Sarà pure così e io dico che non ho problemi a confrontarmi con tutte le forze politiche. Ciascuno si assuma le sue responsabilità ma i tagli non risolvano il problema.

Cosa lo risolve?
La stabilizzazione e l’investimento nella scuola pubblica. Questo tipo di scuola umilia tutti, anche gli studenti che si trovano davanti insegnanti umiliati a loro volta dal governo.

Lei si sente umiliato?
Certo! Io mi sono pagato i due anni di SIS e ho vinto il concorso per storia e filosofia arrivando primo, ma praticamente ho potuto insegnare ben poco. Sono anche abilitato per il sostegno ma finora è stato inutile. Ho spedito curricula alle scuole parificate ma lì si entra per conoscenze e io non conosco nessuno.

Quanto le è costata la SIS ( la scuola di specializzazione per la formazione degli insegnanti di scuola secondaria)?
Tra i 5mila e i 6mila euro.

E come si mantiene?
Facendo quello che facevo anche prima, l’agente di commercio. Peccato però, perché ho studiato e mi piace moltissimo insegnare. Per quel poco che ho potuto farlo, ho riscontrato che anche i miei studenti mi apprezzavano.

Ha figli?
Sì, una bambina di 10 giorni.

Sarà dura…
Sì, ma sa qual è il dato più grave di questa situazione?

Mi dica…
Che questi tagli non danno prospettiva alle nuove generazioni e futuro a una scuola pubblica di qualità.

Spieghi perché…
Alle nuove generazioni si tolgono le prospettive perché mi dica lei cosa potrà andare a fare nella vita uno che si è laureato in lettere o in filosofia o comunque in materie destinate all’insegnamento.

E per quanto riguarda la scuola?
E’ sotto gli occhi di tutti che in classe ci restano insegnanti sempre più vecchi e giustamente stanchi. Classi, tra l’altro, sempre più affollate. Ci sono 30, 35 ragazzini e diventa impossibile seguirli tutti. Per non parlare del problema della continuità didattica. E’ ovvio che l’offerta formativa della scuola cali drasticamente se ogni anno cambiano tutti gli insegnanti.

Alla fine ci perdono tutti…

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Il 3 Settembre 2010 alle 12:35 Riforma della scuola: le troppe assenze dei professori - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] puntare un faro sull’assenteismo dei professori. Nelle scuole pubbliche. Perché se i precari protestano e fanno gli scioperi della fame pur di lavorare, chi invece la cattedra ce l’ha, si [...]

Il 3 Settembre 2010 alle 13:51 Riforma della scuola: le troppe assenze dei professori | " NONSOLOFOLE " ha scritto:

[...] puntare un faro sull’assenteismo dei professori. Nelle scuole pubbliche. Perché se i precari protestano e fanno gli scioperi della fame pur di lavorare, chi invece la cattedra ce l’ha, si comporta [...]

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