La sconfitta di Fini spiegata da chi lo conosce bene

Gianfranco Fini a Mirabello

Gianfranco Fini a Mirabello

“A Mirabello ho visto un leader debole e un uomo spaventato”.

E’ una bocciatura senza appello quella di Enzo Palmesano al discorso pronunciato ieri a Mirabello da Gianfranco Fini.

Giornalista casertano 52enne, Palmesano, ex capo dell’ufficio politico del Secolo d’Italia, ha passato una vita prima nel Msi, poi in An fino a quando proprio Fini, che ieri ha gridato allo stalinismo berlusconiano, ha deciso di emarginarlo dal partito. La sua colpa? Essere stato l’autore del più importante documento della storia della destra degli ultimi anni, il famoso “Emendamento Palmesano”, ovvero la condanna dell’antisemitismo, dell’antisionismo e delle leggi razziali. I punti, insomma, che stanno alla base della cosiddetta svolta di Fiuggi del 1995. L’occasione storica per Fini di rendersi politicamente presentabile, soprattutto a livello europeo, chiudendo con il suo passato di leader fascista e vestendo i panni di primo capo di una destra italiana democratica.

“Gianfranco Fini – Sfida a Berlusconi” è il titolo dell’ultimo, profetico, libro da lei pubblicato per Aliberti Editore.
Dopo ieri le toccherà aggiungere alla prossima edizione il capitolo “Mirabello”?

In realtà il mio libro non fa la cronaca dei fatti politici, bensì l’analisi. E nell’analisi di certi fatti posso dire di aver già previsto quello che poi effettivamente è successo dal giorno della pubblicazione fino ad oggi.

GIANFRANCO FINI - SFIDA A BERLUSCONI di Enzo PalmesanoCome le è sembrato il discorso di Fini?
L’ho trovato di una debolezza estrema. Un discorso da vecchio leader missino e neofascista che guarda alle radici e quindi ad Almirante e per raschiare il fondo fa salire sul palco Tremaglia. Non ha detto assolutamente nulla.

Beh, una cosa l’ha detta, che il Popolo della libertà non c’è più. E’ rinata Alleanza Nazionale?
No, affatto. Caso mai un nuovo partito che non ha più i radicamenti, i sentimenti, e anche i risentimenti, della vecchia An. Ma se avesse avuto il coraggio avrebbe dovuto dire non che il Pdl non c’è più ma che il governo è arrivato al capolinea.

Quindi secondo lei non volersi prendere la responsabilità di una rottura chiara e definitiva con Berlusconi non è strategia?
No, è segno di grande debolezza. Anzi, la sua unica vera preoccupazione in questo momento è di non rompere con Berlusconi. Quello di ieri è stato il discorso di un leader spaventato dalla prospettiva di andare ad elezioni anticipate senza avere né la forza né i numeri per affermarsi. I sondaggi personali, che sicuramente si sarà fatto commissionare, gli avranno detto che al massimo può aspirare a un 6%.

Ce ne sono anche altri che non gli assicurerebbero il 3%…
Appunto. Se davvero Fini avesse voluto fare un atto di forza avrebbe dovuto dire che il governo non c’è più. Invece quello che ha fatto è stato prendere tempo per portare avanti una campagna di logoramento nell’attesa di qualche altra micro scissione interna alla maggioranza.

Berlusconi probabilmente non lo permetterà. Quanto si è fatto di nuovo più vicino il ritorno alle urne?
Se Berlusconi avesse la certezza che facendo cadere il governo si andrebbe subito a elezioni anticipate, si sarebbe già mosso. Il problema è l’incognita Napolitano. Non è detto, infatti, che il Presidente della Repubblica scioglierebbe subito le Camere prima di verificare se c’è la possibilità di una nuova maggioranza.

Nel caso lo facesse, Berlusconi vincerebbe?
Certo! Berlusconi e la Lega sarebbero addirittura avvantaggiate. Se Fini si presentasse da solo verrebbe percepito dall’elettorato di centrodestra come l’avversario del Cavaliere e quest’ultimo stravincerebbe.
Sempre nel suo libro lei ha dedicato un intero capitolo ai Tulliani parlando di tullianismo come fondamento del finismo. Ieri Elisabetta era seduta in prima fila ad ascoltare il suo Gianfranco. Qualcuno lo aveva sconsigliato. Fini ha fatto male a farla venire?
Fini non poteva non portarla a Mirabello, sarebbe stato un segnale di debolezza troppo forte. Ma certamente la sua presenza non ha risolto alcun problema. Quando ci sono di mezzo situazioni come quelle emerse negli ultimi mesi a proposito della casa di Montecarlo e dei favoritismi in Rai, non si può continuare a tacere. Fini avrebbe dovuto dire qualcosa non solo ieri, ma ancora prima convocando una vera e propria conferenza stampa e sottoponendosi alle domande dei giornalisti.

Ha detto che dovrà essere la magistratura a dire come stanno le cose…
Ma no! Questo non è solo un problema giudiziario, è un problema politico.

E allora perché Fini si ostina a non affrontarlo come tale?
Perché Fini è sempre stato uno che ha voluto fare come gli pare. Vendere per i propri interessi un patrimonio di An è coerente con la sua gestione antidemocratica del partito.

Ma come? Se ieri Fini ha dato dello stalinista a Berlusconi per averlo estromesso dal Pdl il 29 luglio scorso?
Ma stiamo scherzando? Rispetto ad An, il Pdl è il paradiso della democrazia. Oggi si chiamano in causa i probiviri, ieri bastava che Fini alzasse un sopracciglio per decretare la morte politica di qualcuno. A me andò così. Io sono stato vittima del cesarismo finiano. Altro che Berlusconi!

