

Mariastella Gelmini (Foto: LaPresse)
Il limite massimo di 50 giorni di assenza per gli allievi della scuola superiore, pena la bocciatura, introdotto dal ministro Gelmini, avrebbe due conseguenze che è difficile non salutare con favore: primo, responsabilizza lo studente; secondo, mette i bastoni tra le ruote a molti “diplomifici”, che sono tutto tranne che scuole.
Partiamo dal primo punto: il meccanismo dell’obbligo della presenza ad almeno tre quarti delle lezioni (l’anno scolastico dura 200 giorni) è già in vigore dal 2004 nelle scuole medie. E non si capisce perché allora non si introdusse lo stesso limite alle superiori. Anche perché con 50 giorni di lezione in meno, che si traducono, se vi dilettate con la matematica, in un giorno di assenza su quattro di lezione o, detto in altro modo, in circa due mesi di assenza, si rischia sul serio di perdere il filo dei programmi di studio. E di rimanere indietro rispetto ai compagni.
Provvedimento, ancora più ragionevole se, secondo la Gelmini, “servirà anche a bloccare la prassi di certi diplomifici, dove si arriva al diploma pur avendo frequentato poco o nulla”. Già , vecchio problema dell’istruzione italiana, quello dei diplomifici. Soprattutto al Sud.
Nel 2006 secondo un’inchiesta di Repubblica la maggioranza delle scuole paritarie che portarono alla maturità i privatisti che si erano affidati a una preparazione fai da te, senza frequentare le lezioni, e i “saltanti per merito” (gli alunni interni che avendo tutti otto in pagella al quarto anno potevano sostenere l’esame) si trovavano in Campania e in Sicilia.
La situazione con gli anni, poi, non è migliorata: il programma Presadiretta di Raitre nel 2009 raccontava come in certe scuole paritarie della Campania, che arrivavano a costare anche 4500 euro l’anno (la stessa cifra di una retta universitaria o di un master), era richiesta una sola presenza al mese. Altro che 50 giorni di assenza. Ma ora con il provvedimento Gelmini, anche questi studenti “privilegiati” delle paritarie saranno costretti a frequentare le lezioni.
Se quindi il problema delle false presenze, alle paritarie, sembra destinato a risolversi, ora bisogna puntare un faro sull’assenteismo dei professori. Nelle scuole pubbliche. Perché se i precari protestano e fanno gli scioperi della fame pur di lavorare, chi invece la cattedra ce l’ha, si comporta qualche volta diversamente. Soprattutto quando arriva la bella stagione.
Dai dati del ministero della Pa (Brunetta, per capirci) è emerso infatti che i giorni di assenza per malattia del personale della scuola con contratto a tempo indeterminato sono aumentati ad aprile e maggio rispetto all’anno scorso. Di quanto? Ad aprile del 14,1 per cento per quanto riguarda gli insegnanti e del 17,6 per cento quelli del personale tecnico amministrativo; a maggio la percentuale è salita al 21,6 per cento tra gli insegnanti e al 18,5 per cento tra il personale tecnico amministrativo. Le cause? Mettici il colpo di coda invernale, gli acquazzoni e l’influenza, i virologi contarono nella prima settimana di maggio oltre 60mila italiani a letto con la febbre. Ma sarà stata una causalità .
- Venerdì 3 Settembre 2010
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Commenti
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Il 3 Settembre 2010 alle 15:52 thanatos ha scritto:
Ritengo che tutto quello che fa la povera,povera,per gli attacchi pretestuosi dei baroni,della sinistra,della miriadi di sindacati,degli studenti politizzati,Gelmini sia sempre giusto e necessario.,com questo dei 50 giorni,la scuola è un impegno non un’optional. I precari ? Con i governi di sinistra il clientelismo sfacciato ha portato ad inserire un sovrannumero di gente dalle Poste alla scuola,all’Alitalia e quang’altro statale.
Il 3 Settembre 2010 alle 15:55 thanatos ha scritto:
Ritengo che tutto quello che fa la povera ,povera,per gli attacchi pretestuosi dei baroni,della sinistra,della miriadi di sindacati,degli studenti politicizzati,Gelmini sia sempre giusto e necessario come questo dei 50 giorni,la scuola è un impegno non un’optional. I precari ? Con i governi di sinistra il clientelismo sfacciato ha portato ad inserire un sovrannumero di gente dalle Poste alla scuola,all’Alitalia e qunt’altro altro statale.
Il 4 Settembre 2010 alle 12:41 pv21 ha scritto:
Come si fa a non convenire sul fatto che applicare ai Licei un limite da anni in vigore nella scuola Media è una “riforma” di assoluto valore didattico? E’ come l’istituzione del Liceo Coreutico. Resta il problema di quella RIGENERAZIONE DELLA SCUOLA che sappia compiutamente valorizzare il ruolo di docenti, alunni e famiglie …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps3.html
Il 5 Settembre 2010 alle 11:10 micuomo ha scritto:
La stagione del centrosinistra ha distrutto la famiglia e la scuola per formare un gregge di teste vuote da riempire di vuoti ideologici…..almeno KOZZIGA aveva una cultura alle spalle!micuomo
Il 8 Settembre 2010 alle 13:02 Se 11 pagine sulla crisi di governo vi sembran troppe - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] sindacati un corposo piano di licenziamenti; i problemi e le soluzioni per migliorare l’istruzione, dalle superiori all’università ; la disoccupazione giovanile, uno su quattro senza lavoro; [...]
Il 10 Settembre 2010 alle 19:41 La giornata in pillole: Berlusconi, il governo va avanti. E Bossi fa marcia indietro sul voto - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] per diventare docente. Il ministro ha aggiunto che “ci sarà la ragionevole certezza di assorbire i precari“, abilitati e in graduatoria, che da anni attendono di iniziare ad insegnare, anche grazie [...]
Il 13 Settembre 2010 alle 15:23 Da Adro all’istituto Laparelli: qualcosa non va nella scuola - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] polemiche”, ha detto la Gelmini), che ieri hanno bloccato lo Stretto di Messina contro i tagli alla scuola. Soprattutto se si considera il numero dei professori in attesa di una cattedra (200 mila secondo [...]
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