Si sente di poter dire che quella a Berlusconi è dunque una sfida persa?
Fini ha raccolto quello che ha seminato e ha perso.

Il videoeditoriale del direttore di Panorama


Il discorso integrale di Fini






Commenti

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Il 6 Settembre 2010 alle 14:30 nhico ha scritto:

Fini resta in mezzo al guado. Da non leader. Gioca a fare il temporeggiatore, pensando che il tempo lavori per lui. Ma non è detto che sia così. Non è proprio detto che ad essere logorato da questo giochino del lascio e piglio sia soltanto Berlusconi. Anzi, con molta probabilità, sarà lui a trovarsi in un cul de sac , quando l’ora della resa dei conti suonerà l’ultimo rintocco. A Mirabello, a Mirabello, dicevano i suoi, Fini darà tutte le risposte. Invece, Fini, a Mirabello non ha fatto altro che ripetersi all’infinito. Un pestare l’acqua morta nel mortaio. Anche il suo voler essere la terza gamba di un tavolo politico, è cosa vecchia. Tuttavia, volendo, francescanamente, per un momento seguire il suo contorno ragionamento, se ad ogni gamba corrisponde un partito, stando Bossi alla Lega e Berlusconi a Fi, avendo unilateralmente dichiarato abortito il Pdl, e non avendo più la sponda di An, lui a chi sta? Senza poi contare che ci deve ancora spiegare cosa vuol fare da grande. Etica vuole, infatti, proprio quell’etica a cui pensa di aver inchiodato Berlusconi, che lui non può continuare ad occupare la poltrona che il partito che non c’è più, anzi che non è proprio nato, ha messo sotto il suo culo. E la stessa cosa vale per tutti i suoi sodali amici.

Il 6 Settembre 2010 alle 15:37 degrel0 ha scritto:

su Fini rimane valido il giudizio espresso dall’intellettuale di destra Giano Accame:”non sa un tubo ma lo dice benissimo”!

Il 6 Settembre 2010 alle 15:45 La sconfitta di Fini spiegata da chi lo conosce bene | " NONSOLOFOLE " ha scritto:

[...] la-sconfitta-di-fini-spiegata-da-chi-lo-conosce-bene [...]

Il 6 Settembre 2010 alle 17:00 pv21 ha scritto:

Fa male sentirsi dire che nel programma del PDL c’era la revisione Istituzionale, la riduzione dei costi della politica (vedi province), la riforma fiscale (es. quoziente familiare). Fa male sentirsi ricordare che è “scomparso” quel Decreto Anti Corruzione approdato al CDM da oltre 6 mesi. FINI è candidato al disastro di consensi? Per ben 48 ore(oggi e domani) i vertici di Lega e PDL havranno un nutrito calendario di incontri per decidere cosa dire e cosa fare. Forse è diventato difficile mantenere il CONSENSO SURROGATO di chi ha fede e si affida all’imprinting mediatico …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html

Il 6 Settembre 2010 alle 18:58 cini ha scritto:

Condivido in toto le opinioni soprascritte dal giornalista Enzo Palmesano sul Presidente della Camera che anche a me è apparso come un´uomo disperatamente spaventato.
Fini ha dichiarato che il Pdl non c´è più aggiungendo che resta soltanto un partito del predellino come se questo fosse stato un´evento negativo da poco prezzo. Il Fini non si è reso conto che fondare il più grande partito del Paese salendo sul predellino di una vettura è un fatto storico che pochissimi avrebbero potuto realizzare, anzi forse è una realtà più unica che rara.
Il Fini invece sta cercando di presentare un partito da un palco come farebbe un´illusionista da due monete quando tira fuori dal cappello una colomba bianca.

Il 6 Settembre 2010 alle 19:48 micuomo ha scritto:

Fini è stato svuotato e non si è accorto.Ora cerca di salvarsi alla stregua di quel vecchio presidente sorpreso con le mani nel sacco.Come può credere di essere gradito ad un elettorato che già lo detesta!micuomo

Il 7 Settembre 2010 alle 12:56 Bossi e Berlusconi salgono al Colle: è il primo passo per isolare Fini - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] il primo passo di un disegno che punta ottenere una data per lo scioglimento delle Camere. «Le dichiarazioni dell’on. Gianfranco Fini sono state unanimemente giudicate inaccettabili», recita il comunicato congiunto diffuso dopo mezzanotte. «Le sue parole sono la chiara [...]

Il 7 Settembre 2010 alle 15:21 indigesto ha scritto:

Congiuntivi a parte, l’intervista a Palmesano è un’istantanea abbastanza credibile della attuale situazione in cui versa la maggioranza che dovrebbe portare a termine la Legislatura. La situazione si è ingarbugliata anche per attacchi personali, sui quali si sarebbe potuto soprassedere in attesa di sviluppi. Ma da subito si è capita la incompatibilità tra Bossi e Fini quanto al federalismo fiscale che tutti vogliono prim’ancora che se ne definiscano i contenuti. L’unico effetto sicuro che si conosca è il poter disporre, da parte delle regioni del Nord, delle imposte su una ricchezza raggiunta in larga parte alle spalle del Sud, riducendolo in miseria ed in balia delle mafie, nonchè devastandone il territorio. Fini, che venga seguito da migliaia o da milioni di elettori, non poteva abiurare all’ultimo suo baluardo che è l’unità d’Italia. Di tutte le vicende che sono state tirate in ballo poco o nulla influenzerà l’esito elettorale in caso di elezioni anticipate. Dubito che ci si arrivi, per molti motivi. Molto dipende dall’agenda dei lavori, semmai vi sarà la possibilità di riprenderli.

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